Nel giorno successivo al ritiro dell’offerta di piazza Gae Aulenti su Banco Bpm, appena prolungata – ulteriormente – dalla Consob, Unicredit pubblica i risultati da record del primo semestre del 2025. L’istituto guidato da Andrea Orcel registra un utile netto pari a 6,1 miliardi di euro, come comunicato in una nota sui risultati finanziari “eccellenti” di gruppo del secondo trimestre e del primo semestre 2025.
"Questa eccezionale performance nel primo semestre, insieme a ulteriori leve per una crescita futura, ci ha permesso di alzare le nostre guidance per il 2025 e le ambizioni per il 2027", ha aggiunto l'amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel. "Prevediamo - aggiunge - almeno 30 miliardi di distribuzioni totali agli azionisti di cui almeno 15 miliardi in dividendi in contanti dal 2025 al 2027. Guardiamo al futuro con fiducia".
L’obiettivo con Commerz e Alpha Bank
"Il consolidamento a patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank aumenterà ulteriormente i nostri risultati a partire dal 2026". Così Unicredit, in una nota sui risultati di gruppo del secondo trimestre e del primo semestre 2025. "Guardando al 2026 e oltre, ci aspettiamo di potenziare i ricavi e l'utile netto attraverso l'internalizzazione delle assicurazioni sulla vita e il consolidamento a patrimonio netto di Alpha Bank10 e Commerzbank. Questo approccio strategico migliora strutturalmente i nostri utili, il RoTE e la traiettoria di distribuzione, portando a un aggiornamento delle guidance su metriche chiave", prosegue la nota della banca.
In una intervista a Cnbc, Orcel ha dichiarato che tra Commerz e Unicredit “i destini sono legati”: “Il loro successo è il nostro successo”. Nonostante l’opposizione del governo tedesco, che continua a ritenere l’ostile la scalata di piazza Gae Aulenti. “Sulle critiche del cancelliere Merz dovete chiedere a lui – ha risposto – io vedo solo risvolti positivi”.
Sulla strategia in Germania e Grecia, Orcel è intervenuto anche nella call con gli azionisti. “Consolidando le partecipazioni bancarie in Germania e in Grecia stimiamo oltre 800 milioni di maggiori ricavi, utili netto e distribuzione di utili agli azionisti dal 2027, al netto dei costi di hedging sui due pacchetti: oltre 600 sulla quota in Commerzbank, oltre 200 su Alpha Bank. Fa parte della strategia che avevamo annunciato, e per cui ora iniziamo a convertire gli investimenti del nostro capitale in eccesso in distribuzione ordinaria e stabile di capitale”.
Orcel: “Bpm era diventato un peso”
"Penso che abbiamo tracciato una linea sull'operazione" di Banco Bpm. Lo dice il ceo di Unicredit Andrea Orcel, in un'intervista alla Cnbc, alla domanda se la banca intenda presentare nuove offerte in Italia. "Ad essere sinceri, era diventata un peso per noi. Sentivamo di stare accelerando molto più di quanto dovessimo e il valore era cambiato", spiega Orcel. "Ma soprattutto, data la situazione del golden power, non c'era altra strada da percorrere. E ad un certo punto, bisogna recuperare le perdite, eliminare gli ostacoli e concentrarsi su ciò che si controlla. Noi controlliamo il futuro in Italia e lo controlliamo nel gruppo". D’altra parte, ha aggiunto, “niente è mai chiuso”: “Noi valutiamo tutto, guardiamo a tutto, ma direi che la situazione dovrebbe cambiare molto sostanzialmente perché noi possiamo fare qualcosa di diverso”.
Orcel, la call con gli azionisti
"Se un domani ci sarà un'opportunità di M&A che è nel migliore interesse dei nostri azionisti e di Unicredit, la prenderemo in considerazione. In questo momento, non ne vediamo alcuna". Così il ceo di Unicredit, Andrea Orcel nella call con gli analisti.
"Su fusioni e acquisizioni in generale teniamo la stessa posizione di sempre, siamo qui per creare valore per tutti voi - ha aggiunto – Se ci sono operazioni che riteniamo possano aggiungere valore ci muoveremo, se non ci saranno non ci muoveremo. Ripeto, il nostro dovere non è quello di fare M&A. Il nostro dovere è creare valore e rafforzare Unicredit", ribadisce Orcel.
"Siamo presenti e continuiamo ad essere presenti in 13 Paesi – ha detto Orcel agli azionisti – Ci sono opportunità di M&A in ognuno di questi Paesi. Le monitoriamo. Se soddisfano le nostre linee guida le guarderemo. Per ora non vediamo opportunità", conclude Orcel.