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Club Med: esperienze e all-inclusive, il turismo per i ragazzi

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Il gruppo francese punta sull’Italia non solo come meta ma anche come fucina di addetti del settore “Viaggiano sempre più famiglie di tre generazioni”
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L’Italia al centro della strategia di Club Med, non solo come meta ma anche come fucina di talenti per il turismo. Il gruppo francese ha appena archiviato un 2024 da oltre 2 miliardi di fatturato e ha registrato l’uscita del presidente Henri Giscard d’Estaing, dopo oltre vent’anni, in polemica con l’azionista Fosun. Ora punta sul nostro Paese per consolidare la propria presenza europea. Dopo la trasformazione di Cefalù nel resort più esclusivo del brand in Europa, è la volta delle Alpi: «Abbiamo un progetto per San Sicario, nelle Alpi piemontesi: puntiamo ad aprire a dicembre 2028», annuncia Anne Browaeys, ceo Club Med Europe, Middle East & Africa Markets.

La scelta dell’Italia non è casuale. «È importante per diverse ragioni. È storicamente una clientela fondamentale per Club Med», spiega la manager. Ma c’è di più: il nostro Paese rappresenta anche un bacino di talenti strategico, «soprattutto per le squadre di cucina. Vedrete chef italiani nei resort Club Med di tutto il mondo»…

L’Italia al centro della strategia di Club Med, non solo come meta ma anche come fucina di talenti per il turismo. Il gruppo francese ha appena archiviato un 2024 da oltre 2 miliardi di fatturato e ha registrato l’uscita del presidente Henri Giscard d’Estaing, dopo oltre vent’anni, in polemica con l’azionista Fosun. Ora punta sul nostro Paese per consolidare la propria presenza europea. Dopo la trasformazione di Cefalù nel resort più esclusivo del brand in Europa, è la volta delle Alpi: «Abbiamo un progetto per San Sicario, nelle Alpi piemontesi: puntiamo ad aprire a dicembre 2028», annuncia Anne Browaeys, ceo Club Med Europe, Middle East & Africa Markets.

La scelta dell’Italia non è casuale. «È importante per diverse ragioni. È storicamente una clientela fondamentale per Club Med», spiega la manager. Ma c’è di più: il nostro Paese rappresenta anche un bacino di talenti strategico, «soprattutto per le squadre di cucina. Vedrete chef italiani nei resort Club Med di tutto il mondo», aggiunge.

Il riposizionamento

Con 68 resort distribuiti globalmente Club Med, che quest’anno compie 75 anni, ha chiuso il 2024 con un margine operativo superiore al 9 per cento. Negli ultimi anni il brand si è riposizionato verso l’alto di gamma e il caso Cefalù è emblematico di questa evoluzione. «Era un resort storico nella sua versione con capanne di paglia quando aprì nel 1957. Quando lo abbiamo riaperto nel 2018, è diventato la prima struttura etichettata come Exclusive Collection in Europa».

San Sicario si inserisce in un piano di espansione globale che prevede cinque nuove aperture nei prossimi anni: Sud Africa e Borneo nel 2026, Gramado in Brasile nel 2027 e Oman. Il primo a debuttare sarà Club Med Sud Africa (luglio 2026), il primo resort beach & safari del brand. Sempre nel 2026 aprirà Club Med Borneo. L’anno successivo sarà la volta del Club Med Gramado in Brasile.

Infine, nel 2028 aprirà Club Med Oman, situato nella regione di Musamdam, nel nord del Paese, zona di paesaggi rocciosi e minerali simili ai fiordi. Il resort sorgerà su una delle poche spiagge della regione.

Un elemento chiave della strategia Club Med è la destagionalizzazione dei resort di montagna. «La nostra ambizione è che tutti i nostri resort siano bi-stagionali, inverno e estate», spiega Browaeys. Attualmente, su 21 resort di montagna nel mondo, 12 sono aperti anche in estate, ma l’obiettivo è estendere questa formula a tutte le strutture adatte.

Le aspettative dei clienti

La filosofia alla base di questa espansione riflette l’evoluzione delle aspettative dei clienti. «Quando guardiamo ai trend di viaggio, le persone cercano davvero esperienze autentiche. Vogliono vacanze dove vivono un’esperienza diversa da quella che provano normalmente nella vita reale», osserva la ceo. Per questo l’offerta dell’azienda è variegata: quella estiva, per esempio, include cento escursioni proposte a settimana, alcune più sportive, altre con degustazioni di sapori locali.

Anche la composizione della clientela Club Med sta evolvendo: «L’anno scorso abbiamo avuto una crescita del 13% nella clientela familiare ed è diventata la componente numero uno - precisa Browaeys - Particolarmente interessante è il fenomeno delle famiglie multi-generazionali: circa il 15% del totale dei clienti Club Med a livello mondiale è composto da famiglie a tre generazioni, una tendenza accelerata dalla pandemia dopo la quale i nonni invitano i figli e i nipoti per momenti di riunificazione familiare».

Premium All Inclusive

Club Med, inventore del concetto all-inclusive, continua a innovare questa formula. «Quello che abbiamo inventato negli ultimi dieci anni è un Premium All Inclusive - spiega la ceo - La differenza sta nella qualità e varietà dell’offerta che include attrezzature sportive di alto livello, insegnanti certificati e una varietà incredibile di offerta: nei villaggi hai il tennis, ma con quattro diversi tipi di superficie, per fare un esempio». La trasformazione riflette un cambio generazionale: «Dopo il Covid, c’è stato un vero cambiamento nella mente dei consumatori e la generazione più giovane, i millennials, cerca massicciamente l’all-inclusive, non solo per ragioni economiche, ma per la semplicità: tutto pronto senza organizzare, né pianificare».

Con 75 anni di storia alle spalle e una visione chiara del futuro, Club Med si prepara ai prossimi decenni mantenendo la sua identità, come sottolinea Browaeys citando una frase del Gattopardo: «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi».

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