MILANO – Prima ancora dell’entrata in vigore dei nuovi dazi l’economia italiana comincia ad avvertire i primi scricchiolii. Secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat il Pil è sceso dello 0,1% nel secondo trimestre, crescendo invece dello 0,4% su base tendenziale. Un rallentamento rispetto a quanto registrato nei primi tre mesi dell’anno, quando il Pil era salito dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,7% sui dodici mesi.
La crescita acquisita nel corso dell’anno, cioè il dato che si registrerebbe a fine anno se i prossimi due trimestri fossero a crescita zero, è dello 0,5%, un decimo di punto sotto lo 0,6% indicato dal governo nel Dfp.
Tiene la domanda interna, frena la componente estera
Nel suo commento ai dati, l’istituto spiega che la nuova stima “riflette una diminuzione sia del comparto primario sia di quello industriale, mentre il settore dei servizi ha registrato, nel complesso dei tre mesi, una sostanziale stazionarietà. Dal lato della domanda, la componente nazionale, misurata al lordo delle scorte, è in crescita, mentre si registra una diminuzione consistente della componente estera netta”.
Un rallentamento, quello del secondo trimestre dell'anno, che secondo Nicola Nobile, capoeconomista per l'Italia di Oxford Economics, si lega alla dinamica dell'export: "E' plausibile ricondurlo ad una normalizzazione delle esportazioni nette dopo il forte dato del primo trimestre, con il Pil che era cresciuto dello 0.3% su base trimestrale". Alla luce di questo segno "meno", però, l'istituto rivede la stima per l'interno anno portandola a una crescita di circa lo 0,5%. "Nel complesso, ci aspettiamo una leggera crescita dell’attività economica nei prossimi trimestri", scrive Nobile in una nota aggiungendo: "Le nostre previsioni rimarranno sostanzialmente invariate alla luce dell'accordo commerciale tra UE e Stati Uniti. Sebbene l’aliquota tariffaria effettiva risulterà leggermente superiore rispetto allo scenario di riferimento attuale, il venir meno dell'incertezza e l’assenza di misure ritorsive da parte dell’Unione Europea ne attenueranno l’impatto complessivo".
Rallenta anche la Germania
Segno meno anche per il Pil tedesco, diminuito dello 0,1% nel secondo trimestre rispetto al trimestre precedente, in linea con le previsioni, secondo i dati preliminari pubblicati dall'ufficio statistico. Su base annua la crescita si attesta al +0,4% contro stime a +0,2% e lo 0,0% precedente