Economia

“Prima gli investimenti in Italia”. Le regole del governo per le Casse

“Prima gli investimenti in Italia”. Le regole del governo per le Casse
(ansa)

Via libera alle norme per la gestione del risparmio previdenziale. Il “consiglio” di preferire l’economia nazionale

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ROMA - Prima l’Italia. Alle Casse di previdenza che hanno in pancia 124,7 miliardi di attivi, l’appello a investire in casa arriva dal governo. L’indicazione è contenuta nel regolamento sulle politiche di investimento degli enti che erogano le pensioni ai professionisti. Un testo atteso da 14 anni, quando l’esecutivo guidato da Mario Monti approvò la norma per instradare la definizione delle norme di indirizzo.

Nel documento di dieci pagine dei ministeri dell’Economia e del Lavoro c’è una sezione dedicata proprio ai criteri di investimento. Le Casse - si legge - dovranno operare con trasparenza e “nel rispetto del principio della sana e prudente gestione”: l’obiettivo è perseguire "esclusivamente l’interesse collettivo degli iscritti e dei beneficiari” delle prestazioni erogate dagli enti. Fermo restando questo principio, il regolamento prevede che, nella gestione delle risorse, gli enti valutino “in via prioritaria gli investimenti volti a sviluppare e sostenere il sistema economico e produttivo nazionale”.

Gli ambiti privilegiati sono le infrastrutture, anche energetiche e ambientali, incluse la rigenerazione urbana e la riqualificazione edilizia. ll perché è presto detto: le Casse investono più all’estero che in Italia.

L’ultima relazione della Covip è emblematica: nel 2024, gli investimenti domestici ammontavano a 46,5 miliardi. Valgono il 37,3% delle attività totali, in diminuzione dell’1,3% rispetto al 2023. A prevalere sono le operazioni immobiliari (17,1 miliardi) e i titoli di Stato (15,5 miliardi). Ma la quota estera è prevalente e crescente nel tempo. Il fine del regolamento, quindi, è uno spostamento del baricentro delle operazioni. Un tema, quello dell’italianità degli investimenti, già attenzionato e criticato dalla Commissione europea per via delle prescrizioni del governo a Unicredit nell’ambito dell’Ops su Banco Bpm.

Ma in che perimetro potranno muoversi le Casse? Il testo punta a valorizzare l’autonomia degli enti, ma non mancano le raccomandazioni. Come quella di privilegiare gli strumenti finanziari "con adeguato grado di rischio, anche facendo ricorso a titoli di debito emessi o garantiti” da Paesi europei e aderenti all’Ocse.

Spetterà alle singole Casse predisporre un documento sulla propria strategia di investimento indicando, in particolare, il sistema di controllo della gestione degli attivi. ll regolamento interno sarà sottoposto a una revisione "almeno triennale”. Un’indicazione che potrebbe stridere con gli investimenti effettuati recentemente da alcune Casse, che hanno impegnato buona parte del propri attivi in un solo titolo bancario (è il caso di Mediobanca).

Nel regolamento di Mef e Lavoro non c’è un riferimento esplicito alle banche, ma il perimetro degli investimenti a sostegno del sistema economico nazionale le include implicitamente. Del resto con il risiko bancario in corso, anche le Casse sono diventate player della partita.

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