ROMA – Saipem – gigante italiano della ricerca, della produzione e del trasporto di energia – chiude i primi sei mesi del 2025 con un utile netto da 140 milioni di euro.
Il risultato è in crescita del 19 per cento rispetto al primo semestre dell’anno prima. Sono in progressione tutti i numeri significativi, in particolare i ricavi pari a 7,2 miliardi e l’Ebitda rettificato a 764 milioni.
Il portafoglio ordini di Saipem – che ha Eni come primo azionista al 21,19% e Cdp Equity come secondo al 12,82% – arriva a quota 31 miliardi. Il risultato è effetto anche delle commesse da 4,3 miliardi che si sono aggiunte tra gennaio e giugno 2025. Nei primi sei mesi dell’anno precedente, la società aveva immesso nel portafoglio commesse e ordini per 7.086 milioni.
In questo scenario, comunque rassicurante, la cassa della società di ingegneria si spinge fino a quota 766 milioni di euro (in vistosa crescita rispetto ai 271 dell’anno precedente).
Al largo di Gela
La società, dunque, è nelle condizioni …
ROMA – Saipem – gigante italiano della ricerca, della produzione e del trasporto di energia – chiude i primi sei mesi del 2025 con un utile netto da 140 milioni di euro.
Il risultato è in crescita del 19 per cento rispetto al primo semestre dell’anno prima. Sono in progressione tutti i numeri significativi, in particolare i ricavi pari a 7,2 miliardi e l’Ebitda rettificato a 764 milioni.
Il portafoglio ordini di Saipem – che ha Eni come primo azionista al 21,19% e Cdp Equity come secondo al 12,82% – arriva a quota 31 miliardi. Il risultato è effetto anche delle commesse da 4,3 miliardi che si sono aggiunte tra gennaio e giugno 2025. Nei primi sei mesi dell’anno precedente, la società aveva immesso nel portafoglio commesse e ordini per 7.086 milioni.
In questo scenario, comunque rassicurante, la cassa della società di ingegneria si spinge fino a quota 766 milioni di euro (in vistosa crescita rispetto ai 271 dell’anno precedente).
Al largo di Gela
La società, dunque, è nelle condizioni di tenere alta l’asticella degli “investimenti tecnici”, che arrivano a 187 milioni. Un assegno da 86 milioni viene staccato, ad esempio, per rafforzare le perforazioni in mare aperto, a caccia di gas e petrolio. Parliamo di un’attività che è scritta nel Dna di Saipem. La società esordisce nelle perforazioni al largo di Gela, in Sicilia, nel lontano 1959, a soli due anni dalla nascita come Spa.
Altri 96 milioni sono investiti nell’insieme di tecnologie (navi da costruzione, piattaforme, impianti industriali, cantieri) che Saipem mette a disposizione di clienti esterni. Quest’ultima è l’attività che pesa di più nel portafoglio ordini di Saipem, sfiorando al momento i 20 miliardi.
Bene in Borsa
Alla Borsa di Milano, il titolo chiude con una crescita dell’1,41% (con un prezzo da 2,448 euro). Segno che gli investitori hanno fiutato per tempo i conti positivi della società (comunicati a contrattazioni chiuse).
Saipem conferma le prospettive per l’intero 2025 già descritte a febbraio. Resta ferma la convinzione di arrivare, a fine anno, a ricavi per 15 miliardi.