Milano – Oggi è l’ultimo giorno per un rilancio sul prezzo dell’Ops di Unicredit su Banco Bpm. L’offerta scade infatti mercoledì 23 e occorre dare tre giorni di Borsa agli investitori per decidere sull’eventuale rilancio. Ma finora dal quartier generale di piazza Gae Aulenti tutto tace, c’è un cda pre-allertato ed è anche possibile che si riunisca oggi.
Chi ha parlato, invece, è il presidente della Consob Paolo Savona, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle banche. E ha confermato che l’authority sta valutando se concedere un’altra proroga di 30 giorni all’Ops di Unicredit. «Stiamo studiando se abbiamo poteri, di fronte a una situazione che non è ancora chiarita, se abbiamo ancora la possibilità di concedere altro. La prima risposta che abbiamo è che non è così però se dall’analisi giuridica emerge che li abbiamo, allora eserciteremo questi poteri», ha affermato, aggiungendo di avere un pool di bravissimi giuristi negli uffici dell’autorità che stanno valu…
Milano – Oggi è l’ultimo giorno per un rilancio sul prezzo dell’Ops di Unicredit su Banco Bpm. L’offerta scade infatti mercoledì 23 e occorre dare tre giorni di Borsa agli investitori per decidere sull’eventuale rilancio. Ma finora dal quartier generale di piazza Gae Aulenti tutto tace, c’è un cda pre-allertato ed è anche possibile che si riunisca oggi.
Chi ha parlato, invece, è il presidente della Consob Paolo Savona, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle banche. E ha confermato che l’authority sta valutando se concedere un’altra proroga di 30 giorni all’Ops di Unicredit. «Stiamo studiando se abbiamo poteri, di fronte a una situazione che non è ancora chiarita, se abbiamo ancora la possibilità di concedere altro. La prima risposta che abbiamo è che non è così però se dall’analisi giuridica emerge che li abbiamo, allora eserciteremo questi poteri», ha affermato, aggiungendo di avere un pool di bravissimi giuristi negli uffici dell’autorità che stanno valutando la questione.
Savona ha aggiunto che nel caso della prima proroga (a maggio scorso ndr.) la Consob «ha deciso autonomamente» sulla base della legge e «non abbiamo risposto al sollecito di UniCredit». Quindi anche in questo caso può essere così e una decisione è attesa all’inizio di settimana prossima.
Fuori dall’ufficialità il tema che si sta ponendo la Consob è se 30 giorni basterebbero a fare chiarezza sulla situazione, visto che la Commissione Ue ha concesso 20 giorni lavorativi al governo per fare le sue osservazioni alla lettera preliminare di valutazione inviata il 14 luglio. Lettera che boccia il golden power su tutti i fronti. I 20 giorni scadono venerdì 7 agosto e da quel momento in poi la Ue potrebbe prendere la sua decisione definitiva (anche una revoca del golden power) se il governo nel frattempo non ha cambiato il decreto o non ha inviato risposte convincenti. L’eventuale proroga concessa dalla Consob finirebbe il 23 agosto, quindi i tempi tecnici per fornire tutte le informazioni al mercato ci sarebbero.
Il ceo di Unicredit Andrea Orcel, dal canto suo, sta valutando la situazione, anche dopo un incontro con il governatore di Banca d’Italia Fabio Panetta. Sul tavolo ci sono almeno tre opzioni. La prima è ritirarsi facendo scadere l’offerta il 23 senza rilanciare. La seconda è rilanciare sul prezzo chiedendo anche un’altra proroga di 15 giorni che eventualmente si aggiungerebbe a quella autonoma della Consob. La terza è quella di far decadere l’offerta e di ripresentarla un minuto dopo sotto forma di art. 102 facendo ripartire tutto l’iter di approvazione. In quest’ultimo caso occorrerebbe soltanto modificare qualche numero nel prospetto visto che le autorizzazioni della Bce e della Concorrenza Ue rimarrebbero valide. A quel punto il governo sarebbe costretto a riscrivere il decreto golden power tenendo in conto le regole comunitarie oltre alle indicazioni arrivate dal Tar.
Savona nella sua audizione ha poi rivelato un particolare inedito sull’iter della Legge Capitali. Riguardo all’accusa di aver ecceduto nella delega sulla regolamentazione secondaria (arrivata con la seconda consultazione) sul punto nevralgico della lista del cda uscente, la Consob si è rivolta al Consiglio di Stato per un parere, che deve solo essere scritto.