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A ognuno il suo orologio: Swatch punta tutto sull’IA

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Il gruppo prova a reagire ai conti in sofferenza per il calo di vendite in Cina e la forza del franco svizzero lanciando il modello Dada
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MILANO – Swatch s’aggrappa all’Ia. Il calo delle vendite in Cina e la forza del franco svizzero continuano a penalizzare le esportazioni e i conti del colosso fondato da Nicolas Hayek. Tuttavia il gruppo prova a rivitalizzare le vendite con l’Intelligenza artificiale, ribattezzata Intelligenza artistica, lanciando Ia Dada, un orologio che il cliente può personalizzare a piacere attingendo da un database di 40 anni di modelli, capace di rendere ogni orologio unico.

Detto questo i primi sei mesi dell’anno di Swatch terminano con un fatturato in calo del 7,1% a 3,06 miliardi di franchi svizzeri (3,28 miliardi di euro) e un utile consolidato del gruppo che possiede marchi come Omega, Longines, Tissot e Hamilton in contrazione dell’88% a 17 milioni di franchi svizzeri (18,24 milioni di euro, contro i 147 milioni di profitti del primo semestre 2024). Stesso discorso per l’utile operativo, crollato a 68 milioni di franchi (72,9 milioni di euro) con un’incidenza sul fatturato di appena il …

MILANO – Swatch s’aggrappa all’Ia. Il calo delle vendite in Cina e la forza del franco svizzero continuano a penalizzare le esportazioni e i conti del colosso fondato da Nicolas Hayek. Tuttavia il gruppo prova a rivitalizzare le vendite con l’Intelligenza artificiale, ribattezzata Intelligenza artistica, lanciando Ia Dada, un orologio che il cliente può personalizzare a piacere attingendo da un database di 40 anni di modelli, capace di rendere ogni orologio unico.

Detto questo i primi sei mesi dell’anno di Swatch terminano con un fatturato in calo del 7,1% a 3,06 miliardi di franchi svizzeri (3,28 miliardi di euro) e un utile consolidato del gruppo che possiede marchi come Omega, Longines, Tissot e Hamilton in contrazione dell’88% a 17 milioni di franchi svizzeri (18,24 milioni di euro, contro i 147 milioni di profitti del primo semestre 2024). Stesso discorso per l’utile operativo, crollato a 68 milioni di franchi (72,9 milioni di euro) con un’incidenza sul fatturato di appena il 2,2%.

Il secondo semestre migliora, e il gruppo ha cassa

Gli esperti si aspettavano risultati negativi, ma i conti di Swatch sono stati peggiori delle attese: la stima della media degli analisti era di ricavi giù del 4% e di 100 milioni di profitti, oltre cinque volte il risultato annunciato. Di buono c’è che i conti del prossimo semestre dovrebbero migliorare e comunque a fine giugno il gruppo aveva 1.091 milioni di franchi di cassa (rispetto ai 1.376 milioni al 31 dicembre), con cui la società elvetica non esclude di avviare un piano di buy back, approfittando della debolezza del titolo, che ieri alla Borsa di Zurigo valeva 140,4 franchi (+2,3% per un capitalizzazione di 7,4 miliardi di franchi)

Se la Cina resta il grande cruccio, in India, Turchia, Medio Oriente e Australia le performance del gruppo Swatch sono positive, con aumenti dal 10% al 30% a seconda dei marchi. Per non parlare del boom in Usa dove l’effetto dell’arrivo dei dazi ha indotto i consumatori a fare scorte, anche se Swatch ha già alzato i prezzi del 5-10%.

A giugno l’export di orologi svizzeri torna a salire

Di buono c’è che ieri, i risultati deludenti di Swatch sono stati annunciati insieme a quelli delle esportazioni di cronografi svizzeri nel mondo, dove a giugno la Cina per la prima volta da mesi, è tornata a crescere anche se di un modesto, ma significativo, + 6,1% (tuttavia il bilancio dei primi sei mesi resta negativo del 17,2%). Detto questo il costante declino dell’export verso Pechino ha fatto sì che ormai la Cina nel primo semestre rappresenti solo il 13,7% del totale delle esportazioni di orologi svizzeri, contro il 16,2% registrate alla fine del primo semestre 2024.

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