MILANO – S’infittisce l’intreccio finanziario sull’asse Italia-Francia, oltre le prese di posizione del Crédit Agricole sul Banco Bpm e le ricadute nei rapporti Unicredit-Amundi sulle gestioni patrimoniali. A muoversi, ed era attesa in tal senso, è il gruppo assicurativo Axa, che compra il 51% di Prima Assicurazioni per mezzo miliardo, consacrando l’insurtech italiana al grado di Unicorno (le società che traguardano il miliardo di valore). A vendere sono Blackstone (27%), Goldman Sachs (15%), Carlyle (2%) e parte del management. A restare è invece il cofondatore Teodoro D’Ambrosio, che controlla il 48% dopo l’acquisizione per 200 milioni delle quote di Alberto Genovese, finito nelle cronache giudiziarie. L’intesa prevede poi opzioni call e put da esercitare tra il 2029 e il 2030.
Prima, assicuratore diretto da 1,3 miliardi di premi nel 2024 (1,2 in Italia), porta in dote ad Axa 5 milioni di clienti, 104 milioni di margine operativo lordo e la possibilità di raddoppiare le dimensioni…
MILANO – S’infittisce l’intreccio finanziario sull’asse Italia-Francia, oltre le prese di posizione del Crédit Agricole sul Banco Bpm e le ricadute nei rapporti Unicredit-Amundi sulle gestioni patrimoniali. A muoversi, ed era attesa in tal senso, è il gruppo assicurativo Axa, che compra il 51% di Prima Assicurazioni per mezzo miliardo, consacrando l’insurtech italiana al grado di Unicorno (le società che traguardano il miliardo di valore). A vendere sono Blackstone (27%), Goldman Sachs (15%), Carlyle (2%) e parte del management. A restare è invece il cofondatore Teodoro D’Ambrosio, che controlla il 48% dopo l’acquisizione per 200 milioni delle quote di Alberto Genovese, finito nelle cronache giudiziarie. L’intesa prevede poi opzioni call e put da esercitare tra il 2029 e il 2030.
Prima, assicuratore diretto da 1,3 miliardi di premi nel 2024 (1,2 in Italia), porta in dote ad Axa 5 milioni di clienti, 104 milioni di margine operativo lordo e la possibilità di raddoppiare le dimensioni del business auto in Italia: ha il 10% del mercato. George Ottathycal, ceo di Prima, ha festeggiato «l’importante riconoscimento al lavoro di tutto il team» e l’arrivo di «risorse e competenze» dal nuovo padrone francese «che permetteranno a Prima di esprimere ulteriormente il proprio potenziale».
«Stiamo acquisendo un operatore diretto leader - ha detto Patrick Cohen, ceo di Axa European Markets & Health - che non solo rafforzerà la nostra posizione nel mercato italiano del ramo danni», ma anche «il business diretto nei mercati europei». Soltanto ad aprile, Axa aveva chiuso l’acquisizione di Nobis, piazzando sul piatto 423 milioni (con un potenziale earn-out di altri 55) proprio per crescere sui danni. E bisogna ricordare che ha in scadenza, al 2027, la partnership con Mps sulla bancassicurazione. L’avanzata cisalpina di Axa non ha scaldato il mercato: gli analisti di Jefferies hanno definito l’operazione «equa ma non irresistibile». La Borsa ha poi punito (-7,9 per cento, peggior scivolone da aprile) l’inaspettato calo dell’utile a 3,9 miliardi contro attese per 4,4.