✕

Lo spread di prestiti e mutui: imprese e famiglie del Sud pagano di più. Ecco quanto

(reuters)

Ascolta l'audio

L’indagine Censis-Confcooperative sui costi di finanziamento: 50mila euro in cinque anni a una famiglia calabrese costano 2.300 euro in più che a una emiliana
2 minuti di lettura

MILANO – Dalla riunione odierna della Banca centrale europea non si aspettano tagli ai tassi e quindi non ci sono sconti in vista per i mutuatari: la rata di un finanziamento variabile standard, calcola Facile.it, si arresterà sui valori attuali, intorno ai 616 euro. Ma ci sono altri tassi e un altro spread, tutto interno al Paese, che preoccupa le imprese: quello messo a fuoco da Censis e Confcooperative in uno studio sul “dazio” del credito.

Di che si tratta? Della forbice che separa il costo del credito per le imprese tra le varie aree del Paese e che, calcola lo studio, arriva all’1,89% se si prendono in considerazione le aziende calabresi (5,68%) e le omologhe valdostane (3,79%). “Per un credito a 10 anni da 300 mila euro, un’impresa calabrese paga 33.000 euro in più rispetto a una della Valle D’Aosta – commenta Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – Mentre una famiglia calabrese che chiede un prestito a 5 anni, da 50mila euro, paga 2.300 euro in più rispetto all’Emil…

MILANO – Dalla riunione odierna della Banca centrale europea non si aspettano tagli ai tassi e quindi non ci sono sconti in vista per i mutuatari: la rata di un finanziamento variabile standard, calcola Facile.it, si arresterà sui valori attuali, intorno ai 616 euro. Ma ci sono altri tassi e un altro spread, tutto interno al Paese, che preoccupa le imprese: quello messo a fuoco da Censis e Confcooperative in uno studio sul “dazio” del credito.

Di che si tratta? Della forbice che separa il costo del credito per le imprese tra le varie aree del Paese e che, calcola lo studio, arriva all’1,89% se si prendono in considerazione le aziende calabresi (5,68%) e le omologhe valdostane (3,79%). “Per un credito a 10 anni da 300 mila euro, un’impresa calabrese paga 33.000 euro in più rispetto a una della Valle D’Aosta – commenta Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – Mentre una famiglia calabrese che chiede un prestito a 5 anni, da 50mila euro, paga 2.300 euro in più rispetto all’Emilia Romagna. È la geografia dell’apartheid finanziario italiano: dopo la stretta monetaria del 2022-2023 chi nasce al Sud paga di più”.

I prestiti alle imprese

Nei finanziamenti alle imprese l’analisi mostra una crescente difficoltà a reperire liquidità, specialmente quando si va alle dimensioni più piccole e laddove la percezione di rischio è maggiore. “Tra dicembre 2023 e dicembre 2024, nel segmento a basso rischio, i prestiti alle grandi imprese sono cresciuti del +2,35%, mentre quelli alle micro, piccole e medie imprese languono (rispettivamente -0,68%, -2,40% e -3,63%). Ma è nel segmento ad alto rischio che si concentrano le criticità – si legge nello studio – Le microimprese scendono dal -7,18% al -7,92%. Anche le grandi imprese, se percepite come rischiose passano dal -3,74% a -4,79%”.

I prestiti alle famiglie

Meno scure le tinte del quadro per le famiglie. “A maggio 2025 si registra un incremento tendenziale dell’1,5% dei prestiti concessi, che prosegue la lenta risalita avviata a fine 2024”, si legge nel documento. I tassi sui mutui per l’acquisto di abitazioni sono scesi dal picco del 4,50% del novembre 2023 al 3,17% di maggio 2025. Restano ovviamente lontani i minimi pre-2022, quando eravamo però in una stagione straordinaria che ha portato finanche ai tassi sottozero. Anche qui comunque “incide lo spread territoriale, nel 2024 i prestiti concessi alle famiglie per un periodo superiore all’anno e fino a cinque anni registrano le condizioni più favorevoli in Emilia-Romagna (4,20%), Trentino-Alto Adige (4,40%) e Lombardia (4,75%), dove il costo del prestito si attesta sensibilmente al di sotto della media nazionale (5,08%). Una famiglia calabrese che chiede un prestito da 50mila euro, rimborsabile in cinque anni, paga fino a 2.300 euro in più rispetto a una famiglia dell’Emilia-Romagna”.

Leggi i commenti