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Merz respinge Unicredit “Ostile su Commerzbank”

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Orcel alla stretta sull’Ops Banco Bpm: a inizio settimana possibile rilancio e proroga
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Milano – La strada verso la Germania continua a essere sbarrata per Unicredit. Il cancelliere Friedrich Merz ci ha tenuto a ribadirlo ieri nel corso della conferenza estiva a Berlino. «Le modalità seguite da Unicredit su Commerzbank sono ostili e noi non le accettiamo e non le sosteniamo», ha detto il cancelliere rispondendo a una domanda.

Merz si è riferito esplicitamente alla circostanza che Unicredit abbia «trasformato le azioni in derivati senza concordarlo né con Commerzbank né con noi», e ha definito la procedura appunto ostile e non accettabile. Il cancelliere ha citato anche una seconda ragione delle sue riserve sull’operazione: «L’istituto che verrebbe fuori da questa operazione potrebbe rappresentare, anche a causa della sua struttura di bilancio, un consistente rischio per il mercato finanziario. E fino a quando questa questione non è chiarita in modo esaustivo non potrò cambiare la mia opinione».

Milano – La strada verso la Germania continua a essere sbarrata per Unicredit. Il cancelliere Friedrich Merz ci ha tenuto a ribadirlo ieri nel corso della conferenza estiva a Berlino. «Le modalità seguite da Unicredit su Commerzbank sono ostili e noi non le accettiamo e non le sosteniamo», ha detto il cancelliere rispondendo a una domanda.

Merz si è riferito esplicitamente alla circostanza che Unicredit abbia «trasformato le azioni in derivati senza concordarlo né con Commerzbank né con noi», e ha definito la procedura appunto ostile e non accettabile. Il cancelliere ha citato anche una seconda ragione delle sue riserve sull’operazione: «L’istituto che verrebbe fuori da questa operazione potrebbe rappresentare, anche a causa della sua struttura di bilancio, un consistente rischio per il mercato finanziario. E fino a quando questa questione non è chiarita in modo esaustivo non potrò cambiare la mia opinione».

Andrea Orcel, ceo di Unicredit, ha sempre detto che ha tempo fino al 2026 per convincere i tedeschi della bontà della sua operazione, ma un tassello importante della strategia di creare la prima banca europea era la conquista del Banco Bpm in Italia. Operazione che è giunta alla sua fase cruciale, in quanto l’Ops annunciata il 24 novembre scorso e partita effettivamente il 28 aprile, dopo un mese di sospensione decretato dalla Consob per chiarire il golden power, termina il 23 luglio. E al momento le adesioni sono al minimo con i titoli che trattano ancora con uno sconto del 6,9%. Quindi per avere possibilità di adesioni Orcel dovrebbe fare un rilancio sul prezzo, in azioni o contanti, ma al momento non si intravvedono segnali di questo tipo. Tutto tace intorno al quartier generale di Piazza Gae Aulenti a tre giorni di Borsa dalla scadenza. Le regole del Tuf dicono che occorre dare tre giorni di tempo agli investitori per valutare se aderire o meno al nuovo prezzo, ma anche che l’offerta si può modificare fino al giorno precedente la scadenza. Quindi, secondo quanto risulta agli uffici legali di Unicredit, il rilancio può essere fatto anche con il cda del 22, martedì prossimo, con l’offerta che slitterebbe automaticamente di due giorni, fino al 25.

Tra lunedì e martedì, poi, la Consob dovrebbe decidere se concedere o meno un altro mese di proroga, anche se le posizioni su questo tema all’interno della Commissione non sembrano unanimi. E così, con i titoli che languono dopo la corsa dei mesi passati, l’altra idea che prende corpo è quella della decadenza dell’attuale offerta per ripresentarla a stretto giro. In questo modo anche la tematica golden power dovrebbe essere completamente riformulata dal governo in ottemperanza alla decisione Ue che arriverà dopo il 7 agosto.

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