ROMA – La trattativa per l’acquisizione del settore difesa di Iveco da parte di Leonardo è alle battute finali. Un passaggio che sarebbe ben visto dal governo italiano e che favorirebbe la chiusura di un’altra operazione: la cessione di Iveco all’indiana Tata Motors. Si tratta, infatti, di due negoziati che si sviluppano su binari paralleli.
Il primo è condotto da Iveco, il secondo da Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che detiene il 27% del gruppo che ha la sede operativa a Torino. La prima operazione è funzionale alla seconda.
E se la cessione del comparto militare della società controllata da Exor - che edita questo giornale attraverso Gedi - dovesse fallire, secondo l’agenzia Bloomberg il settore sarà comunque scorporato per cedere le attività di produzione di veicoli commerciali, …
ROMA – La trattativa per l’acquisizione del settore difesa di Iveco da parte di Leonardo è alle battute finali. Un passaggio che sarebbe ben visto dal governo italiano e che favorirebbe la chiusura di un’altra operazione: la cessione di Iveco all’indiana Tata Motors. Si tratta, infatti, di due negoziati che si sviluppano su binari paralleli.
Il primo è condotto da Iveco, il secondo da Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che detiene il 27% del gruppo che ha la sede operativa a Torino. La prima operazione è funzionale alla seconda.
E se la cessione del comparto militare della società controllata da Exor - che edita questo giornale attraverso Gedi - dovesse fallire, secondo l’agenzia Bloomberg il settore sarà comunque scorporato per cedere le attività di produzione di veicoli commerciali, bus e motori.
Il golden power
Leonardo non è l’unica ad aver presentato un’offerta, in tandem con la tedesca Rheinmetall. È però in pole position. Anche perché la soluzione convincerebbe il governo italiano che ha la possibilità di esercitare il golden power.
Strumento che renderebbe più complessa sia la cessione della divisione specializzata in veicoli militari sia di Iveco a Tata, che ha già in portafoglio marchi come Jaguar e Land Rover.
Secondo Bloomberg il tandem italo-tedesco ha presentato un’offerta di circa 1,6 miliardi, leggermente più bassa rispetto a quella della rivale franco-tedesca Knds, che avrebbe messo sul tavolo 1,9 miliardi, ma più che sufficiente per arrivare a chiudere la trattativa.