PECHINO - Una vittoria per l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, che in questi mesi aveva definito le restrizioni di Washington sui chip un “fallimento”. E una manna per le aziende cinesi, che di quei chip hanno bisogno per addestrare ed espandere i servizi di intelligenza artificiale. Il gigante tecnologico americano ha annunciato che intende riprendere le vendite del suo chip H20 AI alla Cina, dopo aver ottenuto da Washington la garanzia che tali spedizioni saranno approvate. Un cambiamento radicale rispetto alla precedente posizione dell'amministrazione Trump, che arriva mentre Huang è a Pechino dove domani parteciperà alla cerimonia di apertura della terza edizione del China International Supply Chain Expo.
“Il governo statunitense ha assicurato a Nvidia che le licenze saranno concesse e Nvidia spera di poter avviare presto le consegne”, afferma la società. La decisione di riprendere le vendite dei chip H20 arriva in un momento di allentamento delle tensioni tra Washington e Pechino a seguito della seppur fragile tregua commerciale tra le due superpotenze, anche se Nvidia non può ancora vendere i suoi chip più avanzati ai clienti cinesi, e mentre invece si surriscalda lo scontro tra Usa ed Europa sul fronte dazi.
Il chip H20 era stato sviluppato appositamente per il mercato cinese dopo che alla fine del 2023 gli Stati Uniti avevano imposto nuove restrizioni alle esportazioni per motivi di sicurezza nazionale. Washington aveva però poi vietato la vendita del chip in questione ad aprile di quest’anno senza uno specifico permesso. Il divieto sull'H20 aveva costretto Nvidia a cancellare 5,5 miliardi di dollari di scorte e l'azienda ha anche dovuto rinunciare a 15 miliardi di dollari di vendite, come ricorda l’agenzia Reuters. Le varie restrizioni di questi anni da parte del governo americano avevano sempre la stessa principale giustificazione: impedire al Paese asiatico di accedere a tecnologie avanzate di intelligenza artificiale che potrebbero andare a vantaggio dell'esercito cinese. Lo stesso Huang, che ha incontrato il presidente Donald Trump la settimana scorsa e che da mesi pressa l’amministrazione americana, ha affermato di recente che i politici americani non devono preoccuparsi dell'uso dei chip Nvidia da parte dell'esercito cinese poiché Pechino non può fare affidamento su qualcosa che Washington potrebbe limitare in qualsiasi momento.
“Il mercato cinese è enorme, dinamico e altamente innovativo, ed è anche sede di molti ricercatori nel campo dell'intelligenza artificiale. Pertanto, è fondamentale per le aziende americane affermarsi sul mercato cinese”, ha dichiarato oggi Huang alla Cctv, la televisione di Stato cinese. La Cina è un mercato cruciale per Nvidia, ma negli ultimi anni le politiche di Washington l'hanno messa di fronte a una concorrenza più agguerrita da parte di aziende locali, come Huawei.
Parlando a fine maggio alla fiera annuale Computex a Taiwan, Huang aveva bollato le restrizioni Usa sui chip verso la Cina degli ultimi anni come un “fallimento”, affermando che i controlli sulle esportazioni Usa non hanno fatto altro che accelerare i progressi dei concorrenti cinesi. “Quattro anni fa Nvidia deteneva il 95% della quota di mercato in Cina. Oggi è solo il 50%. Le aziende locali sono molto determinate, i controlli sulle esportazioni hanno dato loro lo slancio e il sostegno del governo ha accelerato il loro sviluppo”. Huang stimò in quella occasione che il mercato cinese potrebbe valere 50 miliardi di dollari l'anno prossimo. “Sarebbe un peccato non poter cogliere questa opportunità, portare entrate fiscali negli Stati Uniti, creare posti di lavoro e sostenere l’industria”. Nvidia starebbe valutando l'apertura di un centro di ricerca e sviluppo a Shanghai, come scriveva a maggio il Financial Times. Ad aprile il Ceo dell’azienda, Huang, era venuto qui in Cina e, sempre secondo la ricostruzione del quotidiano britannico, aveva incontrato il sindaco di Shanghai per discutere del progetto.