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Opec+ aumenta la produzione di petrolio. Azzerato il taglio di 2,2 milioni di barili deciso nel 2023

Il cartello di esportatori ha deciso in videoconferenza per un rialzo di 547 mila barili al giorno da settembre, come da attese
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MILANO – L’Opec+ aumenta ancora la produzione di petrolio. Come da attese, otto Paesi del cartello degli esportatori di greggio, riuniti in videoconferenza, hanno deciso per un altro rialzo da 547 mila barili al giorno a settembre. Si tratta dell’ultimo di una serie di ritocchi messi in campo nell’ultimo anno per riconquistare quote di mercato e che di fatto ha azzerato il taglio di 2,2 milioni di barili deciso nel 2023. In attesa della decisione, venerdì i future dell’oro nero avevano chiuso in calo (il Brent è scivolato sotto i 70 dollari), pur mantenendosi sopra i minimi di aprile di circa 58 dollari.

La nota dell’Opec+

Il testo firmato da Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman recita: “In considerazione della stabilità delle prospettive economiche globali e dell'attuale salute dei fondamentali del mercato, come testimoniato dal basso livello delle scorte petrolifere, gli otto Paesi partecipanti attueranno un aggiustamento della produz…

MILANO – L’Opec+ aumenta ancora la produzione di petrolio. Come da attese, otto Paesi del cartello degli esportatori di greggio, riuniti in videoconferenza, hanno deciso per un altro rialzo da 547 mila barili al giorno a settembre. Si tratta dell’ultimo di una serie di ritocchi messi in campo nell’ultimo anno per riconquistare quote di mercato e che di fatto ha azzerato il taglio di 2,2 milioni di barili deciso nel 2023. In attesa della decisione, venerdì i future dell’oro nero avevano chiuso in calo (il Brent è scivolato sotto i 70 dollari), pur mantenendosi sopra i minimi di aprile di circa 58 dollari.

La nota dell’Opec+

Il testo firmato da Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman recita: “In considerazione della stabilità delle prospettive economiche globali e dell'attuale salute dei fondamentali del mercato, come testimoniato dal basso livello delle scorte petrolifere, gli otto Paesi partecipanti attueranno un aggiustamento della produzione di 547 mila barili al giorno nel settembre 2025 a partire dal livello di produzione richiesto nell'agosto 2025”.

L'accordo include anche un aumento graduale riservato agli Emirati Arabi Uniti. I Paesi dovrebbero riunirsi nuovamente il 7 settembre e, secondo quanto riporta Reuters, potrebbero prendere in considerazione un ulteriore cambio di strategia e promuovere una nuova ondata di tagli alla produzione per un un totale di circa 1,65 milioni di barili al giorno.

Petrolio e geopolitica

Le mosse dell’Opec+ sono osservate attentamente dagli investitori e si inseriscono in uno scacchiere geopolitico sempre più complesso, tra i timori di ulteriori interruzioni delle forniture da parte di Mosca e le nuove richieste dell’Occidente all'India di smettere di acquistare petrolio russo. Il tutto mentre Washington cerca di spingere il Cremlino a raggiungere un accordo di pace con l'Ucraina.

L’organizzazione – che comprende i Paesi membri dell'Opec e dieci membri esterni, compresi Russia, Kazakhstan e Messico – pompa circa la metà del petrolio mondiale. Negli ultimi anni ha ridotto periodicamente la produzione per sostenere i prezzi, per poi invertire la rotta negli ultimi mesi con l’obiettivo di recuperare alcune quote di mercato e non scontentare il nuovo inquilino della Casa Bianca, che in campagna elettorale aveva promesso maggiori perforazioni con lo slogan “Drill, baby drill”.

L’inversione di rotta

Ecco dunque che lo scorso aprile l’Opec+ ha iniziato ad aumentare la produzione con un balzo modesto di 138.000 barili al giorno, seguito da aumenti più consistenti di 411.000 a maggio, giugno e luglio e di 548.000 ad agosto. Con l’ulteriore rialzo deciso oggi per settembre, i Paesi hanno completamente azzerato il taglio della produzione di 2,2 milioni deciso nel 2023.

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