Federalismo fiscale, Giorgetti: “Obiettivo complesso, ente ad hoc per la riscossione locale”
di Giuseppe ColomboROMA - Un nuovo ente per la riscossione delle tasse locali. Dedicato “esclusivamente” alla gestione e al recupero dei tributi come la Tari e l’Imu. A lanciare l’idea è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il ministro parla davanti alla commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale a Palazzo San Macuto e spiega perché serve un cambio di passo.
Federalismo fiscale, Giorgetti: "Ecco perché serve nuovo ente per la riscossione delle tasse locali"
Il nuovo ente per la riscossione
Giorgetti invita a valutare la creazione di "un nuovo ente di riscossione dedicato esclusivamente alla gestione e al recupero dei tributi locali".
La riscossione negli enti locali - sottolinea - è "un tema cruciale", con una sua "peculiarità" che risiede "nell'elevata frammentarietà dei carichi e nella modesta entità degli importi da recuperare", sottolinea. Questo rende …
ROMA - Un nuovo ente per la riscossione delle tasse locali. Dedicato “esclusivamente” alla gestione e al recupero dei tributi come la Tari e l’Imu. A lanciare l’idea è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il ministro parla davanti alla commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale a Palazzo San Macuto e spiega perché serve un cambio di passo.
Federalismo fiscale, Giorgetti: "Ecco perché serve nuovo ente per la riscossione delle tasse locali"
Il nuovo ente per la riscossione
Giorgetti invita a valutare la creazione di "un nuovo ente di riscossione dedicato esclusivamente alla gestione e al recupero dei tributi locali".
La riscossione negli enti locali - sottolinea - è "un tema cruciale", con una sua "peculiarità" che risiede "nell'elevata frammentarietà dei carichi e nella modesta entità degli importi da recuperare", sottolinea. Questo rende "particolarmente complessa l'organizzazione dell'attività di recupero". Per affrontare queste sfide, è fondamentale un riequilibrio strategico dell'operato dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, "anche valutando un nuovo ente di riscossione dedicato esclusivamente alla gestione e al recupero dei tributi locali, con personale specializzato in questa materia".
Per il ministro è “essenziale che questo nuovo soggetto sia integrato sinergicamente con l'attuale struttura di Ader, per poter trarre beneficio dalle esperienze finora maturate". Inoltre "lavorerà in stretto collegamento con partner tecnologici quali Sogei e PagoPA, per garantire un'integrazione efficace dei processi e delle banche dati esistenti". Il nuovo ente dovrebbe disporre di una "struttura informatica avanzata", capace di integrare e incrociare le informazioni necessarie per la determinazione delle posizioni debitorie e per il monitoraggio dei soggetti incaricati delle attività operative.
Un cambio di passo, dunque, nella gestione della riscossione a livello locale perché - “nonostante l'affidamento ad Ader possa risultare vantaggioso per i Comuni, soprattutto per quelli di minori dimensioni, grazie alle economie di scala e agli strumenti, anche informatici, potenzialmente più efficaci di cui Ader dispone, non si osserva negli anni un incremento significativo della riscossione attribuibile all'utilizzo di Ader".
Ma come sarà la nuova struttura? Rispondendo alle domande dei parlamentari, Giorgetti invita a fare una valutazione: “O una sezione dedicata dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione o una sezione con la partecipazione dell’Anci e dell’Ifel”. Conta soprattutto l’obiettivo perché - prosegue - “il numero di Comuni in dissesto finanziario è sotto gli occhi di tutti e per questo credo sia il momento di fare una discussione aperta e matura su quale possa essere la soluzione tra chi funziona benissimo e ch non funziona affatto".
L’obiettivo “complesso” del federalismo fiscale
L’obiettivo è complesso. “Particolarmente complesso”, dice Giorgetti riferendosi al completamento del percorso di attuazione del federalismo fiscale. Il titolare del Tesoro non nasconde le difficoltà. Spiega che l’iter è scivoloso “non solo per la natura stessa del processo che coinvolge vari livelli di governo, ma soprattutto perché si inserisce in un contesto profondamente mutato rispetto a quello originario".
Le incognite dello scenario internazionale
A complicare la strada dell’attuazione del federalismo fiscale -sottolinea il ministro - è il quadro economico, sociale e istituzionale. “Quello attuale - dice - è infatti segnato da sfide e dinamiche molto diverse dal passato, che richiedono un approccio flessibile, capace di rispondere tempestivamente alle esigenze del Paese".
I mutamenti degli scenari geopolitici impattano anche sulla dimensione locale. “In presenza di un'elevata integrazione economica e commerciale - aggiunge Giorgetti - i continui mutamenti degli scenari geopolitici producono effetti differenziati tra regioni e all'interno delle stesse, riflettendosi in modo significativo sulle dinamiche di crescita e sviluppo dei territori".
Passando al merito della riforma, il ministro spiega che è fondamentale che il federalismo fiscale tenga conto delle disparità economiche e sociali del Paese tra i cittadini e le imprese di diverse aree "adottando, attraverso un efficace ricorso alla perequazione, misure che possano ridurre le disuguaglianze e promuovere uno sviluppo equilibrato ed inclusivo su tutto il territorio nazionale".
I tempi
Allo stato attuale si prevede che il quadro normativo per l'attuazione del federalismo fiscale possa essere completato, con la pubblicazione e l'entrata in vigore dei relativi atti, entro il primo trimestre 2026, “mentre la riforma si applicherà a partire dal 2027", annota Giorgetti.
Italia Viva: “Nuovo carrozzone per tartassare i cittadini”
Italia Viva contesta la proposta di Giorgetti. "Il ministro annuncia un nuovo carrozzone pubblico per la riscossione dei tributi locali. L'ennesimo strumento per piazzare amici e parenti con la scusa di combattere l'evasione. Parlavano di pace fiscale e ora costruiscono una nuova Equitalia? Non potevano far funzionare meglio ciò che già c'è? No: a loro servono poltrone, stipendi, consulenti". A dirlo, su X, è Matteo Renzi.
"Ecco - incalza il leader Iv - dove finiscono i soldi delle vostre tasse: in nuovi, inutili, carrozzoni pubblici inefficienti. Ormai il governo Meloni è il governo 'tasse e mancette'. Nel frattempo, aumenta il debito pubblico e aumenta la pressione fiscale. E le famiglie soffrono in silenzio".
"Avevano promesso la pace fiscale e poi creano un nuovo carrozzone per piazzare gli amici e tartassare i cittadini: un governo di strozzini", scrive sui social la senatrice Raffaella Paita, capogruppo di Iv a Palazzo Madama.