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L’Antonov An-24 caduto, aereo ad alto rischio: sono già 159 gli incidenti, 2.134 le vittime

Un Antonov AN-24 

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Il velivolo viene concepito nel 1957 in Unione Sovietica. Volo d’esordio nel 1962. Decine gli schianti tra Russia, Ucraina, Azerbaigian, Egitto. Oggi la tragedia del modello RV
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ROMA – Ben 159 incidenti all’attivo: l’ultimo oggi, a circa 15 chilometri dalla città russa di Tynda. Con le vittime che salgono così a 2.134 nell’arco della sua tormentata storia. I morti sono civili (in larga maggioranza) e anche militari.

L’Antonov An-24 (un bimotore a turboelica e ala alta, uscito in vari modelli sulla stessa tecnologia di base) si conferma un aereo ad altissimo rischio, intanto per un motivo banale: è vecchio, superato.

Viene concepito, in Unione Sovietica, in un’altra era geologica: è il 1957. Il costruttore lo assembla nel 1959. Il volo d’esordio è del 1962.

Non passano neanche tre anni, ed ecco il primo incidente. La Flight Safety Foundation, fonte tra le più accreditate al mondo, descrive i drammatici eventi.

Contro un cumulo di neve

Il 20 marzo 1965 un Antonov An-24 si avvicina all’aeroporto russo di Khanty-Mansiysk, ma appoggia le ruote sul selciato prima ancora che la pista in asfalto inizi. Centra un grosso cumulo di neve, si spezza in più parti. Muoion…

ROMA – Ben 159 incidenti all’attivo: l’ultimo oggi, a circa 15 chilometri dalla città russa di Tynda. Con le vittime che salgono così a 2.134 nell’arco della sua tormentata storia. I morti sono civili (in larga maggioranza) e anche militari.

L’Antonov An-24 (un bimotore a turboelica e ala alta, uscito in vari modelli sulla stessa tecnologia di base) si conferma un aereo ad altissimo rischio, intanto per un motivo banale: è vecchio, superato.

Viene concepito, in Unione Sovietica, in un’altra era geologica: è il 1957. Il costruttore lo assembla nel 1959. Il volo d’esordio è del 1962.

Non passano neanche tre anni, ed ecco il primo incidente. La Flight Safety Foundation, fonte tra le più accreditate al mondo, descrive i drammatici eventi.

Contro un cumulo di neve

Il 20 marzo 1965 un Antonov An-24 si avvicina all’aeroporto russo di Khanty-Mansiysk, ma appoggia le ruote sul selciato prima ancora che la pista in asfalto inizi. Centra un grosso cumulo di neve, si spezza in più parti. Muoiono 43 delle 47 persone a bordo. In piena Cortina di ferro, i sovietici parlano di “errore umano”.

Undici mesi dopo, un Antonov – modello An24-V – parte da Nicosia dirigendosi verso il Cairo (in Egitto). Affronta pioggia, neve, ripetute turbolenze. Quando avvicina la pista 23 dello scalo egiziano, ha una crepa nel finestrino della cabina di pilotaggio; la bussola magnetica fuori uso; i due altimetri che forniscono dati contraddittori al pilota.

L’Antonov An24-V perde quota. L’ala sinistra si schianta contro delle grandi dune. L’aereo esplode: muoiono tutte e 30 le persone a bordo.

Contro un cammello

Poi c’è anche la sfortuna. Il 30 settembre 1966, un Antonov An-24V sta decollando dall’aeroporto di Luxor, quando un cammello entra nella pista 20. Il pilota sterza verso destra e tenta il decollo. Ma centra l’animale danneggiando il carrello.

Atterraggio di fortuna sulla sabbia, al Cairo, destinazione finale: nessuna vittima.

Il 6 gennaio 1968 un Antonov An-24b precipita nella foresta russa – la taiga - a 92 chilometri da Olyokminsk. Il velivolo è una specie di “autobus”. Quando cade ha già effettuato quattro scali in un giorno solo, con altrettanti decolli e atterraggi: 45 le vittime.

Un incidente grave si verifica anche in Ucraina. Nel 1969, a un'altitudine di 4.000 metri, la pala di un’elica si stacca dal motore sinistro perforando la fusoliera dell’An-24B. Il velivolo precipita a vite: 55 morti.

L'Antonov poco prima dell'incendio a Baku 

Contro un pallone meteo

A proposito di sfortuna o imperizia, il primo aprile 1970 un Antonov An-24B si schianta contro un pallone meteorologico, alle 4 del mattino, sui cieli russi. I morti sono 45, tra cui i ragazzi di una squadra giovanile di hockey su ghiaccio.

Nell’agosto del 1973, il solito Antonov An-24B decolla dall’aeroporto di Baku (in Azerbaigian), ma un guasto al motore lo costringe a tornare indietro. Nella manovra, l’ala sinistra dell’aereo centra un cavo di una piattaforma petrolifera. Nell’incendio perdono la vita 56 delle 64 persone a bordo.

Poi ci sono i politici che reclamano un atterraggio non previsto. Succede il 29 dicembre 1974, quando un membro di alto livello del partito comunista locale chiede al pilota di fare una sosta fuori programma a Sibiu, in Romania.

Durante la manovra, l’Antonov An-24RV viene investito da fortissimi venti e si schianta contro il fianco del Muntii Lotrului a un'altitudine di 1700 metri: 33 morti.

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