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Telemarketing senza fine: ecco perché il nuovo filtro potrebbe non bastare

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I filtri anti-spoofing che scatteranno ad agosto e novembre non risolveranno del tutto il problema. Resteranno utilizzabili altri modi per ingannare il cliente. E operatori e Agcom sono in cerca di nuovi soluzioni
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Potranno continuare a ingannarci chiamandoci con numeri alterati, per affibbiarci contratti telefonici, energetici (o di altra natura) o proprio per truffarci mirando ad esempio ai soldi nel nostro corrente. Sì, il 16 agosto entrerà in vigore il primo filtro degli operatori nazionali contro lo spoofing – la tecnica con cui molti soggetti ci chiamano con un numero fasullo o alterato per ingannarci o sfuggire a controlli e anti-spam telefonico. Il 16 novembre scatterà un secondo filtro, per ampliare le tutele. Ma non basta. E gli operatori lo sanno, così come l’Autorità garante nelle comunicazioni (Agcom). Tanto che, a quanto risulta a Repubblica, questa settimana hanno cominciato i lavori per trovare una soluzione più ampia ai problemi. E contrastare le tecniche di spoofing che continueranno a colpirci anche dopo il 16 novembre. Il 18 luglio è stato convocato inoltre il primo tavolo di lavoro – operatori e Agcom – per affrontare questo strascico di problemi.

Bisogna prima di tutti capi…

Potranno continuare a ingannarci chiamandoci con numeri alterati, per affibbiarci contratti telefonici, energetici (o di altra natura) o proprio per truffarci mirando ad esempio ai soldi nel nostro corrente. Sì, il 16 agosto entrerà in vigore il primo filtro degli operatori nazionali contro lo spoofing – la tecnica con cui molti soggetti ci chiamano con un numero fasullo o alterato per ingannarci o sfuggire a controlli e anti-spam telefonico. Il 16 novembre scatterà un secondo filtro, per ampliare le tutele. Ma non basta. E gli operatori lo sanno, così come l’Autorità garante nelle comunicazioni (Agcom). Tanto che, a quanto risulta a Repubblica, questa settimana hanno cominciato i lavori per trovare una soluzione più ampia ai problemi. E contrastare le tecniche di spoofing che continueranno a colpirci anche dopo il 16 novembre. Il 18 luglio è stato convocato inoltre il primo tavolo di lavoro – operatori e Agcom – per affrontare questo strascico di problemi.

Bisogna prima di tutti capire che ora lo spoofing riguarda quasi soltanto chiamate che ci arrivano dall’estero mostrandoci numeri fissi o mobili, in entrambi i casi italiani. Può essere un numero casuale oppure simulare quello della nostra banca, la polizia o altro soggetto utile per ingannare l’utente ed estorcergli qualcosa (un contratto, i codici di accesso al conto eccetera). Ebbene, il 16 agosto il filtro bloccherà le chiamate con numeri fissi italiani provenienti dall’estero; il 16 novembre, arriverà lo scudo contro i numeri mobili italiani dall’estero (facendo salve solo le chiamate lecite, cioè quelle in roaming).

Cosa resta? Tante possibilità ancora a disposizione di truffatori e call center. Ad oggi poco utilizzate – è vero – ma ci si attende che diventeranno gioco forza popolari, una volta bloccate dai filtri le modalità ora più comuni. Ecco perché operatori e Agcom ci stanno già lavorando. Un grosso problema riguarda le chiamate con numeri esteri. Ad oggi non esiste un modo per stabilire se un numero estero sia stato alterato per attività di spoofing. Manca uno standard internazionale per una tecnologia di filtro. Quella italiana vale solo per numeri italiani.



Attenzione alle telefonate estere

Una possibile misura precauzionale potrebbe essere informare gli utenti, con campagne pubblicitarie o di comunicazioni, di essere molto diffidenti verso le telefonate estere. Non rispondere, a meno che non sia una chiamata attesa; oppure rispondere restando pronti a troncare la comunicazione. Certo è molto difficile ingannare qualcuno spacciandosi per un operatore o una banca quando si chiama con un numero estero; ma la fantasia di questi truffatori non ha limiti quindi chissà cosa potrebbero inventarsi.



Il “buco” per le chiamate dall’Italia

Potenzialmente ancora più pericoloso è un’altra tecnica che non sarà bloccata tanto presto. Come detto, gli attuali filtri riguardano solo sulle chiamate dall’estero: non coprono quelle con spoofing che partano dall’Italia e arrivano direttamente all’utente italiano (senza passare dall’estero).


La normativa italiana vieta espressamente agli operatori di consentire la falsificazione del numero chiamante, ma l’Agcom esclude comportamenti illeciti da parte di soggetti che operano sul territorio. Per contrastare queste frodi, sarà necessario concordare con gli operatori le modalità più efficaci di vigilanza e di identificazione dei responsabili, per i quali le norme sono molto severe e arrivano al ritiro della licenza a operare in Italia. Il difficile può essere scoprire in modo tempestivo questi operatori che, in modo consapevole o no, diventano complici di truffatori.

Il rischio per le chiamate VoIp

Anche le chiamate VoIP, ossia via internet restano una minaccia a lungo termine, con lo spoofing. Pensiamo ad esempio a quelle Whatsapp. Il tavolo di lavoro Agcom-operatori cercherà una soluzione, che potrebbe essere intervenire sul punto di conversione della chiamata. Cioè chi trasforma una chiamata digitale in una chiamata tradizionale.

Infine, vanno attentamente studiate i possibili casi di spoofing con numerazioni assegnate agli operatori mobili satellitari e ai sistemi m2m (machine2machine).

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