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Unicredit-Bpm, il governo risponde alla Ue: “Spirito costruttivo”. Salvini attacca Bruxelles

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Palazzo Chigi replicherà alla missiva della Commissione europea sul golden power entro 20 giorni. Meloni e Giorgetti difendono le prescrizioni. Il leader della Lega attacca: “L’Europa non rompa le scatole”
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ROMA - Una lettera con le risposte ai “chiarimenti richiesti” sul golden power. Sarà inviata a Bruxelles entro venti giorni. In linea con la scadenza indicata dalla Commissione europea. Ecco la strategia che Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti mettono a punto per replicare alle osservazioni della Ue sui poteri speciali attivati nell’ambito della scalata di Unicredit a Banco-Bpm.

Quella che fonti di governo definiscono “una perfetta sintonia” tra la premier e il ministro dell’Economia sfocia in una nota firmata da Palazzo Chigi. Recita così: “Il governo italiano, con spirito collaborativo e costruttivo, risponderà ai chiarimenti richiesti così come già fatto in sede giurisdizionale dinanzi al Tar nei termini e con motivazioni ritenute già legittime dai giudici amministrativi”.

ROMA - Una lettera con le risposte ai “chiarimenti richiesti” sul golden power. Sarà inviata a Bruxelles entro venti giorni. In linea con la scadenza indicata dalla Commissione europea. Ecco la strategia che Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti mettono a punto per replicare alle osservazioni della Ue sui poteri speciali attivati nell’ambito della scalata di Unicredit a Banco-Bpm.

Quella che fonti di governo definiscono “una perfetta sintonia” tra la premier e il ministro dell’Economia sfocia in una nota firmata da Palazzo Chigi. Recita così: “Il governo italiano, con spirito collaborativo e costruttivo, risponderà ai chiarimenti richiesti così come già fatto in sede giurisdizionale dinanzi al Tar nei termini e con motivazioni ritenute già legittime dai giudici amministrativi”.

Il comunicato parte dalla presidenza del Consiglio quando è passata un’ora e mezza dai lanci delle agenzie di stampa sulla lettera dell’Ue. Soprattutto - aggiungono le stesse fonti - "in tempo utile” per provare a tamponare l’uscita di Matteo Salvini. Poco prima, infatti, il vicepremier leghista aveva usato toni incandescenti contro Bruxelles. Così: “La Ue ha cose più importanti delle quali occuparsi, per esempio trattare con gli Usa, quindi invece di rompere le scatole al governo italiano su balneari, spiagge, motorini, auto elettriche e banche si occupi di poche cose, serie e lo faccia bene”.

Prendendo le difese di Giorgetti, il leader del Carroccio aveva aggiunto: "Il sistema bancario e creditizio è un asset strategico per il Paese, e quindi l’italia può e deve normare come ritiene senza che da Bruxelles: nessuno si permetta di intervenire”. Parole che non sono piaciute a Forza Italia. Il leader del partito, Antonio Tajani, ha replicato a Salvini: “L’Unione europea si occupa di ciò di cui si deve occupare, e questa (il golden power ndr) è materia anche di competenza dell’Unione europea”.

Attraversato dalle divisioni, il governo prepara la risposta a Bruxelles. I pilastri sono due. Il primo: la lettera della Commissione Ue è considerata interlocutoria. Puntellata - spiegano fonti di governo - da espressioni come “maybe” (forse ndr) e “could be” (potrebbe essere ndr). Elementi che lascerebbero spazio a un dialogo. Da qui il passaggio sullo spirito “collaborativo e costruttivo”.

Il secondo elemento è la difesa del Dpcm che vincola l’Ops della banca guidata da Andrea Orcel sul Banco a una serie di prescrizioni. Le ragioni a difesa dei poteri speciali non cambiano. Sono quelle rappresentate al Tar del Lazio per replicare al ricorso presentato da Unicredit contro il Dpcm. Una su tutte: la sicurezza economica come elemento di sicurezza nazionale. Tutte motivazioni "già ritenute legittime” dal tribunale, è la considerazione che inquadra l’invio della replica alla Ue.

Intanto le opposizioni protestano. "Il governo farebbe bene a prendere atto della realtà e a ritirare il golden power”, dice il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani. I 5 stelle si muovono in Parlamento con un’interrogazione su Unicredit-Bpm che - incalza il senatore Mario Turco - “ormai per opacità e personalismi non ha nulla da invidiare alla vicenda Mps-Mediobanca”.

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