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Dazi, che cos’è il “bazooka” che Bruxelles può puntare contro Trump

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen 

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Lo strumento anti coercizione consente all’Europa di punire le aziende dei Paesi che provano a condizionarne scelte e leggi. Ecco come funziona
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BRUXELLES – È stato pensato e approvato alla fine del 2023 soprattutto per rispondere alle pressioni del rivale cinese. Ma i tempi cambiano rapidi, e il primo Paese contro cui potrebbe essere usato sono gli Stati Uniti di Donald Trump, fino a ieri considerati un alleato. Si tratta dello strumento anti coercizione (Aci), il bazooka che l’Europa medita di sfoderare nel negoziato, sempre più difficile con il presidente americano.

Che cosa è il bazooka anti coercizione?

È uno strumento che permette all’Europa di imporre delle contromisure contro dei Paesi che, usando strumenti di pressione economica o commerciale, cercano di interferire con le sue decisioni o quelle degli Stati membri.

I dazi di Trump costituiscono una coercizione?

Non sul piano puramente commerciale. Ma potr…

BRUXELLES – È stato pensato e approvato alla fine del 2023 soprattutto per rispondere alle pressioni del rivale cinese. Ma i tempi cambiano rapidi, e il primo Paese contro cui potrebbe essere usato sono gli Stati Uniti di Donald Trump, fino a ieri considerati un alleato. Si tratta dello strumento anti coercizione (Aci), il bazooka che l’Europa medita di sfoderare nel negoziato, sempre più difficile con il presidente americano.

Che cosa è il bazooka anti coercizione?

È uno strumento che permette all’Europa di imporre delle contromisure contro dei Paesi che, usando strumenti di pressione economica o commerciale, cercano di interferire con le sue decisioni o quelle degli Stati membri.

I dazi di Trump costituiscono una coercizione?

Non sul piano puramente commerciale. Ma potrebbero esserlo nella misura in cui si stabilisse che gli Stati Uniti li usano per spingere l’Europa a cambiare le sue leggi, le sue decisioni o i suoi rapporti con Paesi terzi.

Chi deve fare questa valutazione?

In prima battuta è la Commissione a determinare il tentativo di coercizione, ma poi la valutazione deve essere confermata da una maggioranza qualificata dei Paesi membri.

E in quel caso che succede?

La Commissione cerca di dialogare con il Paese “colpevole” per farlo desistere. Se questo non avviene può proporre delle ritorsioni, che tocca di nuovo al Consiglio dei 27 governi approvare.

Che ritorsioni?

La norma prevede un ventaglio molto ampio di ritorsioni, che devono essere proporzionate. Si va dall’imposizione di dazi a restrizioni nel commercio dei servizi: le aziende americane possono essere escluse dagli appalti pubblici, dalla tutela della proprietà intellettuale, perfino espulse dal mercato comune. Proprio la possibilità di colpire i servizi, dove gli Stati Uniti dominano, lo rende uno strumento molto potente.

È mai stato usato?

No. D’altra parte il suo obiettivo primario è essere un deterrente.

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