Stefano Beraldo (Ovs) “Siamo solidi e dopo Goldenpoint valutiamo altre operazioni”
di Sara BennewitzMILANO – Stefano Beraldo, il manager del rilancio di Ovs, si prepara a un’estate di crescita. Dopo aver accelerato sui costumi di Goldenpoint, si appresta a perfezionare anche l’acquisizione di Kasanova una volta che sarà ristrutturato il debito del leader dei casalinghi italiano.
Per un importo che non avete voluto dichiarare avete rilevato con anticipo il 100% di Goldenpoint. Perché avete accelerato?
«Perché abbiamo visto che il potenziale del gruppo, su cui avevamo creduto lo scorso anno, era più grande di quello che immaginavamo. Solo modificando l’assortimento dei negozi e puntando di più sulla corsetteria, il fatturato per metro quadro è salito del 5-6%. Ugualmente in una quindicina di negozi pilota, dove abbiamo rivisto layout e arredamento per contenere più prodotto, le vendite sono addirittura salite a due cifre. Pertanto abbiamo deciso di rilevare il 100% di Goldenpoint, che ha vendite per metro quadro superiori alla media, e investire su una nuova fase di rilancio».
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MILANO – Stefano Beraldo, il manager del rilancio di Ovs, si prepara a un’estate di crescita. Dopo aver accelerato sui costumi di Goldenpoint, si appresta a perfezionare anche l’acquisizione di Kasanova una volta che sarà ristrutturato il debito del leader dei casalinghi italiano.
Per un importo che non avete voluto dichiarare avete rilevato con anticipo il 100% di Goldenpoint. Perché avete accelerato?
«Perché abbiamo visto che il potenziale del gruppo, su cui avevamo creduto lo scorso anno, era più grande di quello che immaginavamo. Solo modificando l’assortimento dei negozi e puntando di più sulla corsetteria, il fatturato per metro quadro è salito del 5-6%. Ugualmente in una quindicina di negozi pilota, dove abbiamo rivisto layout e arredamento per contenere più prodotto, le vendite sono addirittura salite a due cifre. Pertanto abbiamo deciso di rilevare il 100% di Goldenpoint, che ha vendite per metro quadro superiori alla media, e investire su una nuova fase di rilancio».
Di quanti investimenti stiamo parlando?
«Investiremo una quindicina di milioni per rifare i negozi con il nuovo layout che consente di tenere nel punto vendita il 20% di articoli in più di prima, ma potenzieremo anche la rete in franchising, e abbiamo già ricevuto tantissime richieste al riguardo. Rivedremo anche lo stile per assecondare le nuove tendenze. Con questa strategia, contiamo di crescere in maniera significativa: se nel 2024 Goldenpoint ha realizzato 92 milioni di fatturato, nei prossimi tre anni puntiamo a oltre 130 milioni di ricavi, cifra che salirebbe a circa 200 tenendo conto anche del fatturato dei franchisee».
Per Stefanel, che come Goldenpoint è un vostro brand che non è entrato in Ovs, quali progetti avete?
«Vogliamo continuare a tenere Stefanel separato da Ovs, abbiamo rivisto lo stile e migliorato ulteriormente il rapporto qualità prezzo. La risposta dei consumatori è stata molto positiva, come l’accoglienza da parte dei nostri clienti franchisee della collezione autunno-inverno».
E invece cosa mi dice del rilancio di Les Copains, che è migrata dai negozi Upim alla vostra catena principale?
«Siamo molto soddisfatti, anzi direi che i risultati in termini di vendite hanno addirittura superato le nostre aspettative. Aumentando la qualità dell’offerta, con fibre più pregiate come cachemire e lino, la risposta dei clienti è stata positiva. Les Copains offre una selezione di capi che mancavano in Ovs, andando a completare l’offerta senza cannibalizzare altri brand come Piombo, Utopia, Baby Angel, Altavia e così via. Abbiamo allargato l’offerta oltre il bambino, che è sempre stato un nostro punto di forza, con un pool di marchi con una chiara identità e che si rivolgono tutti ad un pubblico adulto, spingendo in particolare sulla donna. Così facendo, e aggiungendo il beauty in Ovs abbiamo ringiovanito anche la nostra clientela, il che ci rende fiduciosi anche per le prospettive future».
Quali progetti avete per il beauty?
«Abbiamo aperto i primi punti vendita esclusivamente dedicati al beauty, e i risultati sono stati molto buoni. Questa è una categoria che negli ultimi anni è cresciuta per noi in media del 20% e vediamo ancora interessanti margini di crescita».
Piombo che era già cresciuta molto, come sta andando?
«Continua ad andare molto bene, con Massimo Piombo abbiamo un lungo rapporto consolidato, e gli ho chiesto di iniziare a pensare ad alcuni innesti per completare l’offerta, come il tessile per la casa, che vogliamo gradatamente inserire nei nostri punti vendita».
A proposito di casa, si parla di un vostro interesse per Kasanova, che mi dice?
«Le dico che quando ci sarà qualcosa da comunicare lo faremo. Kasanova è il primo marchio di casalinghi in Italia, un segmento che conosciamo bene e dove siamo presenti — anche se in una categoria diversa — con le insegne Croft».
Dopo Goldenpoint — e presto Kasanova — state guardando ad altre acquisizioni?
«Abbiamo tanti cantieri aperti e tante cose da fare, pertanto non siamo a caccia di acquisizioni, però siamo finanziariamente solidi, e se capitassero opportunità interessanti, come sempre, le valuteremo».