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Mps-Mediobanca, anche le Casse sotto la lente della Procura

Piazzetta Cuccia, dove ha sede Mediobanca 

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Acquisiti documenti nelle sedi di Enasarco e Enpam coinvolte nel risiko. L’ente previdenziale dei medici: “Diamo fastidio”
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MILANO – Si amplia il raggio del faro che la procura di Milano ha acceso sul risiko bancario e sui suoi protagonisti. Ieri è emerso che i militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf hanno fatto visita nelle scorse settimane alla Fondazione Enasarco (la Cassa di previdenza degli agenti di commercio) e all’Enpam (l’Ente previdenziale dei medici) per acquisire documenti sull’operatività sui titoli di Mediobanca e Mps, opposti poli della battaglia finanziaria in corso con Siena che ha avviato l’offerta per conquistare Piazzetta Cuccia. Mossa cui l’Enpam risponde a muso duro: «I medici investono sulle banche italiane, ma a qualcuno dà fastidio».

Probabile che dalle carte acquisite gli inquirenti cerchino dettagli su come sia maturato il processo di investimento degli Enti. Le due Casse avevano partecipato all’assemblea senese del 17 aprile che diede il via con maggioranza schiacciante all’Ops su Mediobanca: Enasarco era indicata allora oltre il 3% del Monte, mentre Enpam e…

MILANO – Si amplia il raggio del faro che la procura di Milano ha acceso sul risiko bancario e sui suoi protagonisti. Ieri è emerso che i militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf hanno fatto visita nelle scorse settimane alla Fondazione Enasarco (la Cassa di previdenza degli agenti di commercio) e all’Enpam (l’Ente previdenziale dei medici) per acquisire documenti sull’operatività sui titoli di Mediobanca e Mps, opposti poli della battaglia finanziaria in corso con Siena che ha avviato l’offerta per conquistare Piazzetta Cuccia. Mossa cui l’Enpam risponde a muso duro: «I medici investono sulle banche italiane, ma a qualcuno dà fastidio».

Probabile che dalle carte acquisite gli inquirenti cerchino dettagli su come sia maturato il processo di investimento degli Enti. Le due Casse avevano partecipato all’assemblea senese del 17 aprile che diede il via con maggioranza schiacciante all’Ops su Mediobanca: Enasarco era indicata allora oltre il 3% del Monte, mentre Enpam era al 2% e ora fa sapere di esser scesa allo 0,16%. Nel corso dell’anno, Enasarco - contattata senza successo - ha pure costruito una posizione al 2,5% di Piazzetta Cuccia, che vale ai corsi attuali intorno ai 390 milioni: esposizione finita nel mirino del Ft, che ha notato come questa voce pesi da sola per i due terzi dell’allocazione prevista per l’azionario europeo. Anche l’Enpam siede tra i soci dell’istituto milanese: era all’1% allo stacco cedola del 19 maggio ed è salita all’1,98% in vista dell’assemblea del 16 giugno (mai celebrata) che avrebbe dovuto lanciare l’operazione Banca Generali. Quota che vale oggi oltre 300 milioni, su un patrimonio di 29 miliardi, di cui 2,5 investiti nell’azionario italiano. Acquisti che hanno fatto storcere il naso di qualche iscritto, che avrebbe preferito stare alla larga dal risiko. E che si è chiesto perché fossero avvenuti con i prezzi dei titoli alle stelle.

Le Casse previdenziali, indicate al 5,5% di Mediobanca (considerando anche l’1% da tempo in pancia alla Forense), possono giocare un ruolo nell’Ops avviata da Mps, che punta al risultato minimo del 35% e conta sul supporto della Delfin della famiglia Del Vecchio e del gruppo Caltagirone, forti di quasi il 30% di Piazzetta Cuccia. Confermando la visita della Gdf di cui ha dato notizia il Sole24Ore, l’Enpam risponde che «investe nel settore bancario da diversi anni, ottenendo cospicui rendimenti a vantaggio dei medici» e che lo fa non direttamente ma attraverso «soggetti di mercato». Riprende poi le parole del mese scorso del presidente Alberto Oliveti, fresco di nomina al terzo mandato dopo il cambio statutario dell’Ente: «Sulle banche siamo accusati di scorribande finanziarie», mentre il valore investito «in Mps e Mediobanca è aumentato di 115 milioni, di cui metà già incassati». Per l’Enpam il ruolo centrale assunto «ha lasciato evidentemente qualcuno scontento» e «a Milano c’è chi si è rivolto alla magistratura».

Questa già era attiva – con i pm Giovanni Polizzi e Luca Gaglio e l’aggiunto Roberto Pellicano – a seguito di una querela di Mediobanca per far luce sulle modalità del collocamento accelerato con cui il Tesoro, tramite Banca Akros, nel novembre 2024 aveva ceduto in pochi minuti il 15% del Monte a Caltagirone, Delfin, Banco Bpm e Anima.

Il faldone si fa ora più pesante. Mentre il vicepresidente M5S, Mario Turco, attacca: «Il coinvolgimento del Governo nel risiko risulta sempre più inquietante e gelatinoso».

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