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Trattativa sui dazi Usa, la Ue punta a un rinvio. Bessent: “Non c’è fretta”

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A Bruxelles sperano che il viaggio di von der Leyen e Costa a Pechino possa trasformarsi in una carta da giocare contro Trump
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BRUXELLES – Ancora una proroga. Rinviare di qualche settimana l’entrata in vigore dei dazi prevista al momento per il primo agosto. Una sospensione anche parziale per continuare a discutere. Il negoziato tra Ue e Usa sulle tariffe è ancora in stallo. Nonostante i colloqui siano proseguiti, non sono stati compiuti passi avanti concreti. Al punto che, soprattutto da parte europea, si sta avanzando l’idea di guadagnare tempo per provare a discutere ulteriormente. Sebbene, come ripete in privato in maniera sconsolata il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, “alla fine tutto è solo nelle mani di Trump”.

Ieri il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha allora usato la carota e il bastone nei confronti dell’“alleato” del Vecchio Contine…

BRUXELLES – Ancora una proroga. Rinviare di qualche settimana l’entrata in vigore dei dazi prevista al momento per il primo agosto. Una sospensione anche parziale per continuare a discutere. Il negoziato tra Ue e Usa sulle tariffe è ancora in stallo. Nonostante i colloqui siano proseguiti, non sono stati compiuti passi avanti concreti. Al punto che, soprattutto da parte europea, si sta avanzando l’idea di guadagnare tempo per provare a discutere ulteriormente. Sebbene, come ripete in privato in maniera sconsolata il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, “alla fine tutto è solo nelle mani di Trump”.

Ieri il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha allora usato la carota e il bastone nei confronti dell’“alleato” del Vecchio Continente. "Abbiamo un gigantesco deficit commerciale con l’Unione Europea. Il livello di tariffe che abbiamo deciso sui loro beni – ha ricordato - incide maggiormente su di loro, quindi immagino che ora vogliano negoziare più velocemente. Inizialmente erano molto lenti, ora si stanno impegnando di più”. Ma poi un piccolo spiraglio sulla possibilità di un rinvio lo ha concesso: “Non abbiamo intenzione di affrettarci per il gusto di fare accordi. Mi interessa la qualità delle intese e non la tempistica”. E poi ha rinviato alla Casa Bianca la decisione finale: “Vedremo cosa vorrà fare il presidente. Ma ancora una volta, se in qualche modo dovessimo tornare ai dazi del primo agosto, penserei che un livello di dazi più alto farà più pressione su quei Paesi affinché trovino accordi migliori”.

Le strategie di Ue e Usa

I prossimi dieci giorni sono dunque decisivi. Ma nella trattativa, i negoziatori europei avvertono il rischio che soprattutto gli States si siano infilati in un cul de sac. Il presidente americano, infatti, ha così tanto alzato il livello delle richieste che fare marcia indietro è diventato complicato. Insomma adesso l’obiettivo è trovare una soluzione evitando figuracce per tutti. Ma, è la constatazione del Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, "gli americani non sembrano chiaramente disposti a concordare simmetricamente le tariffe”. Non accettano cioè il principio di reciprocità e rifiutano la proposta europea di un sistema “senza dazi o sostanzialmente senza dazi”.

La via d’uscita allora potrebbe essere quello di far scattare il prossimo mese solo una parte delle tariffe per poi ricomporre il quadro complessivo a settembre. L’unica vera, ma pesante, controindicazione a questa soluzione è che non offre certezze alle aziende che stanno programmando produzioni ed export per l’autunno. E basta leggere i dati di Confindustria per capire quanto la guerra commerciale possa essere una bomba ad orologeria piazzata sotto la crescita: con i dazi al 30% l’export italiano si ridurrebbe di circa 38 miliardi e l’impatto sul Pil sarebbe consistente. Si ridurrebbe dello 0,8 per cento e ci avvierebbe di nuovo verso la recessione.

Al momento il commissario Sefcovic non ha calendarizzato una nuova missione a Washington e ripete a tutti i suoi interlocutori la stessa considerazione: “Trump è imprevedibile”. A Bruxelles, però, sperano che il prossimo viaggio di von der Leyen e Costa a Pechino possa trasformarsi anche in una carta da giocare sul tavolo della Casa Bianca. Giovedì infatti la delegazione Ue incontrerà Xi Jinping e un esito positivo potrebbe far capire che l’isolamento scelto dal tycoon non è la la scelta migliore.

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