Economia

Stellantis, l’impatto dei dazi sale a 1,5 miliardi

Stellantis, l’impatto dei dazi sale a 1,5 miliardi

Il costruttore di auto italo-francese ripristina i target. L’ad Filosa: “Il 2025 è difficile ma in graduale miglioramento”. Nuovo piano industriale al Capital Market Day di inizio 2026: “C’è molto lavoro da fare in Nord America ed Europa, ma abbiamo voltato pagina”

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ROMA – Stellantis aggiorna la sua stima dell'impatto tariffario netto del 2025 a circa 1,5 miliardi di euro, di cui 0,3 miliardi di euro sostenuti nel primo semestre del 2025. Un ritocco al rialzo. Le previsioni ora sono sul dente più alto della precedente forchetta che oscillava tra 1 e 1,5 miliardi nonostante l’accordo tra Usa e Ue e la decisione degli Stati Uniti di concedere all’automotive di rientrare nel dazio base del 15%. Il costruttore italo-francese “mantiene un forte impegno con i responsabili politici competenti, proseguendo al contempo la pianificazione degli scenari a lungo termine”, si legge nella nota in cui diffonde i conti del primo semestre. E Filosa nella call con gli analisti ha poi annunciato che presenterà il nuovo piano industriale nel Capital Market Day che sarà fissato all’inizio del 2026.

Le tariffe di Trump

Dopo l’accordo tra Ue e Usa il nuovo ad guarda con attenzione allo sviluppo dei rapporti tra Stati Uniti con il Canada e il Messico. “Come abbiamo detto fin dal primo giorno, capiamo e supportiamo la strategia generale dell'amministrazione del presidente Trump per spingere l'occupazione e la produzione dei costruttori e dei fornitori americani, usando anche i dazi come uno strumento. Siamo in dialogo costruttivo con le istituzioni e gli attori politici americani, così con quelli messicani e canadesi", dice Filosa. "Ora siamo in una fase in cui gli Stati Uniti negoziano sui dazi con singoli Paesi o gruppi di Paesi. Noi vorremmo che fosse riconosciuto in modo adeguato che anche nei veicoli prodotti nelle fabbriche fuori dagli Stati Uniti, in Canada e in Messico per esempio, c'è un alto contenuto di componenti americani".

Stellantis ripristina gli obiettivi finanziari

Stellantis ha avviato le previsioni finanziarie per il secondo semestre del 2025. La società prevede un aumento dei ricavi netti, un reddito operativo lordo a una sola cifra e risultati free cash flow industriali migliorati nel secondo semestre del 2025. Le previsioni sono fatte tenendo conto dell’accordo in essere tra Stati Uniti ed Europa

I conti del primo semestre 2025

Stellantis ha chiuso il primo semestre dell'anno con una perdita netta di 2,3 miliardi che sconta 3,3 miliardi di oneri netti esclusi dall'utile operativo rettificato, in calo rispetto al primo semestre del 2024, che aveva registrato un utile di 5,6 miliardi. I ricavi netti ammontano a 74,3 miliardi di euro, in calo del 13% rispetto al primo semestre del 2024, principalmente per i cali su base annua in Nord America e nell'Europa allargata, parzialmente compensati dalla crescita in Sud America. Bene le performance aqnche in Africa e Medio Oriente.

Filosa: “Risolveremo i problemi”

"Le mie prime settimane da ceo hanno confermato la mia ferma convinzione che risolveremo i problemi di Stellantis capitalizzando su tutto ciò che c'è di buono in Stellantis, a partire dalla forza, dall'energia e dalle idee delle nostre persone, insieme ai nuovi fantastici prodotti che stiamo lanciando sul mercato. Il 2025 si sta rivelando un anno difficile, ma anche di graduale miglioramento". E’ il commento dell'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa. "I segnali di progresso sono evidenti confrontando il primo semestre del 2025 con il secondo semestre del 2024, sotto forma di volumi, ricavi netti e reddito operativo lordo n crescita - spiega Filosa - nonostante l'intensificarsi delle difficoltà esterne. Il nostro nuovo team dirigenziale, pur essendo realista riguardo alle sfide, continuerà a prendere le decisioni necessarie per ripristinare una crescita redditizia e risultati significativamente migliori".

Consegne in crescita del 5%

I flussi di cassa industriali netti sono pari a 3 miliardi di euro, la liquidità industriale totale disponibile al 30 giugno 2025 è di 47,2 miliardi, superiore al rapporto target prefissato rispetto ai ricavi netti. Lo stock complessivo delle consegne è di 1,2 milioni di unità, l'1% in più rispetto alla fine del 2024, con i nuovi prodotti lanciati e le consegne consolidate cresciute del 5%.

Molto lavoro da fare in Nord America ed Europa

"Abbiamo ancora molto lavoro da fare in Nord America. In particolare, ci stiamo concentrando su alcuni punti: riportare i prodotti nei segmenti in cui siamo stati assenti, migliorare l'esecuzione industriale a partire dalla qualità e rinvigorire le prestazioni del canale flotte", ha sottolineato Filosa nella call con gli analisti. "In Europa, dobbiamo migliorare l'esperienza dei clienti attraverso una maggiore qualità dei prodotti. In secondo luogo, dobbiamo migliorare la nostra esecuzione industriale, per esempio dobbiamo essere più rapidi nel lanciare nuovi prodotti ben accolti come la Fiat Grande Panda", ha detto Filosa, sottolineando che "in Europa, come in Nord America, dobbiamo aumentare la redditività". Va detto, ha spiegato il ceo, che "il contesto europeo è difficile per tutti i produttori di auto. Ma sentiamo che abbiamo voltato pagina, la quota di mercato sta migliorando".

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