MILANO – Risultati di lusso ma non per tutti. Se i ricavi di Prada sono quelli che crescono di più in termini percentuali (+9% a parità di cambi a 2,74 miliardi), Hermès si conferma regina quanto a redditività con un rapporto tra utile operativo e ricavi al 41,4% (solo in lieve calo dal 42% dello stesso periodo 2024). Zegna tuttavia chiude un semestre in lieve calo per colpa di Thom Browne (-21% la griffe, e meno 2% il gruppo), ma registra un ottimo progresso nei negozi a gestione diretta (+6%).
Le vendite in Usa continuano ad andare bene
Infine tutte le griffe dell’alto di gamma che ieri hanno annunciato i conti semestrali mostrano un positivo andamento delle vendite in America (+11,7% Hermès, +12% Prada e +9,6% Zegna), segno che il consumatore Usa, nonostante tutto, ha ancora…
MILANO – Risultati di lusso ma non per tutti. Se i ricavi di Prada sono quelli che crescono di più in termini percentuali (+9% a parità di cambi a 2,74 miliardi), Hermès si conferma regina quanto a redditività con un rapporto tra utile operativo e ricavi al 41,4% (solo in lieve calo dal 42% dello stesso periodo 2024). Zegna tuttavia chiude un semestre in lieve calo per colpa di Thom Browne (-21% la griffe, e meno 2% il gruppo), ma registra un ottimo progresso nei negozi a gestione diretta (+6%).
Le vendite in Usa continuano ad andare bene
Infine tutte le griffe dell’alto di gamma che ieri hanno annunciato i conti semestrali mostrano un positivo andamento delle vendite in America (+11,7% Hermès, +12% Prada e +9,6% Zegna), segno che il consumatore Usa, nonostante tutto, ha ancora voglia di premiarsi. Rallenta invece la crescita dei ricavi in Europa, dove si sente la mancanza dei turisti americani, per cui viaggiare con il dollaro debole è diventato più costoso, ma fare acquisti di lusso senza Iva e senza dazi potrebbe essere un vantaggio.
Prada cresce con Miu Miu in attesa di Versace
Prada chiude con risultati che l’ad Andrea Guerra ha definito «solidi e sani» dove la crescita che tra maggio e giugno rallenta, è trainata da Miu Miu (+49% nel primo trimestre e +40% nel secondo) e dove invece il marchio che dà nome al gruppo segna un calo (-1,9% nel primo trimestre e -3,6% nel secondo) anche per i risultati eccezionali dello stesso periodo 2024. Tuttavia, secondo Guerra- che per un po’ resterà sia ad del gruppo sia ad interim al timone di Prada- il peggio dovrebbe essere alle spalle. Per il prossimo semestre le attese di Guerra sono «moderatamente positive», salvo nuove turbolenze impreviste. In autunno, dopo il via libera delle autorità competenti, il gruppo acquisirà poi il controllo di Versace, per partire con un rilancio della maison, che a detta di Guerra sarà portato avanti «con prudenza» e senza strappi. Intanto l’utile operativo rettificato del gruppo Prada sale dell’8% a 619 milioni, mentre l’utile netto cresce a 386 milioni, solo 3 in più del giugno 2024.
Hermès cassa record e nuove assunzioni
Hermès si conferma regina del lusso assoluto con ricavi in aumento del 7,1% a 8 miliardi di euro (e più 8% a parità di cambi), con il contributo positivo di tutte le aree geografiche e grazie al boom di borse accessori, seta, vestiti, casa e gioielli, con profumi trucchi e orologi in contrazione. Numeri che portano il gruppo a continuare a investire sulla crescita organica, forte di 1,8 miliardi di flussi di cassa nel semestre in cui ha assunto 500 nuovi addetti.
Zegna sceglie un nuovo ad per Thom Browne
Infine il gruppo guidato da Gildo Zegna chiude il semestre con ricavi in calo del 2% a parità di cambi a 927,7 milioni, con il marchio Zegna (+1,6%) e quello di Tom Ford (+3,8%) in positivo, appesantiti da Browne (-21,6%) che è in fase di rilancio, tant’è che ieri il gruppo ha nominato Sam Lobban come nuovo ad della griffe, per guidare una nuova fase di crescita.