ROMA – Il treno veloce francese, il leggendario Tgv, per una volta non è del tutto puntuale. Le ferrovie francesi Sncf puntavano a lanciare collegamenti ad alta velocità qui in Italia dal 2026.
«Ma il lancio - dice a Repubblica Christophe Fanichet, presidente e direttore generale di Sncf Voyageurs - è ora rinviato al 2027. Il rinvio - precisa subito il manager - non sposta di una virgola il nostro progetto italiano. Per il 2027 è in campo una sola ipotesi: partire con il servizio».
I piani - cui sta contribuendo anche Caroline Chabrol, direttrice generale di Sncf Voyages Italia - fissano per settembre 2027 il semaforo verde.
ROMA – Il treno veloce francese, il leggendario Tgv, per una volta non è del tutto puntuale. Le ferrovie francesi Sncf puntavano a lanciare collegamenti ad alta velocità qui in Italia dal 2026.
«Ma il lancio - dice a Repubblica Christophe Fanichet, presidente e direttore generale di Sncf Voyageurs - è ora rinviato al 2027. Il rinvio - precisa subito il manager - non sposta di una virgola il nostro progetto italiano. Per il 2027 è in campo una sola ipotesi: partire con il servizio».
I piani - cui sta contribuendo anche Caroline Chabrol, direttrice generale di Sncf Voyages Italia - fissano per settembre 2027 il semaforo verde.
Il nodo degli slot
Sncf ha bisogno di due cose per il varo del servizio di alta velocità in Italia. Servono prima di tutto gli slot. In sostanza il gestore italiano della rete dovrà cedere ai francesi alcune partenze, in orari anche strategici, lungo le direttrici che Sncf vuole coprire (da Torino a Napoli con nove viaggi giornalieri e da Torino a Venezia, con altri cinque). Dovranno cedere degli slot Italo e soprattutto Trenitalia.
Servono anche dei centri per la manutenzione dei treni veloci (tra cui il nuovissimo Tgv-M a due piani). In questo ambito, Sncf potrebbe appoggiarsi alle strutture del Gruppo Ferrovie dello Stato se raggiungerà un accordo con gli italiani; oppure costruire hangar di sua proprietà, al Nord e al Sud.
«Quando tutto sarà pronto - dice Fanichet - ci presenteremo alle viaggiatrici e ai viaggiatori italiani come operatore ferroviario dalle tariffe molto accessibili, complementare a Trenitalia e Italo».
Meno 20%
I francesi proporranno prezzi più bassi fino al 20% rispetto a quelli dei due concorrenti. «Il nostro obiettivo - aggiunge Fanichet - è portare a bordo tra i 7 e i 10 milioni di italiane e italiani che oggi non prendono i treni veloci perché percepiscono le attuali tariffe come proibitive. Le persone fronteggiano una situazione di incertezza economica, dunque vanno rassicurate sul fronte dei prezzi».
Sncf, che già copre la rotta da Milano a Parigi, darà lavoro nel nostro Paese. Avrà bisogno di 400 persone tra macchinisti, capotreni, altro personale viaggiante, addetti alla manutenzione. Le assunzioni partiranno a settembre 2026. Altri 1000 posti saranno creati nell’indotto.
I francesi intanto investiranno circa 800 milioni nel progetto, in particolare per comprare 15 nuovi treni Tgv-M che esordiranno proprio in Italia. Si tratta di un convoglio a due piani, comodo e lussuoso, che potrà viaggiare anche qui da noi. I test, che porteranno alle necessarie omologazioni, partiranno a settembre del 2026.
“Una rete eccellente”
Dice ancora Fanichet a proposito delle avarie della linea veloce italiana: «Il fenomeno non ci allarma minimamente. Sappiamo bene che le vostre reti sono straordinarie - tra le migliori al mondo - e gli investimenti del governo, rilevantissimi, anche grazie agli aiuti comunitari. Noi daremo un contributo all’ammortamento e alla manutenzione dei binari versando un canone annuale di fitto di 50 milioni. I nostri treni, poi, hanno una eccezionale capienza. Trasportano fino al 30 per cento di passeggeri in più. Dunque potremo spostare un numero maggiore di persone con meno viaggi procurando una minore congestione nel traffico ferroviario e una usura limitata alla infrastruttura».