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Mediaset rilancia su ProsebienSat, ora il Biscione spera nel via libera di Berlino

Pier Silvio Berlusconi 

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Mfe migliora del 23% l’offerta in contanti e azioni Pier Silvio Berlusconi: “Progetto industriale, non vogliamo il 100%”
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MILANO – Mfe si avvicina a realizzare il sogno di un colosso della tv commerciale europea con cuore italiano, che vuole unire le attività di Mediaset, e della controllata spagnola Telecinco con quelle della partecipata tedesca Prosiebensat (30,2% del capitale).

Ieri Pier Silvio Berlusconi ha infatti rilanciato rispetto all’offerta promossa lo scorso marzo, mettendo sul piatto tra contanti e azioni il 23% in più (o 8,1 per ogni Prosiebensat) e un ricco pacchetto di sinergie sui ricavi e sui costi capace di persuadere sia le autorità tedesche che il management guidato da Bert Habets.

Offerta più ricca è maxi sinergie per tutti

Mfe ha infatti confermato i 4,48 in cash di marzo, triplicando la componente in azioni, che sale da 0,4 a 1,3 titoli Mfe di categoria…

MILANO – Mfe si avvicina a realizzare il sogno di un colosso della tv commerciale europea con cuore italiano, che vuole unire le attività di Mediaset, e della controllata spagnola Telecinco con quelle della partecipata tedesca Prosiebensat (30,2% del capitale).

Ieri Pier Silvio Berlusconi ha infatti rilanciato rispetto all’offerta promossa lo scorso marzo, mettendo sul piatto tra contanti e azioni il 23% in più (o 8,1 per ogni Prosiebensat) e un ricco pacchetto di sinergie sui ricavi e sui costi capace di persuadere sia le autorità tedesche che il management guidato da Bert Habets.

Offerta più ricca è maxi sinergie per tutti

Mfe ha infatti confermato i 4,48 in cash di marzo, triplicando la componente in azioni, che sale da 0,4 a 1,3 titoli Mfe di categoria A per ogni Prosiebensat. «Abbiamo alzato la nostra offerta - ha detto Berlusconi - non perché la prima fosse inadeguata, ma perché crediamo nel progetto industriale che sosteniamo da anni come primi azionisti. Continuiamo a crederci, nonostante i risultati di Prosiebensat rendano più urgente agire». Le autorità bavaresi avevano già incontrato Berlusconi a Monaco dando il loro apprezzamento, e a settembre è fissato un incontro a Berlino con il ministro della Cultura tedesco, Wolfram Weimer per illustrare il piano, garantire la pluralità dell’informazione e l’occupazione.

Berlusconi, che ha studiato l’operazione insieme a Bcg, stima di realizzare a partire dal 2029 fino a 419 milioni di sinergie l’anno a livello di utile operativo e di farlo senza toccare i dipendenti e in buona parte aumentando i ricavi (il 46% del totale, contro il 54%di sinergie sui costi). «La nostra è una proposta industriale – ha aggiunto il numero uno Mfe - non miriamo al controllo totale, ma a una flessibilità che ci consenta di dare una direzione chiara basata su una visione comune». L’obiettivo resta quello di realizzare «un gruppo europeo forte, con radici locali e una scala adeguata per competere a livello globale».

Una tv europea, che crea valore per spettatori e investitori

Non è un caso, infatti, che il rilancio arrivi all’indomani dell’accordo su dazi tra Europa e Usa, e prima dei conti semestrali di Prosiebensat, attesi giovedì 31, che potrebbero essere ancora negativi. Per la prima volta, infatti, ieri l’ad Bert Habets ha dato segnali di apertura a Mfe, definendo la nuova offerta «wellcome» (benvenuta ndr), anche se la decisione in merito spetta al cda di Prosiebensat, che sarà convocato a breve. Insomma secondo Berlusconi serve un gruppo europeo che fa squadra per «rafforzare l’offerta editoriale e creare valore sia per i telespettatori sia per gli investitori».

Dato che i soci di Prosiebensat riceveranno 1,3 azioni Mfe di categoria A, oltre che 4,48 euro in contanti, potranno partecipare alla creazione di valore che si genererà con l’operazione: Mfe stima che l’utile per azione dei titoli tedeschi potrebbe salire fino al 194% a seconda degli scenari. Più alte saranno le adesioni, più sinergie potranno essere realizzate soprattutto se Mfe riuscirà a salire sopra il 51% di Prosiebensat. «Tutti gli azionisti di Mfe ne trarranno un beneficio, con una crescita dell’utile per azione superiore al 50% e fino al +80% in caso di adesione totale – ha detto Berlusconi- . Se esistono alternative migliori, siamo pronti ad ascoltarle. Ma ad oggi il nostro è l’unico progetto concreto per un broadcaster europeo indipendente, credibile e competitivo».

Attesa sulle mosse dei cechi di Ppf

L’unica alternativa potrebbe essere un rilancio da parte dei cechi di Ppf (padroni del 15% della tv tedesca) che hanno promosso un’Opa parziale a 7 euro per azione. Secondo Jp Morgan Ppf potrebbe anche alzare la posta, ma dato che la sua è una partecipazione finanziaria, sarebbe più logico per il gruppo ceco «aderire all’offerta di Mfe», magari negoziando qualche vantaggio sulla governance. Ieri a Francoforte le azioni Prosiebensat solo salite dell’11,7% a 7,87 euro, restando sempre sotto l’Opas italiana dato che ieri le Mfe di categoria A sono scese del 6% a 2,65 euro (il concambio ai valori di mercato di ieri era infatti 7,92 euro). I titoli Mfe di categoria B, sono invece calati del 2% a 3,7 euro.

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