TARANTO – Dopo Taranto c’è Genova. O un altro porto italiano dove spostare la produzione dell’acciaio se il capoluogo pugliese dicesse no al rigassificatore e all’impianto di desalinizzazione. È la pistola che il governo mette sul tavolo delle trattative con gli enti locali e con i sindacati pugliesi qualora non assecondassero l’accordo di programma interistituzionale. A estrarla dalla fondina è …