MILANO- Unicredit ha iniziato a vendere la sua partecipazione in Generali. Stando a fonti finanziare l’istituto guidato da Andrea Orcel nelle scorse sedute avrebbe ceduto alcuni pacchetti del colosso assicurativo di Trieste.
All’ultima assemblea del 24 aprile per il bilancio e il rinnovo del cda guidato da Philippe Donnet, Unicredit si era presentata con il 6,49% del Leone, una partecipazione detenuta sia in proprio, sia per conto dei propri clienti. Allora Orcel aveva dichiarato che la quota non era strategica, ma di natura finanziaria.
Iniziata la cessione, che comporta una plusvalenza
Con la vendita degli ultimi giorni Unicredit avrebbe anche realizzato una plusvalenza interessante. Lo scorso 17 giugno Orcel era tornato sulla strategia di Unicredit per il pacchetto d…
MILANO- Unicredit ha iniziato a vendere la sua partecipazione in Generali. Stando a fonti finanziare l’istituto guidato da Andrea Orcel nelle scorse sedute avrebbe ceduto alcuni pacchetti del colosso assicurativo di Trieste.
All’ultima assemblea del 24 aprile per il bilancio e il rinnovo del cda guidato da Philippe Donnet, Unicredit si era presentata con il 6,49% del Leone, una partecipazione detenuta sia in proprio, sia per conto dei propri clienti. Allora Orcel aveva dichiarato che la quota non era strategica, ma di natura finanziaria.
Iniziata la cessione, che comporta una plusvalenza
Con la vendita degli ultimi giorni Unicredit avrebbe anche realizzato una plusvalenza interessante. Lo scorso 17 giugno Orcel era tornato sulla strategia di Unicredit per il pacchetto di Generali dichiarando che «lo ridurremo e ne usciremo col tempo». E così avrebbe fatto, iniziando a valorizzare parte delle azioni detenute in proprio, ma si tratterebbe per ora di quota inferiore all’1,5% altrimenti Unicredit avrebbe anche dovuto notificare alla Consob di aver varcato, questa volta all’ingiù, la soglia rilevante del 5%. E probabile che un aggiornamento sulla partecipazione verrà dato il prossimo 23 luglio, nel corso della conference call con gli analisti per la presentazione dei risultati. Prima di allora il 9 luglio si saprà qual è la decisione del Tar sul ricorso presentato da Unicredit in merito al golden power che il governo ha esercitato sull’Ops promossa il 25 novembre dalla banca di Gae Aulenti su Banco Bpm.
In attesa della decisione del Tar sul golden power
A seconda della decisione del Tar, si saprà quindi se Unicredit intende procedere o meno. «Abbiamo fatto e continuiamo a fare di tutto – ha dichiarato Orcel in un’intervista a Repubblica lo scorso 20 giugno – ma se non riusciremo a risolvere, come probabile, ci ritireremo. Il nostro ricorso al Tar è un fatto di tutela giuridico, per il nostro cda e per la nostra società». Questo aprirebbe nuovi scenari sul risiko bancario in atto. «Il futuro per noi è molto luminoso – aveva detto Orcel a Repubblica -con o senza m&a». Se Unicredit ritirasse l’offerta su Bpm, allora l’istituto guidato da Giuseppe Castagna potrebbe tornare a caldeggiare le nozze con Mps - che a sua volta ha in corso un’offerta su Mediobanca. E alla fine del maxi riassetto, Orcel potrebbe essere il primo indiziato per rilevare parti del nuovo terzo polo che nascerebbe dall’integrazione.