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Stellantis: “Bolletta troppo cara, per il settore auto è un disastro”

(ansa)
Nel mirino del capo Europa Imparato, anche le regole della transizione verso l’elettrico. “Maserati? Non molliamo”
2 minuti di lettura

ROMA – Il dato di giugno sulle vendite in Italia può trarre in errore. Vero, la tendenza è quella di un crollo (-17,44%), ma la colpa è da ricercare nella performance degli incentivi di un anno fa. Il mercato era stato drogato. La tensione nel settore automotive però rimane alta, tanto che il capo Europa di Stellantis, Jean-Philippe Imparato, lancia un nuovo allarme su costi energia, transizione verso l’elettrico in Europa e ricambio del parco circolante: «Se non ci saranno interventi entro fine anno le conseguenze potrebbero essere devastanti — dice Imparato agli Stati generali dell’Energia organizzati da Forza Italia a Montecitorio — se le cose non cambieranno, dovremo prendere decisioni toste. I rischi per l’occupazione sono forti e le fabbriche potrebbero iniziare a chiudere».

ROMA – Il dato di giugno sulle vendite in Italia può trarre in errore. Vero, la tendenza è quella di un crollo (-17,44%), ma la colpa è da ricercare nella performance degli incentivi di un anno fa. Il mercato era stato drogato. La tensione nel settore automotive però rimane alta, tanto che il capo Europa di Stellantis, Jean-Philippe Imparato, lancia un nuovo allarme su costi energia, transizione verso l’elettrico in Europa e ricambio del parco circolante: «Se non ci saranno interventi entro fine anno le conseguenze potrebbero essere devastanti — dice Imparato agli Stati generali dell’Energia organizzati da Forza Italia a Montecitorio — se le cose non cambieranno, dovremo prendere decisioni toste. I rischi per l’occupazione sono forti e le fabbriche potrebbero iniziare a chiudere».

Le immatricolazioni (132.191 auto) devono tenere conto della distorsione dei sussidi che si sono esauriti, per l’acquisto di vetture elettriche, nel giro di poche ore drogando il mercato con un balzo del 15%. L’andamento delle vendite quindi non si discosta da quello degli ultimi mesi. Il mercato è in pratica fermo, la situazione rimane stagnante. E la preoccupazione, nel settore, è alta.

Il capo Europa di Stellantis Imparato al meeting organizzato da FI in Sala della Regina alla Camera dice che «servono decisioni urgenti per l’industria dell’auto». E fa l’esempio dei costi dell’energia, una questione trasversale: «Il MWh in Francia lo pago 65 euro, in Spagna 80, in Italia oltre 180 euro. Perché non facciamo squadra in Europa per abbassare il costo dell’energia? Altrimenti le conseguenze potrebbero essere drammatiche». Poi c’è il problema di un parco circolante troppo vecchio e di una transizione verso l’elettrico che non va, un percorso messo a punto dall’Europa che va rivisto: «Bisogna rottamare le vetture vecchie: 150 milioni di auto nella Ue hanno più di 10 anni, basterebbe cambiarne 15 milioni all’anno. E poi va evitata la bomba di fine anno: essere costretti a costruire il 20% di auto elettriche in Ue separando vetture e veicoli commerciali».

Per il gruppo italo-francese c’è il rischio di pagare multe miliardarie. «Ogni punto di mix Bev che non riesco a fare sono 150 milioni di multa. La prima volta li pago, la seconda no, riduco la produzione. Perché si deve ammazzare l’industria dell’auto?».

La Fiom che collega le parole del ministro Adolfo Urso con quelle di Imparato, è preoccupata: «Urso dice che va tutto bene, Imparato dice che sono a rischio lavoratori e stabilimenti. Ma in che Paese siamo? Palazzo Chigi non può continuare a far finta di nulla. È tempo di un incontro per tutelare impianti e lavoratori», dice il segretario Michele De Palma.

Stellantis a giugno ha immatricolato 32.437 vetture, il 32,9% in meno dello stesso periodo del 2024. Tra i brand Alfa Romeo continua a crescere. E Imparato immagina «sinergie con Maserati, su cui non molliamo» smentendo la cessione del marchio del Tridente. Jeep Avenger è il suv più venduto in Italia, bene anche Leapmotor. Mg è la casa cinese che ha una quota di mercato del 3%, mentre Byd raggiunge l’1,7% e registra un +12,8% di vendite rispetto al mese precedente. Tesla perde oltre il 60%. Il direttore dell’Anfia, Gianmarco Giorda, chiede che «si sblocchino gli incentivi per i veicoli a zero emissioni previsti dal ministero dell’Ambiente: 600 milioni dal Pnrr da spendere entro giugno 2026».

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