Ita, i tedeschi prudenti: “Un solo nuovo aereo a lungo raggio per anno”. I sindacati: piano debole
di Aldo FontanarosaROMA – I tedeschi di Lufthansa, azionisti di Ita Airways al 41%, e il nostro ministero dell’Economia (59%) delineano il Piano di sviluppo industriale per il vettore italiano al 2030. Il via libera arriva oggi nel Consiglio di amministrazione di Ita, che approva un documento nel segno della prudenza.
Ogni anno, Ita metterà in pista un solo nuovo velivolo a lungo raggio (quelli che procurano i maggiori utili) a partire dal 2026. Al 2030, dunque, gli ingressi nel lungo raggio saranno 5.
Alla fine, la flotta di Ita si attesterà sui 100 aeromobili. Non tanti. Al momento, il vettore ha già 99 velivoli (dato di dicembre 2024). La novità è che gli aerei di vecchia generazione (35 su 99 a Natale scorso) saranno sostituti da “macchine” avanzate, soprattutto per il medio e lungo raggio.
Una flotta completamente rinnovata – che è dunque nei progetti di Ita – sarà costituita di qui al 2030, alla scadenza del primo Piano industriale dell’era Lufthansa.
ROMA – I tedeschi di Lufthansa, azionisti di Ita Airways al 41%, e il nostro ministero dell’Economia (59%) delineano il Piano di sviluppo industriale per il vettore italiano al 2030. Il via libera arriva oggi nel Consiglio di amministrazione di Ita, che approva un documento nel segno della prudenza.
Ogni anno, Ita metterà in pista un solo nuovo velivolo a lungo raggio (quelli che procurano i maggiori utili) a partire dal 2026. Al 2030, dunque, gli ingressi nel lungo raggio saranno 5.
Alla fine, la flotta di Ita si attesterà sui 100 aeromobili. Non tanti. Al momento, il vettore ha già 99 velivoli (dato di dicembre 2024). La novità è che gli aerei di vecchia generazione (35 su 99 a Natale scorso) saranno sostituti da “macchine” avanzate, soprattutto per il medio e lungo raggio.
Una flotta completamente rinnovata – che è dunque nei progetti di Ita – sarà costituita di qui al 2030, alla scadenza del primo Piano industriale dell’era Lufthansa.
United e Air China
Ora, Lufthansa sa benissimo che i soldi si fanno sul lungo raggio. In prospettiva, Ita varerà nuove rotte intercontinentali e soprattutto si integrerà con gli storici alleati di Lufthansa nel Nord America (United e Air Canada) e in Oriente (Ana, Singapore Airlines e Air China).
Ma queste integrazioni prenderanno forma nel 2026, quando Ita completerà anche il suo pieno ingresso nel patto commerciale Star Alliance. Prima serve il via libera delle autorità internazionali di garanzia.
Nuove assunzioni sembrano escluse per il 2025: invece “a partire dal 2026 sarà implementato un programma di crescita del personale, strettamente connesso all’evoluzione della flotta e del network della compagnia”.
La connettività
Dice Joerg Eberhart, ad di Ita: “Con l’espansione del network, l’adozione di tecnologie di ultima generazione, gli accordi con grandi partner globali e l’impegno verso l’eccellenza del servizio riusciremo a convincere, da qui al 2030, sempre più passeggeri che partono non solo dall’Italia ma anche da altri Paesi per venire in Italia a scegliere Ita”.
In questo modo – aggiunge il manager – “saranno create opportunità lavorative attraenti e indotto per l’industria del trasporto aereo”.
Ecco il presidente di Ita, Sandro Pappalardo: “Poniamo le basi per continuare ad essere il vettore italiano di riferimento con un ruolo strategico nel sistema Paese e ad incrementare la connettività con il resto del mondo”.
Rabbia sindacale
I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, Anpac e Anp - arrabbiati - pongono intanto una questione di metodo.
Ita vara il Piano Industriale senza attivare - denunciano - «il previsto confronto con le organizzazioni sindacali che rappresentano gli oltre 5000 lavoratori» della compagnia, ai quali «si manca di rispetto».
Il Piano Industriale è, soprattutto, «debole e rinunciatario». Non si capisce «con quali aeromobili sarebbe possibile mantenere le promesse di ampliamento del network di medio e, soprattutto, di lungo raggio».
“Una stagione di conflitto”
I modesti investimenti lasciano presagire infine che Ita farà poche, pochissime assunzioni. Dopo la tregua estiva - «imposta dalla legge sugli scioperi nei servizi essenziali» - i sindacati saranno «costretti ad attivare tutte le iniziative necessarie».
In un simile scenario - concludono - «si aprirà inevitabilmente, una nuova stagione di conflitto».