Intesa Sanpaolo, 5,2 miliardi di utile nel primo semestre. Messina: “Il migliore di sempre”
di Andrea GrecoMILANO – Intesa Sanpaolo batte le attese nel secondo trimestre, con un l'utile netto a fine giugno che si attesta a 2,6 miliardi di euro, poco più delle attese del mercato, come dei 2,5 miliardi di profitti realizzati nel secondo trimestre 2024. L’utile netto conseguito nei primi sei mesi dalla prima banca italiana sale pertanto a 5,2 miliardi di euro, in crescita del 9,4% rispetto ai 4,77 miliardi del primo semestre dell'anno scorso.
I risultati conseguiti finora consentono all’istituto di stimare “una prospettiva di utile netto per il 2025 migliorata a ben oltre 9 miliardi di euro, includendo le azioni gestionali previste nel quarto trimestre dell'anno per l'ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati”, si legge in una nota.
MILANO – Intesa Sanpaolo batte le attese nel secondo trimestre, con un l'utile netto a fine giugno che si attesta a 2,6 miliardi di euro, poco più delle attese del mercato, come dei 2,5 miliardi di profitti realizzati nel secondo trimestre 2024. L’utile netto conseguito nei primi sei mesi dalla prima banca italiana sale pertanto a 5,2 miliardi di euro, in crescita del 9,4% rispetto ai 4,77 miliardi del primo semestre dell'anno scorso.
I risultati conseguiti finora consentono all’istituto di stimare “una prospettiva di utile netto per il 2025 migliorata a ben oltre 9 miliardi di euro, includendo le azioni gestionali previste nel quarto trimestre dell'anno per l'ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati”, si legge in una nota.
L’ad Messina: “Resteremo leader in Europa per anni”
L’ad Carlo Messina ha detto: “Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati raggiunti nel primo semestre del 2025: Intesa Sanpaolo vede consolidarsi un ruolo unico tra le grandi banche europee, essendo in grado di assicurare un Roe (rendimento del capitale, ndr) del 20%, con una delle più elevate remunerazioni agli azionisti combinata con la promozione di un programma dalla vasta portata volto alla riduzione delle ineguaglianze e al supporto delle persone in maggiore difficoltà”. Il banchiere romano ha notato che il primo semestre contabile per Intesa Sanpaolo “chiude con utile netto di 5,2 miliardi, il migliore di sempre”, e che “ricavi, commissioni e attività assicurativa hanno raggiunto livelli record”.
Anche a fronte dei risultati conseguiti, il manager romano ha ribadito la volontà di non partecipare al consolidamento tra banche che impazza a Piazza Affari: "Non cambierò idea sulla volontà di non entrare nel processo di consolidamento del settore bancario italiano. Il nostro atteggiamento è stare assolutamente senza alcun tipo di coinvolgimento, anche perché avremmo rilevanti questioni antitrust in Italia". “Quello che avviene in Italia l'ho definito da far west e posso dire che non mi piace. Lo stile di Intesa Sanpaolo è completamente diverso". Messina ha aggiunto che la banca inizia a vedere “una ripresa del trend di crescita dei prestiti, grazie anche alla riduzione della pressione competitiva derivante da questa folle propensione alle operazioni di acquisizione che abbiamo avuto negli ultimi mesi in Italia". Intesa Sanpaolo su queste basi stima di alzare tra il 2 e il 5% i finanziamenti verso la clientela nel secondo semestre, mentre nel primo appena chiuso li ha ridotti dello 0,7% a 418,6 miliardi.
“Il nostro modello di business ben diversificato, la nostra solidità patrimoniale e la forte capacità di generare reddito sono i pilastri del successo di Intesa Sanpaolo – ha aggiunto -. Siamo convinti che il potenziale già presente all’interno del gruppo ci confermerà leader in Europa anche per i prossimi anni".
Limano i ricavi da interessi, salgono tutte le altre entrate
Tutte le voci principali del conto economico mostrano segnali di progresso o di relativa tenuta. Il margine d’interesse tra aprile e giugno, malgrado il calo dei tassi in Europa, lima a 3.800 milioni (erano 4.028 un anno prima), mentre le commissioni sul risparmio gestito e altro sono salite a 2.449 milioni (da 2.387 milioni). Gli utili dell’attività assicurativa salgono a 460 milioni (da 448 milioni), mentre sul fronte dei costi, quelli operativi che comprendono le remunerazioni sono stabili a 2.664 milioni, quelli per le perdite su crediti scendono a 281 milioni (erano 320 milioni un anno prima). Pertanto il risultato corrente lordo aumenta a 3.993 milioni, dai 3.808 del secondo trimestre 2024.
I risultati del primo semestre "portano ad un significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, e a un significativo ritorno cash per gli azionisti, con circa 3,7 miliardi di dividendi maturati nel semestre, di cui circa 3,2 miliardi previsti come acconto da distribuire nel prossimo novembre, che si aggiungono al riacquisto di azioni da 2 miliardi di euro avviato a giugno 2025”.