Dazi, passi avanti sull’intesa tra Europa e Stati Uniti: il nodo di alimentari e automotive
dal nostro inviato Claudio TitoSTRASBURGO – Un comunicato di tre o quattro pagine. Con un impianto di principio e alcuni punti resi espliciti. E almeno due interrogativi: l’agroalimentare e l’automotive. Ue e Usa stanno lavorando su un documento finale molto stringato per chiudere l’intesa sui dazi. Da ieri a Bruxelles sono un po’ più ottimisti pur nella prudenza determinata dalla volubilità di Donald Trump.
La situazione, comunque, al momento è questa. L’obiettivo europeo è siglare il patto entro lunedì prossimo, ossia il giorno in cui dovrebbero scattare i “contro-dazi” Ue su alluminio e acciaio. I “tecnici” sulle due sponde stanno lavorando su una piattaforma stringata. Una parte di questo documento è stata concordata con il rappresentante per il Commercio Greer e prevede sopratt…
STRASBURGO – Un comunicato di tre o quattro pagine. Con un impianto di principio e alcuni punti resi espliciti. E almeno due interrogativi: l’agroalimentare e l’automotive. Ue e Usa stanno lavorando su un documento finale molto stringato per chiudere l’intesa sui dazi. Da ieri a Bruxelles sono un po’ più ottimisti pur nella prudenza determinata dalla volubilità di Donald Trump.
La situazione, comunque, al momento è questa. L’obiettivo europeo è siglare il patto entro lunedì prossimo, ossia il giorno in cui dovrebbero scattare i “contro-dazi” Ue su alluminio e acciaio. I “tecnici” sulle due sponde stanno lavorando su una piattaforma stringata. Una parte di questo documento è stata concordata con il rappresentante per il Commercio Greer e prevede soprattutto linee di principio su cui non ci dovrebbero essere problemi. Poi ci sono le spine. La prima riguarda l’agroalimentare. Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, ha ribadito a Washington che una tariffa del 17 per cento è inaccettabile e ha ricevuto qualche segnale circa la disponibilità a ridurre quella soglia.
Poi bisognerà definire tutte le altre tariffe settoriali. In questo caso diversi nodi restano per le relazioni con l’interlocutore competente, il segretario al Commercio Usa Lutnick, molto più rigido del “collega” Greer. Uno riguarda le automobili. Al momento è stato elaborato un meccanismo con un misto di quote e di compensazioni per chi produce negli Usa. Una formula accettata dalla Commissione. Il problema è che Lutnick non ha ancora ricevuto il via libera dal Tycoon.
L’Unione vuole accelerare anche perché lunedì prossimo scatterebbero le contro-misure Ue. Secondo Sefcovic, in assenza di un’intesa almeno di principio, non sarebbe saggio prorogare la sospensione. È rimasto molto colpito dalle critiche ricevute mercoledì scorso a Strasburgo durante la sessione plenaria del Parlamento europeo. Insomma, il pacchetto di contromisure allo stato non viene ritirato ma a Bruxelles non vorrebbero attivarlo.
In vista della “stretta finale” oggi si riunirà di nuovo il Coreper (il comitato dei 27 ambasciatori) e lunedì il consiglio dei ministri Ue del Commercio. La Commissione spera nel pressing di Lutnick su Trump, ma ha già spiegato ai governi che si tratta di una intesa «di massima» che dovrà in ogni caso essere perfezionata. Quindi, spiegano, esiste ancora una dose di «incertezza con relazioni commerciali imprevedibili e fragili».
«Non siamo ingenui – ha spiegato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen – sappiamo che il rapporto con gli Stati Uniti potrebbe non tornare a essere quello di una volta».