✕

Crippa, pensionato geniale: dalla soffitta di casa sfidò l’America dei chip

Giuseppe Crippa

 

Ascolta l'audio

È morto a 90 anni il fondatore della Technoprobe, colosso mondiale dei semiconduttori
2 minuti di lettura

ROMA – SI può realizzare un sogno anche dopo la pensione. Un sogno grande, luminoso nei valori e - alla fine del cammino - per giunta miliardario. È uno degli insegnamenti che lascia Giuseppe Crippa, fondatore della Technoprobe, massimo esperto di microelettronica, scomparso a 90 anni.

Secondo Forbes, la rivista dei Paperoni, il patrimonio della famiglia Crippa tocca i 3,1 miliardi di euro nel 2024. In buona parte accumulati per merito suo: il pensionato geniale Giuseppe Crippa.

Nato a Robbiate nel 1935, Crippa lavora trent’anni alle dipendenze di altri. Alla Breda. Poi alla Sgs-Ates, che avrebbe preso il nome di STMicroelectronics. Il dipendente Crippa - affidabile, disciplinato - tiene viva la speranza di creare un’azienda sua.

Le probe cards

Per questo, nel 1989, incoraggia il figlio Cristiano ad avviare una piccola attività di famiglia. Il ragazzo fabbrica in casa un componente (la “sonda”) che confluisce dentro schede più complesse. Queste schede (le “probe cards”) testano se un …

ROMA – SI può realizzare un sogno anche dopo la pensione. Un sogno grande, luminoso nei valori e - alla fine del cammino - per giunta miliardario. È uno degli insegnamenti che lascia Giuseppe Crippa, fondatore della Technoprobe, massimo esperto di microelettronica, scomparso a 90 anni.

Secondo Forbes, la rivista dei Paperoni, il patrimonio della famiglia Crippa tocca i 3,1 miliardi di euro nel 2024. In buona parte accumulati per merito suo: il pensionato geniale Giuseppe Crippa.

Nato a Robbiate nel 1935, Crippa lavora trent’anni alle dipendenze di altri. Alla Breda. Poi alla Sgs-Ates, che avrebbe preso il nome di STMicroelectronics. Il dipendente Crippa - affidabile, disciplinato - tiene viva la speranza di creare un’azienda sua.

Le probe cards

Per questo, nel 1989, incoraggia il figlio Cristiano ad avviare una piccola attività di famiglia. Il ragazzo fabbrica in casa un componente (la “sonda”) che confluisce dentro schede più complesse. Queste schede (le “probe cards”) testano se un microchip funzioni. I test sono importanti perché il microchip, cellula madre di ogni dispositivo elettronico, deve andare, sempre.

Nel 1993, la famiglia Crippa prova a mettere un piedino nel mercato emergente dei test, potenzialmente ricco ma dominato dalle aziende statunitensi. E allora getta il cuore oltre l’ostacolo. La famiglia crea la Technoprobe (una semplice ditta individuale) con una squadra che fa tremare i concorrenti.

Schiera Giuseppe, che ha già 58 anni ed è a un paio dalla pensione; il figlio Cristiano; la moglie Mariarosa Lavelli all’amministrazione e due dipendenti. Gli stabilimenti? La mansarda e il garage di casa. Sembra l’America, siamo a Merate, provincia di Lecco.

La Francia e gli Usa

L’attività comincia a prendere quota e così, tre anni dopo, la Technoprobe trasloca in uno stabile a Cernusco Lombardone, sempre nel lecchese. I dipendenti sono dieci. Ma la misura del successo è l’apertura delle prime sedi estere, per essere vicini ai produttori di microchip.

I Crippa iniziano dalla Francia; poi alzano l’asticella delle ambizioni aprendo a Singapore e, nel 2007, negli Stati Uniti. Un’azienda così ha bisogno di assumere dei talenti della microelettronica.

Si cercano i migliori, in Europa e nel mondo. Nello stesso tempo, i Crippa tengono in famiglia le leve del comando. Alla guida della filiale americana finisce così il nipote del fondatore Giuseppe, l’ingegner Stefano Felici, più tardi ad del gruppo.

I wafer di silicio

Il 2011 è un altro anno di svolta. Se Technoprobe ha usato fino ad allora anche tecnologie di altri, in quel momento ne impone una propria (TPEG MEMS). In pochi mesi, l’invenzione dei Crippa diventa uno degli standard migliori per testare l’affidabilità dei microchip e dei circuiti integrati dentro minuscole “ostie” di silicio (i wafer).

Giuseppe Crippa chiude gli occhi, possiamo dire, felice. L’azienda di famiglia diventa il secondo e poi il primo produttore al mondo di “probe cards”, le schede che misurano l’efficienza di un microchip intanto che viene costruito.

L’approccio è decisivo perché permette di prevedere il guasto o l’avaria prima ancora che il microchip sia ultimato. Technoprobe, che ora è una società per azioni quotata all’Euronext Milan dal 2023, ha quattro sedi in Italia (una anche a Catania) e 21 internazionali (incluse Cina, Giappone e Taiwan).

L’hub per il Covid

I dipendenti, che erano 129 nel 2011, sono adesso 1.713 in Italia e 2.746 nel mondo, molti assunti durante il Covid. L’azienda apre peraltro un hub per le vaccinazioni nei mesi della pandemia, prima nel Paese.

Il bilancio 2024 si chiude con un fatturato di 543 milioni e un utile netto di 62,7 milioni. Saluta Giuseppe Crippa - «imprenditore geniale e visionario» - il ministro Giancarlo Giorgetti.

Leggi i commenti