ROMA - Un nuovo ente per la riscossione delle tasse locali. Dedicato “esclusivamente” alla gestione e al recupero dei tributi come l’Imu e la Tari. Ecco l’idea di Giancarlo Giorgetti per provare a spezzare la spirale che strozza i Comuni: l’incapacità di recuperare le somme inevase porta dritto al predissesto, se non addirittura all’impossibilità di erogare i servizi indispensabili.
In audizione davanti alla commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, il ministro dell’Economia si sofferma su questo punto per spiegare perché migliorare la capacità di riscossione degli enti locali è fondamentale per “una maggiore autonomia e sostenibilità finanziaria”.
Ma - aggiunge - bisogna cambiare passo. Il perché è presto de…
ROMA - Un nuovo ente per la riscossione delle tasse locali. Dedicato “esclusivamente” alla gestione e al recupero dei tributi come l’Imu e la Tari. Ecco l’idea di Giancarlo Giorgetti per provare a spezzare la spirale che strozza i Comuni: l’incapacità di recuperare le somme inevase porta dritto al predissesto, se non addirittura all’impossibilità di erogare i servizi indispensabili.
In audizione davanti alla commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, il ministro dell’Economia si sofferma su questo punto per spiegare perché migliorare la capacità di riscossione degli enti locali è fondamentale per “una maggiore autonomia e sostenibilità finanziaria”.
Ma - aggiunge - bisogna cambiare passo. Il perché è presto detto: “Nonostante l’affidamento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione possa risultare vantaggioso per i Comuni, soprattutto per quelli di piccole dimensioni - spiega - non si osserva negli anni un incremento della riscossione attribuibile all’utilizzo” dell’Agenzia.
Tra l’altro andare a caccia delle tasse non pagate è anche complesso considerando la frammentarietà elevata dei carichi e “una modesta entità degli importi da recuperare”. Dunque, l’organizzazione dell’attività di recupero è "particolarmente complessa”.
Per il titolare del Tesoro non basta il decreto legislativo in materia, un tassello dell’attuazione della delega fiscale. Il punto di rottura passa da una nuova regia. E quindi da "un nuovo ente di riscossione” ad hoc per i tributi locali.
Dovrà avere personale specializzato e potrà beneficiare delle informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate, oltre a lavorare “in stretto collegamento” con partner tecnologici come Sogei e PagoPA, “per garantire un’integrazione efficace dei processi e delle banche dati esistenti”.
La governance, invece, è in via di definizione. Sarà frutto di un lavoro in corso tra Mef, Anci, province e Agenzia delle Entrate. L’idea allo studio: la nuova agenzia per il fisco locale sarà gestita dall’associazione nazionale dei Comuni. Uno schema che poggia sul concetto dell’autoresponsabilizzazione degli enti locali, in linea con altre misure già adottate con la riforma fiscale.
Un esempio: il discarico automatico dei ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) dopo cinque anni dall’affidamento. Lo stralcio non cancella il debito, che ritorna all’ente creditore (al Comune nel caso di una multa). La riscossione può essere gestita direttamente o affidata in concessione, tramite una gara, a soggetti privati.
Con eccezione della terza opzione - il riaffidamento all’Ader per due anni - le altre due coinvolgono direttamente le amministrazioni locali. A maggior ragione un ente di riscossione in capo all’Anci. In ballo ci sono 25 miliardi, di cui circa sei esigibili. A tanto ammonta la quota comunale del magazzino dell’Ader.
La proposta del ministro dell’Economia non piace a Pd e Italia Viva. "Manifesteremo la nostra assoluta contrarietà a proposte calate dall’alto sulla testa dei sindaci”, dice il responsabile economico dei dem, Antonio Misiani. Per il leader di Iv, Matteo Renzi, quello annunciato da Giorgetti è “un nuovo carrozzone pubblico per piazzare amici e parenti con la scusa di combattere l’evasione”. L’ex premier aggiunge: “Parlavano di pace fiscale e ora costruiscono una nuova Equitalia? Non potevano far funzionare meglio ciò che già c’è? No, a loro servono poltrone, stipendi, consulenti”.
A Palazzo San Macuto, dove si svolge l’audizione, non si parla solo di riscossione. Giorgetti fa anche il punto sul federalismo fiscale. Portarne a termine l’attuazione - dice - è "un obiettivo complesso”. Pesano l’incertezza internazionale e la definizione dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni. La riforma sarà operativa solo nel 2027.