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Sentenze storiche: a Madrid chiusi 10 alloggi turistici per “violazioni intimità” di una famiglia

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Le strutture sotto accusa non violavano alcun obbligo di legge ma hanno provocato “stress e seri problemi di salute". I residenti hanno sopportato episodi di “stalking” e atti che impedivano loro di "dormire e riposare" . E’ stato anche emesso un risarcimento pari a 37.000 euro
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ROMA – Una sentenza destinata a diventare la bandiera di tutti quelli che non smettono di sgolarsi contro bed & breakfast, lucchetti, caos e affollamenti eccessivi. In una sola parola – diventata ormai il peggiore dei mali – overtourism. Il tribunale di Madrid ha ordinato la chiusura di dieci appartamenti turistici in un unico edificio nel centrale quartiere di La Latina. E non – attenzione - perché le strutture violino “alcun obbligo di legge”, un fatto che la sentenza non menziona nemmeno. In questo caso – come riporta El Pais – il tribunale ha tutelato esclusivamente il “diritto alla privacy e il diritto alla vita” di una famiglia con due figli, proprietari di una delle poche case rimaste in questo complesso di 60 appartamenti, che aveva sopportato il rumore, la sporcizia e l'ubriachezza degli inquilini di passaggio, oltre alla logistica dell'attività stessa: carrelli per le pulizie nei corridoi, asciugamani lanciati all'ingresso. La sentenza ordina la cessazione delle attività…

ROMA – Una sentenza destinata a diventare la bandiera di tutti quelli che non smettono di sgolarsi contro bed & breakfast, lucchetti, caos e affollamenti eccessivi. In una sola parola – diventata ormai il peggiore dei mali – overtourism. Il tribunale di Madrid ha ordinato la chiusura di dieci appartamenti turistici in un unico edificio nel centrale quartiere di La Latina. E non – attenzione - perché le strutture violino “alcun obbligo di legge”, un fatto che la sentenza non menziona nemmeno. In questo caso – come riporta El Pais – il tribunale ha tutelato esclusivamente il “diritto alla privacy e il diritto alla vita” di una famiglia con due figli, proprietari di una delle poche case rimaste in questo complesso di 60 appartamenti, che aveva sopportato il rumore, la sporcizia e l'ubriachezza degli inquilini di passaggio, oltre alla logistica dell'attività stessa: carrelli per le pulizie nei corridoi, asciugamani lanciati all'ingresso. La sentenza ordina la cessazione delle attività di affitto di case vacanze negli appartamenti in attività e "l'astensione da tale attività in futuro”.

Violazione dei diritti fondamentali

Insomma a finire sotto accusa sono state le violazioni del "diritto all'intimità" nonché "stress e seri problemi di salute". La coppia in questione ha dovuto sopportare addirittura episodi di 'stalking'", atti che impedivano ai residenti di "dormire e riposare" compiuti da persone che hanno avuto accesso agli alloggi turistici. Sono stati anche riscontrati "danni ad elementi comuni" del condominio.

A nulla sono valsi i numerosi interventi della polizia e le multe imposte dal comune alle società che gestivano tali appartamenti. E così, la famiglia danneggiata e l'avvocato che la rappresenta, Miguel Rubio, hanno tentato la via della causa per violazione di diritti fondamentali. In primo grado, dopo che in sede giudiziaria sono stati sentiti numerosi testimoni è stata loro data la ragione, ma la sentenza emessa è passibile di ricorso.

Risarcimento di 37 mila euro

Intanto, è stato ordinato un risarcimento in favore dei denuncianti pari a 37.000 euro. Il giudice, citando la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, della Corte Costituzionale e della Corte Suprema spagnola, sottolinea che il diritto di proprietà ha dei limiti. "L'utilità individuale e la funzione sociale definiscono quindi indissolubilmente il contenuto del diritto di proprietà. La sentenza, emessa il 19 giugno dal 44° Tribunale di Primo Grado, è impugnabile. Nella storica Madrid, l'immobile in cui vive la famiglia è un edificio in mattoni restaurato, "magnifico", secondo le parole dell'avvocato Rubio, che è stato trasformato da cima a fondo grazie agli affitti turistici. Gli appartamenti con soffitti alti, originariamente di 150 metri quadrati, sono stati divisi, riempiti con letti a castello e affittati a notte per tutto l'anno. Il proprietario di una delle società che ora gestisce gli appartamenti, Mariano Rodríguez de Barutell, ha testimoniato e ha ammesso "che è molto difficile vivere nell'edificio con i bambini".

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