Aerei, aumentano le collisioni con uccelli in Italia: +8,36% nel 2024. Piccioni la nuova incognita
di Aldo FontanarosaROMA – Aumentano nei cieli italiani, nel 2024, le collisioni tra animali selvatici e aerei (in fase di decollo e di atterraggio). Nei 12 mesi, la crescita è dell’8,36% rispetto all’anno precedente e vede protagonisti ancora loro: gli uccelli.
La Freccia Tricolore
La perdita di quota di una Freccia Tricolore, a Caselle nel 2023, è stata causata dalla intrusione di un gabbiano o di una cornacchia nel motore. L’incidente ha causato la morte di una bambina di 5 anni, investita dalla Freccia.
A novembre del 2024, un Boeing della cinese Hainan Airlines ha sofferto un “bird strike” dopo il decollo su Roma Fiumicino. Evento che ha costretto i cinesi a un precipitoso ritorno nello scalo della Capitale italiana.
Al netto di una possibile corresponsabilità umana, gli uccell…
ROMA – Aumentano nei cieli italiani, nel 2024, le collisioni tra animali selvatici e aerei (in fase di decollo e di atterraggio). Nei 12 mesi, la crescita è dell’8,36% rispetto all’anno precedente e vede protagonisti ancora loro: gli uccelli.
La Freccia Tricolore
La perdita di quota di una Freccia Tricolore, a Caselle nel 2023, è stata causata dalla intrusione di un gabbiano o di una cornacchia nel motore. L’incidente ha causato la morte di una bambina di 5 anni, investita dalla Freccia.
A novembre del 2024, un Boeing della cinese Hainan Airlines ha sofferto un “bird strike” dopo il decollo su Roma Fiumicino. Evento che ha costretto i cinesi a un precipitoso ritorno nello scalo della Capitale italiana.
Al netto di una possibile corresponsabilità umana, gli uccelli hanno avuto un ruolo determinante nell’incidente della Jeju Air che, il 29 dicembre 2024, ha comportato la morte di 179 persone in Corea del Sud.
Anche i rettili
L’Enac, quindi, conta 2.618 impatti nel nostro Paese nel 2024. L’impennata non è colpa degli aeroporti, che continuano ad attuare una strategia di prevenzione.
Il problema semmai è che il traffico aereo è ancora aumentato in Italia, con un più 7,22% dei movimenti. Siamo passati, per la precisione, dai 1.615.903 del 2023 ai 1.732.522 del 2024. Di conseguenza, crescono anche le collisioni.
Di questi 2.618 impatti:
- 2.487 si sono verificati con uccelli (95%, incluse le specie non identificate),
- 129 con mammiferi (5%)
- e 2 con rettili (0,08%).
La lepre a rischio
Gli impatti multipli – con più di un animale – sono stati il 6% del totale, quelli con danneggiamento il 3%, gli impatti che hanno generato un effetto sul volo il 5% mentre le ingestioni nei motori sono state il 5%.
Il record di scontri è con le rondini (245 eventi) e i gabbiani reali (175 eventi). A seguire ecco il gheppio (148) e i piccioni, in forte aumento (+62%). Tra i mammiferi, la lepre resta la specie più colpita.
L’identificazione
Una incognita nella politica di prevenzione degli incidenti è legata alle carcasse degli animali che si schiantano sulla carlinga del velivolo oppure entrano nel suo motore.
E’ evidente che le indagini non riescono a individuare sempre il tipo di animale coinvolto, proprio per l’impossibilità di ritrovarne la carcassa. Questo succede nel 56% dei casi.
La lacuna informativa sarà colmata grazie alla Convenzione tra l’Enac e il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Torino.
Spiega Claudio Eminente, direttore centrale di Enac che le due realtà daranno vita al "Feather Identification Lab Italy" (FLABI), il primo laboratorio nazionale dedicato all'identificazione forense dei resti di scontro tra aereo, uccello, mammifero.
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