Figli over 30 e altri parenti: non danno diritto a detrazioni Irpef ma altri benefici. Cosa cambia
di Valentina ConteROMA – Senza più detrazioni. Ma ancora familiari rilevanti per alcuni benefici fiscali. Il decreto correttivo Irpef approvato dal governo riscrive una norma del Testo unico delle imposte sui redditi. E chiarisce che anche i figli over 30, i fratelli e le sorelle conviventi, i figli del coniuge deceduto, pur non essendo più fiscalmente a carico in senso stretto, restano rilevanti per il fisco.
In altre parole: non danno più diritto a una detrazione Irpef, ma possono ancora legittimare l’accesso ad altre agevolazioni, ad esempio la sanità per i figli over 30 o le spese di istruzione.
Chi rientra, anche senza la detrazione
La norma riscrive il comma 4-ter dell’articolo 12 del Tuir, il testo unico delle imposte sui redditi. E precisa che alcune disposizioni fiscali che attribuiscono benefici – anche se non si tratta di detrazioni per carichi di famiglia – devono comunque tenere conto dei familiari strettamente legati al contribuente.
Nel dettaglio:
- il coniuge non legalmente ed effettiva…
ROMA – Senza più detrazioni. Ma ancora familiari rilevanti per alcuni benefici fiscali. Il decreto correttivo Irpef approvato dal governo riscrive una norma del Testo unico delle imposte sui redditi. E chiarisce che anche i figli over 30, i fratelli e le sorelle conviventi, i figli del coniuge deceduto, pur non essendo più fiscalmente a carico in senso stretto, restano rilevanti per il fisco.
In altre parole: non danno più diritto a una detrazione Irpef, ma possono ancora legittimare l’accesso ad altre agevolazioni, ad esempio la sanità per i figli over 30 o le spese di istruzione.
Chi rientra, anche senza la detrazione
La norma riscrive il comma 4-ter dell’articolo 12 del Tuir, il testo unico delle imposte sui redditi. E precisa che alcune disposizioni fiscali che attribuiscono benefici – anche se non si tratta di detrazioni per carichi di famiglia – devono comunque tenere conto dei familiari strettamente legati al contribuente.
Nel dettaglio:
- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
- i figli, anche se nati fuori dal matrimonio e riconosciuti, adottivi, affidati, affiliati, oppure figli del coniuge deceduto ma conviventi;
- i familiari indicati dall’articolo 433 del Codice civile, come genitori, nonni, fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore, se conviventi o beneficiari di assegni alimentari, anche senza un provvedimento del giudice.
Sono tutte figure che, pur non dando più diritto a una detrazione Irpef, vanno comunque considerate ai fini dell’accesso ad altri benefici fiscali.
Figli over 30 e fratelli conviventi
È il caso, ad esempio, dei figli con più di 30 anni non disabili. Da quest’anno non godono più di detrazioni. Lo stesso vale per fratelli e sorelle conviventi (gli “altri familiari” a carico), che la legge di Bilancio 2025 ha escluso dalle detrazioni.
Eppure – chiarisce ora il decreto – restano familiare rilevante per altri benefici Irpef, come sanità e spese per istruzione.
Quando conta il limite di reddito
In ogni caso, continuano a valere i tetti al reddito per far valere i benefici di questi familiari:
- 2.840,51 euro lordi annui per la generalità dei familiari;
- 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.
Scopo della norma
La misura attua una delle deleghe previste dalla riforma fiscale (legge 111/2023): riordinare l’Irpef tenendo conto della composizione del nucleo familiare, con attenzione ai nuclei con persone disabili.
Nelle intenzioni del governo, è un modo per rendere più coerente il sistema fiscale, allineando i benefici fiscali alla realtà sociale.