Scott Bessent: “Passi avanti sui dazi ma senza intesa via ad agosto”. Trump: oggi partono le lettere
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli(Photo by Al Drago / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
NEW YORK – La riscossione dei dazi più pesanti, a partire da quelli contro l’Europa, scatterà il primo agosto. L’amministrazione Trump ha iniziato a inviare le lettere ai singoli paesi e ieri si è riunita per scrivere quella per Bruxelles, ma l’ultima parola spetta al presidente. Le nazioni prese di mira, però, potrebbero negoziare accordi nelle quattro settimane rimaste. Non è una «nuova deadline», giura Washington, ma chi ha orecchie per intendere intenda. Come la Ue, che «sta facendo progressi».
La giornata di ieri è cominciata con l’intervista alla Cnn del segretario al Tesoro Scott Bessent, usata per dare la linea. Il 2 aprile scorso Trump aveva annunciato i suoi dazi contro tutto il mondo, ma poi aveva concesso una pausa di 90 giorni per i negoziati. «Il presidente - ha spiegato il responsabile dell’economia - invierà lettere ad alcuni dei nostri partner commerciali, dicendo che se non si procede con un accordo, il primo agosto si tornerà al livello del 2 aprile. Penso che ved…
NEW YORK – La riscossione dei dazi più pesanti, a partire da quelli contro l’Europa, scatterà il primo agosto. L’amministrazione Trump ha iniziato a inviare le lettere ai singoli paesi e ieri si è riunita per scrivere quella per Bruxelles, ma l’ultima parola spetta al presidente. Le nazioni prese di mira, però, potrebbero negoziare accordi nelle quattro settimane rimaste. Non è una «nuova deadline», giura Washington, ma chi ha orecchie per intendere intenda. Come la Ue, che «sta facendo progressi».
La giornata di ieri è cominciata con l’intervista alla Cnn del segretario al Tesoro Scott Bessent, usata per dare la linea. Il 2 aprile scorso Trump aveva annunciato i suoi dazi contro tutto il mondo, ma poi aveva concesso una pausa di 90 giorni per i negoziati. «Il presidente - ha spiegato il responsabile dell’economia - invierà lettere ad alcuni dei nostri partner commerciali, dicendo che se non si procede con un accordo, il primo agosto si tornerà al livello del 2 aprile. Penso che vedremo tante intese molto rapidamente». Pressato dall’intervistatrice per chiarire se stesse dando una nuova scadenza, dal 9 luglio al primo agosto, Bessent ha svicolato: «Non è una nuova deadline. Stiamo solo dicendo quello che accadrà. Se volete accelerare le cose, bene; se preferite tornare ai dazi originari, la scelta è vostra». Quanto alla strategia, «prevede di applicare la massima pressione», dunque «prendere o lasciare».
Trump stesso ha poi confermato che «la maggior parte dei paesi» sarà sistemata entro il 9 «o con una lettera o con un accordo», ribadendo che le lettere partiranno oggi, alle 12 americane (le 18 in Italia).
Bessent però ha manifestato un po’ di ottimismo verso l’Europa: «Abbiamo visto che la Ue è stata molto lenta a sedersi al tavolo delle trattative. Tre settimane fa, un venerdì mattina, il presidente Trump ha minacciato dazi del 50%. Nel giro di poche ore cinque leader nazionali europei hanno chiamato e Ursula von der Leyen, presidentessa dell’Unione, era al telefono. La Ue sta facendo ottimi progressi, dopo aver iniziato lentamente». Come a dire che Bruxelles può ancora evitare il ritorno ai dazi annunciati il 2 aprile, se da qui al primo agosto accetterà un’intesa più favorevole per entrambi.
Bessent ha spiegato che verranno spedite un centinaio di lettere, ma «ci stiamo concentrando su 18 importanti relazioni commerciali, che rappresentano il 95% del deficit americano». La minaccia contenuta nelle missive, secondo il segretario al Tesoro, accelererà la soluzione: «Come sempre, c’è molta esitazione dall’altra parte. Però ci aspettiamo di vedere diversi annunci importanti, nei prossimi due giorni». Senza fare nomi in anticipo, però, perché «non voglio togliere la pressione».
La strategia negoziale
Per capire meglio, bisogna ricordare la strategia negoziale usata in genere da Trump, fatta di minacce, annunci, accelerazioni e frenate. Ad esempio, durante il viaggio in Medio Oriente il segretario al Commercio Lutnick aveva lasciato trapelare che non intendeva più parlare col suo omologo europeo Sefcovic. Era una tattica, perché poi il dialogo è ripreso, ma in quel momento serviva la minaccia per indirizzarlo verso la direzione preferita da Washington. Ora la situazione è simile. Trump aveva sempre detto che i 90 giorni per negoziare scadevano il 9 luglio, ma la riscossione dei dazi sarebbe cominciata il primo agosto. Ora non offre ufficialmente una nuova deadline, però sottolinea che le tariffe minacciate nella lettera scritta ieri per Bruxelles entreranno in vigore nella pratica solo all’inizio del prossimo mese. Secondo Bessent la Ue ha fatto «progressi», nel senso che si è avvicinata al 10% di dazi richiesto dagli Usa, più la cancellazione delle tasse imposte ai colossi digitali. Restano alcuni passi da compiere, ma c’è tempo fino al primo agosto per trovare l’accordo.