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Moncler frenato dal dollaro, ma il gruppo continua ad aprire negozi

HONG KONG, CHINA - 2021/08/15: A pedestrian walks past the Italian luxury fashion brand Moncler store in Hong Kong. (Photo by Budrul Chukrut/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) 

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Ricavi in lieve calo a causa del cambio sfavorevole Ruffini: “Vogliamo trasformare le sfide esterne in opportunità future”
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MILANO- L’ estate non è di certo la stagione dei piumini, anzi il trimestre che va da aprile a giugno è di solito il più debole del gruppo del lusso guidato da Remo Ruffini. Fatto sta che Moncler ha chiuso il primo semestre con ricavi in lieve calo a 1,22 miliardi di euro (dagli 1,23 del 2024), che sarebbero cresciuti dell’1% se il cambio sfavorevole con il dollaro non avesse giocato contro. In particolare, le vendite di Moncler si attestano a quota 1,039 miliardi, sostanzialmente in linea con gli 1,04 miliardi del primo semestre dell’anno scorso (più 1% a cambi costanti), mentre quelle di Stone Island – che sono meno sensibili al clima e tra aprile e giugno sono salite del 6% – perdono invece un punto percentuale nei primi sei mesi del 2025, a 186,7 milioni.

Utili in discesa ma più investimenti nei negozi

Tutt…

MILANO- L’ estate non è di certo la stagione dei piumini, anzi il trimestre che va da aprile a giugno è di solito il più debole del gruppo del lusso guidato da Remo Ruffini. Fatto sta che Moncler ha chiuso il primo semestre con ricavi in lieve calo a 1,22 miliardi di euro (dagli 1,23 del 2024), che sarebbero cresciuti dell’1% se il cambio sfavorevole con il dollaro non avesse giocato contro. In particolare, le vendite di Moncler si attestano a quota 1,039 miliardi, sostanzialmente in linea con gli 1,04 miliardi del primo semestre dell’anno scorso (più 1% a cambi costanti), mentre quelle di Stone Island – che sono meno sensibili al clima e tra aprile e giugno sono salite del 6% – perdono invece un punto percentuale nei primi sei mesi del 2025, a 186,7 milioni.

Utili in discesa ma più investimenti nei negozi

Tuttavia, anche una lieve contrazione dei ricavi, ha fatto sì che l’utile netto del gruppo scivolasse del 15% a 153,5 milioni (dai 180,7 milioni del primo semestre 2024) . Stesso discorso per l’utile operativo lordo, che è sceso a 258,7 milioni, con un’incidenza sui ricavi pari al 18,3% (era il 21% lo scorso anno).

«La prima metà dell’anno ci ha ricordato ancora una volta quanto il mondo possa essere imprevedibile e complesso, e quanto sia fondamentale per le aziende rimanere vigili e agili, continuando al tempo stesso a investire nei propri marchi – spiega Ruffini, presidente e ad del gruppo – Sono momenti che richiedono piena concentrazione sull’esecuzione della strategia, con disciplina, rigore e flessibilità».

Anche in un momento di incertezza, come quello attuale per tutto il comparto del lusso, Moncler continua infatti a investire: a fine giugno aveva 287 negozi a gestione diretta (tre in più di marzo) e 91 di Stone Island (uno in più), ma le vendite delle vetrine del marchio dei piumini aperte da 12 mesi – a parità di metri quadrati – nel semestre hanno comunque registrato una contrazione del 4% degli scontrini. Colpa anche del calo del flussi di turisti in Europa, che è l’unica regione ad accusare un calo nel primo semestre (-3% insieme agli Emirati per Moncler e -6% per Stone Island), l’Asia invece cresce (+4% per Moncler e +14% per Stone Island).

Azienda solida con 940 milioni in cassa

«In un contesto di continue incertezze macroeconomiche – prosegue Ruffini – il nostro gruppo continuerà a operare con coerenza e resilienza, guidato da una visione chiara, da una profonda consapevolezza del presente e dalla volontà di trasformare le sfide esterne in opportunità future».

Per questo l’azienda non azzarda previsioni per il secondo semestre, nel quale si vedrà l’effetto concreto dei dazi Usa, che per ora hanno pesato solo sull’umore dei consumatori e sul cambio. Non a caso i ricavi delle Americhe per Moncler salgono di poco, mentre calano a due cifre per Stone Island. Detto questo, l’azienda è solida: nonostante i dividendi (340 milioni di monte cedole) e gli investimenti in aumento a 82 milioni per i negozi e la nuova sede del gruppo a Milano, a fine giugno la posizione finanziaria netta era positiva per 940,8 milioni.

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