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Torna la voglia di sanatoria fiscale. Fratelli d’Italia chiede di riaprire il ravvedimento

Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera (FdI)

 

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Emendamento al decreto fiscale a firma del presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato. Tre aliquote sostitutive (10%, 12%, 15%) per chiudere i conti del passato con il Fisco. Sconto maggiorato per gli anni del Covid
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ROMA - In Parlamento ritorna la voglia di sanatoria. Spunta tra gli emendamenti al decreto fiscale all’esame della Camera. Nel fascicolo che raccoglie le proposte di modifica dei partiti c’è anche uno, a firma del presidente della commissione Finanze Marco Osnato (FdI), che chiede di riaprire il ravvedimento speciale per le partite Iva soggette agli Isa (indici sintetici di affidabilità ndr) che aderiranno al concordato preventivo biennale 2025-2026. Uno sconto sulle tasse arretrate: per mettersi a posto con il Fisco basterà versare un’imposta sostitutiva (ecco il vantaggio) a fini Irpef-Ires e Irap.

Affiancato alla prima edizione del concordato, il ravvedimento non era stato poi confermato dal governo. E sempre l’esecutivo, a iniz…

ROMA - In Parlamento ritorna la voglia di sanatoria. Spunta tra gli emendamenti al decreto fiscale all’esame della Camera. Nel fascicolo che raccoglie le proposte di modifica dei partiti c’è anche uno, a firma del presidente della commissione Finanze Marco Osnato (FdI), che chiede di riaprire il ravvedimento speciale per le partite Iva soggette agli Isa (indici sintetici di affidabilità ndr) che aderiranno al concordato preventivo biennale 2025-2026. Uno sconto sulle tasse arretrate: per mettersi a posto con il Fisco basterà versare un’imposta sostitutiva (ecco il vantaggio) a fini Irpef-Ires e Irap.

Affiancato alla prima edizione del concordato, il ravvedimento non era stato poi confermato dal governo. E sempre l’esecutivo, a inizio maggio, aveva respinto la proposta della sesta commissione di Montecitorio all’interno del parere sul decreto correttivo del concordato. Allora si chiedeva di proseguire con il ravvedimento per includere i debiti 2023. Ora il tentativo bis per il 2019-2023.

L’emendamento di Fratelli d’Italia

La proposta di modifica di FdI si intitola “Imposta sostitutiva per annualità ancora accertabili dei soggetti che aderiscono al concordato preventivo per il biennio 2025/2026”. Nello specifico, i soggetti che hanno applicato gli Isa e che aderiscono, entro il 30 settembre, al concordato preventivo biennale per il 2025-2026, “possono adottare il regime di ravvedimento versando l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nonché dell'imposta regionale sulle attività produttive”.

Tre aliquote: 10%, 12% e 15%

L’emendamento dettaglia anche l’imposta sostitutiva a fini Irpef e Ires (incluse le addizionali) e Irap. La base imponibile è data dalla differenza tra il reddito d'impresa o di lavoro autonomo già dichiarato, in ciascuna annualità, e il valore dello dello stesso reddito incrementato del 5% per i contribuenti con una pagella fiscale virtuosa (punteggio 10). La quota incrementale cresce man mano che il voto peggiora: 10% per chi ha un Isa tra 8 e 10, 20% tra 6 e 8, 30% tra 4 e 6, 40% tra 3 e 4, 50% per chi ha un punteggio inferiore a 3.

Per gli anni 2019, 2022 e 2023, ecco l’imposta sostitutiva a fini Irpef-Ires: 10% se nel singolo periodo d'imposta il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 8; 12% con voto tra 6 e 8; 15% sotto il 6. Per quanto riguarda l’Irap, l’imposta sostitutiva è pari al 3,9%.

Sconto maggiorato per gli anni del Covid

Nella proposta c’è anche un regime speciale per il 2020-2021, interessati dalla pandemia. “Per i soli periodi di imposta 2020 e 2021 - si legge nel testo - si applicano le imposte sostitutive diminuite del 30 per cento”.

La protesta delle opposizioni

L’emendamento di Osnato è uscito indenne dalla tagliola dell’ammissibilità in commissione. Ma le opposizioni protestano. "Si tratta dell'ennesimo tentativo di piegare la leva fiscale a una concezione profondamente clientelare: provvedimenti di favore per gruppi ben identificati di contribuenti, con l'obiettivo evidente di ottenerne il sostegno elettorale", dichiara la deputata del Pd, Cecilia Guerra. “Così facendo - aggiunge - si costruisce un fisco colabrodo, dove a parità di reddito si pagano imposte profondamente diverse”.

Duro attacco da parte del collega di partito, Virginio Merola. “Questa politica di continui condoni, rottamazioni e agevolazioni a beneficio di categorie selezionate di contribuenti - sottolinea il parlamentare dem - non solo incentiva l'evasione fiscale, ma riduce drasticamente il tasso di adesione spontanea al pagamento delle imposte, creando un sistema iniquo dove chi rispetta le regole è penalizzato due volte”.

La Lega: Stop Imu per le paritarie

Un emendamento del Carroccio chiede di esentare le scuole paritarie dal pagamento dell’Imu (a discrezione dei Comuni), mentre un’altra proposta di modifica punta sulla proroga del regime fiscale agevolativo per i lavoratori impatriati per altri tre periodi di imposta.

Tutta la maggioranza propone di estendere l'addizionale Irpef del 10% sui bonus e le stock options (oggi destinata ai dirigenti) anche agli intermediari finanziari e alle società di partecipazione finanziaria. La misura è sostenuta anche da Italia Viva. Forza Italia punta ad esonerare dall’Imu gli impianti concessi ad associazioni o società sportive senza scopo di lucro.

Stop alla riapertura della rottamazione quater, fino al 30 settembre, per i decaduti. Ma il sottosegretario al Lavoro in quota Lega, Claudio Durigon, rilancia: “Si farà sicuramente”. L’obiettivo è riammettere alla rottamazione i contribuenti che, pur avendo aderito alla definizione agevolata, non hanno pagato le rate in tempo.

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