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Lusso in ordine sparso: Hermés e Prada crescono, Zegna cala ma aumenta le vendite nei suoi negozi

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Tutte e tre le griffe registrano una crescita significativa nelle Americhe, nonostante l’impatto del dollaro e in attesa della nuova politica dei dazi
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MILANO – Hermés, Zegna e Prada licenziano tutti insieme i risultati di un semestre positivo, con qualche piccolo neo, e nonostante un contesto davvero difficile brillano rispetto ai rivali nelle categorie di riferimento.

Hermés si conferma lusso assoluto

Il colosso francese del lusso assoluto ha chiuso la prima metà dell’anno con ricavi in aumento del 7,1% a 8 miliardi di euro (e più 8% a parità di cambi), con il contributo positivo di tutte le aree geografiche. Va detto che la crescita delle Americhe (+12% nel periodo) è stata accompagnata da un aumento dei prezzi, per contrastare la debolezza del dollaro e in vista delle tariffe, che ora dopo l’accordo tra Usa e Europa di una tariffa doganale al 15% dovrebbe invece stabilizzarsi. Crescono sia la divisone pelle e accessori (+4%) sia quella della seta e dell'abbigliamento (+4%), sia quella della bigiotteria e degli accessori per la casa (+10%), mentre calano quella dedicata ai profumi e alla cosmetica (-4%) e quella degli orologi (-8%…

MILANO – Hermés, Zegna e Prada licenziano tutti insieme i risultati di un semestre positivo, con qualche piccolo neo, e nonostante un contesto davvero difficile brillano rispetto ai rivali nelle categorie di riferimento.

Hermés si conferma lusso assoluto

Il colosso francese del lusso assoluto ha chiuso la prima metà dell’anno con ricavi in aumento del 7,1% a 8 miliardi di euro (e più 8% a parità di cambi), con il contributo positivo di tutte le aree geografiche. Va detto che la crescita delle Americhe (+12% nel periodo) è stata accompagnata da un aumento dei prezzi, per contrastare la debolezza del dollaro e in vista delle tariffe, che ora dopo l’accordo tra Usa e Europa di una tariffa doganale al 15% dovrebbe invece stabilizzarsi. Crescono sia la divisone pelle e accessori (+4%) sia quella della seta e dell'abbigliamento (+4%), sia quella della bigiotteria e degli accessori per la casa (+10%), mentre calano quella dedicata ai profumi e alla cosmetica (-4%) e quella degli orologi (-8%).

L’utile operativo ricorrente è invece salito del 6% a 3,3 miliardi di euro, frenato dall'effetto cambi negativo, che però non ha impedito a Hermés di chiudere il semestre con uni margine sull'utile operativo ricorrente è pari al 41,4%, contro il 42% di un anno prima. L’utile netto calo invece del 5% a 2,2 miliardi di euro, a causa del contributo eccezionale richiesto in Francia alle grandi aziende, al netto del quale la maison avrebbe registrato profitti in aumento del 6% a 2,5 miliardi, generando comunque una cassa imponente e pari a 1,8 miliardi di euro.

Prada cresce al traino di Miu Miu

Prada archivia la prima metà dell’anno, con un fatturato in aumento dell’8% a 2,74 miliardi anno su anno (e + 9% a parità di cambi) dove le vendite nei negozi di proprietà salgono dell’8% (e +10% a parità di cambi) anche se Prada rallenta la sua corsa (-1,9% nel primo trimestre e -3,6% nel secondo) per una base di confronto sfidante rispetto allo scorso semestre, mentre Miu Miu conferma la traiettoria di crescita sostenuta con vendite in aumento del 49% nel semestre e del 40% nel secondo trimestre.

L’utile operativo rettificato sale dell’8% a 619 milioni, ovvero con un margine del 22,6%, in linea con l'anno precedente, mentre l’utile netto sale invece di poco a 386 milioni, dai 383 del giugno 2024, con una generazione di cassa in aumento che sfiora 0,7 miliardi nel periodo (696 milioni per la precisione).

Zegna cala per colpa di Thom Browne

Infine il Gruppo Zegna chiude il primo semestre con ricavi in calo del 3% a 927,7 milioni ( e meno 2% a tassi di cambio costanti), ma con il canale dei negozi diretti in crescita del +6% organic, a scapito di quello dei negozi di terzi (-27%) che riflette la scelta della società di potenziare un rapporto dirette con la clientela e spingere sul fatto su misura.


Se il marchio Zegna cresce a parità di cambi dell’1,6% come del resto Tom Ford (+2%), a frenare è invece Thom Browne (-21,6%) che è in fase di rilancio, tant’è che ieri il gruppo ha nominato Sam Lobban come nuovo ad della griffe americana. Per guidare una nuova fase di crescita. Le Americhe (+6,8% e +9,3 a parità di cambi) sono andate meglio del mercato, nonostante i prezzi siano rimasti stabili fino a giugno, quando c’è stato un lieve ritocco in previsione dell’accordo sulle tariffe.

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