Bollette luce, il governo rinnova le concessioni: perché a pagare saranno i consumatori
di Federico FormicaSugli oneri in bolletta elettrica sono in arrivo delle novità. Ma non quelle auspicate dai consumatori. Anzi, gli ultimi sviluppi vanno esattamente nella direzione opposta: presto verrà introdotta una nuova voce a carico dei clienti. La bolletta della luce, quindi, sarà un po’ più cara, anche se è presto per capire di quanto. A oggi gli oneri di sistema pesano per poco più del 20% sul totale di una bolletta.
Al centro di questa vicenda ci sono i distributori dell’energia: non quindi i venditori (cioè le società che emettono le bollette ai clienti) ma coloro che si occupano di far arrivare l’energia nelle nostre case e di gestire quel gran rompicapo che è il mercato elettrico, tra milioni di famiglie e imprese da servire e una quantità sempre maggiore di piccoli produttori, gra…
Sugli oneri in bolletta elettrica sono in arrivo delle novità. Ma non quelle auspicate dai consumatori. Anzi, gli ultimi sviluppi vanno esattamente nella direzione opposta: presto verrà introdotta una nuova voce a carico dei clienti. La bolletta della luce, quindi, sarà un po’ più cara, anche se è presto per capire di quanto. A oggi gli oneri di sistema pesano per poco più del 20% sul totale di una bolletta.
Al centro di questa vicenda ci sono i distributori dell’energia: non quindi i venditori (cioè le società che emettono le bollette ai clienti) ma coloro che si occupano di far arrivare l’energia nelle nostre case e di gestire quel gran rompicapo che è il mercato elettrico, tra milioni di famiglie e imprese da servire e una quantità sempre maggiore di piccoli produttori, grazie all’avvento delle rinnovabili. Circa l’80% della distribuzione è oggi in mano a Enel.
Tutto inizia a dicembre
Come già scritto su Repubblica mesi fa, la legge di bilancio 2025 ha prorogato le concessioni ai distributori di energia per altri vent’anni. Secondo la legge Bersani, infatti, alla scadenza delle concessioni - le prime termineranno nel 2030 - si sarebbe dovuta tenere una gara aperta a tutti. Questa proroga, però, non è gratis: secondo la legge di bilancio, al contrario di quanto accaduto finora, i distributori dovranno versare un onere allo Stato.
Nella sua relazione annuale di pochi giorni fa, il presidente uscente dell’Arera Stefano Besseghini ha ricordato chi, di fatto, pagherà: i consumatori. Besseghini lo ha detto nel modo più chiaro possibile: “Questa previsione si pone in contrasto con i principi generali di tariffazione basata sui costi efficienti del servizio e, a tutela degli interessi di utenti e consumatori, è opportuno minimizzare, se non annullare, l’impatto dell’onere di rimodulazione in bolletta”.
L’appello al governo
Come detto, l’imminente balzello era già stato deciso lo scorso inverno ma passò quasi inosservato. L’intervento di Besseghini ha invece scoperchiato il vaso di Pandora. Sedici associazioni di consumatori hanno firmato una lettera aperta e posto una formale richiesta di intervento al ministro della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, per chiedere che la norma venga rivista o annullata.
“Perché questo sia possibile è necessaria una norma primaria, dal momento che l’Arera è un ente regolatore e non può né ignorare né riscrivere le leggi dello Stato” spiega Marco Vignola, vicepresidente di Unione nazionale consumatori, secondo il quale “il fatto che Besseghini abbia sollevato il tema e usando quelle parole, già di per sé dice molto sull’importanza della questione”.
Sì alla proroga, no al balzello
Rispetto alla legge Bersani, che risale a 25 anni fa, molto è cambiato nel sistema elettrico italiano, in cui sono sbarcati milioni di piccoli produttori domestici connessi alla rete, e che quindi da semplici consumatori hanno assunto anche il ruolo di produttori, ma anche nel mondo, con un clima molto più estremo e temperature estive medie ben più alte e un quadro geopolitico turbolento.
Anche per questo diverse associazioni non mettono in discussione tanto la proroga, quanto il balzello in sé. “Già in passato ci eravamo detti favorevoli a non indire gare per attività così strategiche come la distribuzione dell’energia - spiega Fabrizio Ghidini, vicepresidente di Federconsumatori - ma a patto che questo non risultasse in maggiori oneri per i consumatori. Ora ci troviamo davanti a un provvedimento che prevede esattamente questo, in un Paese con la bolletta elettrica tra le più alte d’Europa” sebbene, a onor del vero, a incidere in modo decisivo sui costi sia ancora il prezzo del gas, che in alcuni periodi è tuttora la fonte principale di produzione elettrica.
Tiziana Toto, responsabile nazionale di Cittadinanzattiva per le politiche dei consumatori, spiega perché il “no” alle gare è una mossa corretta: “L’asset è strategico e sappiamo, oltretutto, che rischieremmo di aprirlo a imprese che provengono da Paesi dove non c’è questa reciprocità. Bene anche essersi mossi con 5 anni di anticipo perché nel frattempo, in assenza di garanzie sul futuro, gli attuali concessionari avrebbero potuto bloccare gli investimenti”. Ma gli aspetti positivi finiscono qui. “La legge di bilancio contraddice e sconfessa platealmente il ruolo regolatorio di Arera, che aveva stabilito il principio per cui questi costi non dovessero essere a carico dei consumatori. Per mettere una pezza, il governo si è riservato di destinare parte dei proventi della rimodulazione delle concessioni a una riduzione dei costi energetici. Senza però quantificare né spiegare in che modo tutto ciò dovrebbe avvenire. Anche su questo noi chiediamo maggiore chiarezza” conclude Toto.
Le associazioni criticano soprattutto il fatto che i distributori ottengano dal governo un grande favore, vale a dire una proroga di vent’anni, a fronte di un onere che, di fatto, non si sobbarcheranno poiché verrà scaricato sui consumatori in bolletta.
Simona Benedettini, consulente sui temi energetici e fondatrice di Race consulting aggiunge: “Le società di distribuzione, secondo la legge di bilancio, dovranno presentare un piano di investimenti straordinari al ministero, che lo dovrà approvare”. L’entità di questo onere invece verrà stabilita sulla base di criteri proposti di Arera, che dovrebbe decidere entro luglio. “In ogni caso - chiarisce l’esperta - non è possibile calcolare ora quanto questa voce inciderà in bolletta”.