✕

Sefcovic: “Dazi al 30% proibitivi, oggi nuovi colloqui con gli Usa”

Il Commissario europeo al Commercio Sefcovic (reuters)

Ascolta l'audio

Il Commissario Ue al Commercio ribadisce l’intenzione di proseguire il dialogo con gli Stati Uniti, nonostante la nuova minaccia di Trump. Pronta l’ulteriore lista di contromisure da oltre 70 miliardi
2 minuti di lettura

BRUXELLES – Continuare a negoziare per cercare un accordo e nel frattempo prepararsi al peggio, cioè che quell’accordo non arrivi. Il “doppio binario” con gli Stati Uniti di cui ha parlato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen viene ribadito lunedì mattina dal commissario al Commercio Maros Sefcovic, responsabile delle trattative con Washington. “Il 30% proibirebbe gli scambi con gli Stati uniti”, ha detto il diplomatico slovacco arrivando alla riunione del Consiglio europeo sul commercio, e riferendosi alla nuova tariffa che Trump minaccia di far scattare dal primo agosto. “Non riesco davvero a immaginare di rinunciare senza aver fatto un tentativo serio: intendo parlare di nuovo con i miei omologhi americani più tardi oggi”.

Controdazi da 72 miliardi

Alla data limite del primo agosto mancano appena due settimane e mezza e le distanze tra le parti paiono ancora sostanziali: da qui l’urgenza della Commissione, si capirà nelle prossime ore quanto condivisa dalla …

BRUXELLES – Continuare a negoziare per cercare un accordo e nel frattempo prepararsi al peggio, cioè che quell’accordo non arrivi. Il “doppio binario” con gli Stati Uniti di cui ha parlato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen viene ribadito lunedì mattina dal commissario al Commercio Maros Sefcovic, responsabile delle trattative con Washington. “Il 30% proibirebbe gli scambi con gli Stati uniti”, ha detto il diplomatico slovacco arrivando alla riunione del Consiglio europeo sul commercio, e riferendosi alla nuova tariffa che Trump minaccia di far scattare dal primo agosto. “Non riesco davvero a immaginare di rinunciare senza aver fatto un tentativo serio: intendo parlare di nuovo con i miei omologhi americani più tardi oggi”.

Controdazi da 72 miliardi

Alla data limite del primo agosto mancano appena due settimane e mezza e le distanze tra le parti paiono ancora sostanziali: da qui l’urgenza della Commissione, si capirà nelle prossime ore quanto condivisa dalla Casa Bianca. Proprio la prosecuzione del negoziato è uno dei punti sul tavolo dei ministri del Commercio dei 27 riuniti a Bruxelles (per l’Italia c’è la sottosegretaria Maria Tripodi, mentre il ministro degli Esteri Tajani è in partenza per gli Stati Uniti per incontrare l’omologo Rubio). Ma non è l’unico, visto che nel frattempo la Commissione prepara il secondo binario delle contromisure, nel caso un’intesa si riveli impossibile. Oggi dovrebbe essere presentato ai ministri il nuovo pacchetto di controdazi da 72 miliardi, che i governi dovranno approvare. In caso di mancata intesa potrebbe essere attivato il primo agosto, insieme al primo pacchetto da 21 miliardi già approvato, ma che Bruxelles nelle scorse ore ha deciso un’altra volta di sospendere.

La Francia: “Serve più decisione”

Questa strategia “morbida” di Von der Leyen ha l’appoggio della maggior parte dei governi, che da un lato considerano l’ultimo affondo di Trump una delle sue mosse negoziali e dall’altro temono una escalation incontrollata con gli Stati Uniti, per le conseguenze che avrebbe sia sul piano economico che su quello politico-militare. All’interno dei 27 però si fanno può forti le voci di chi considera queste due settimane una sorta di ultima chiamata, e ritiene che reagire con più forza (come fatto per esempio dalla Cina) sia l’unico modo per non farsi ricattare da Trump. “La Commissione ha ragione a voler negoziare e a raggiungere un accordo. Il punto è sapere con quale capacità di risposta concreta ci mettiamo nella condizione negoziale”, ha detto lunedì il ministro francese per il Commercio estero Laurent Saint-Martin. “In questo rapporto di forza, voluto da Donald Trump e dalla sua amministrazione, dobbiamo dimostrare la capacità di risposta ed è il punto su cui forse dobbiamo accelerare oggi". Parigi vorrebbe insomma lanciare un ultimatum agli Stati Uniti, mentre altri Paesi (come l’Italia) puntano ancora a smorzare i toni. E’ anche su queste divisioni interne all’Europa che gioca Trump.

Leggi i commenti