MILANO – Nel primo giorno dell’offerta di Mps, il management Mediobanca mantiene la schiena dritta. E nello spiegare agli analisti i motivi dietro al no espresso venerdì contro la mossa di Siena – “ostile, non concordata, priva di razionale industriale” – punzecchia il governo che, dice, in questa come in altre partite del risiko bancario ha giocato “ruoli multipli”.
Le “anomalie” del governo
Secondo l’ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, l'offerta pubblica di scambio è “un'operazione non consueta e non standard con troppe anomalie”. L'ultima che cita, ma non la meno importante, è come si è mosso e come continua a operare il governo: “Svolge ruoli diversi. Vende il blocco di azioni”, dice dopo aver citato la modalità del collocamento del 15% ceduto a novembre …
MILANO – Nel primo giorno dell’offerta di Mps, il management Mediobanca mantiene la schiena dritta. E nello spiegare agli analisti i motivi dietro al no espresso venerdì contro la mossa di Siena – “ostile, non concordata, priva di razionale industriale” – punzecchia il governo che, dice, in questa come in altre partite del risiko bancario ha giocato “ruoli multipli”.
Le “anomalie” del governo
Secondo l’ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, l'offerta pubblica di scambio è “un'operazione non consueta e non standard con troppe anomalie”. L'ultima che cita, ma non la meno importante, è come si è mosso e come continua a operare il governo: “Svolge ruoli diversi. Vende il blocco di azioni”, dice dopo aver citato la modalità del collocamento del 15% ceduto a novembre dal Mef e finito nelle mani del gruppo Caltagirone, di Delfin dei Del Vecchio, di Banco Bpm e Anima.
Un'operazione sulla quale si è mossa la magistratura, proprio dopo un esposto di Mediobanca. Nagel ha poi sottolineato che, con un cda per metà di nomina governativa, compresi il presidente Nicola Maione e l'amministratore delegato Luigi Lovaglio, il Tesoro “mantiene il controllo de facto del consiglio di Monte Paschi”.
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Uso ripetuto del Golden power
Allo stesso tempo, “il governo ha il golden power sul consolidamento bancario. E, come abbiamo letto negli ultimi mesi, ha imposto condizioni molto severe ad alcuni dei consolidatori”, ha ripetuto l'ad di Mediobanca, riferendosi all'esercizio del potere speciale per fermare l'Ops di Unicredit su Banco Bpm, ora contestato dall’Ue.
Nagel ha concluso ricordando che il governo, “che gioca tanti ruoli, ha fatto sì che diversi attori in Italia, direttamente o indirettamente, decidessero di sostenere l’operazione” di Mps, citando i soci che non avrebbero votato a favore, nell'assemblea di Mediobanca poi rinviata, all'offerta di Banca Generali: Banco Bpm, Anima, Amundi e Unicredit.
Meno di mille azioni consegnate nella prima giornata
Per aderire all’offerta c’è tempo fino all'8 settembre. Nella prima giornata sono state portare in adesione 928 azioni, pari allo 0,0001% del capitale di Mediobanca. La banca milanese ha chiuso invariata 18,25 euro in Borsa mentre il Monte ha guadagnato l'1,4% a 7 euro e ha così ridotto al 2,7%, vale a dire a 410 milioni di euro, lo 'sconto' della sua proposta rispetto all'attuale capitalizzazione.