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Il proprietario di Natixis aspira al “player europeo”. Ma con Generali pesa l’opposizione di Meloni

Il capo della banca francese Bpce racconta al Financial Times l’anno di acquisizioni. Con il colosso italiano sperava di firmare la partnership entro l’estate ma ora “i tempi non sono dettati da noi”
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MILANO – In un anno Bpce – proprietaria di Natixis – è riuscita a mettere a segno diverse acquisizioni, prima fra tutte quella della portoghese Novo Banco. Una strategia volta a diversificare il portafoglio del gruppo nato dalla fusione di Banque Populaire e Caisse d’Epargne e che in Francia genera l’80% dei suoi ricavi. Il suo capo Nicolas Namias vuole trasformare la banca francese in un “nuovo attore europeo ... nel finanziamento dell'economia europea”, ma un elemento chiave del suo piano è alla mercé di Roma.

Dalle parole ai fatti

Da sostenitore dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta, Namias è convito che l’Europa abbia bisogno di finanziatori in grado di sostenere le iniziative delineate nei due testi e che indicano le modalità con cui l'Ue può rafforzare il proprio mercato interno e migliorare la propria competitività. “Se ne parla molto e questo è ottimo. Ma adesso abbiamo bisogno di attori che possano attuare queste iniziative e governi che li sostengano”, ha dichiarato in un’intervista al Financial Times.

L’opposizione del governo italiano

C’è però un deal che sta inceppando la macchina. Quando si è trattato di unire Natixis Investment Managers con le attività di risparmio gestito dell’italiana Generali per creare il più grande asset manager del Continente per fatturato, i propositi europeisti di Namias si sono scontrati con l’opposizione del governo di Giorgia Meloni. Un’altra storia rispetto all’acquisizione dal private equity statunitense Lone Star della banca retail Novo Banco per 6,4 miliardi di euro, accolta con favore dal governo portoghese.

Generali è il più grande acquirente di titoli di Stato italiani e, secondo il governo nazionale, l'accordo con i francesi potrebbe mettere a rischio il debito pubblico del Paese. Tesi respinta dalle parti. Secondo alcune fonti dell’FT, le preoccupazioni della politica e il risiko in atto – su cui Generali è coinvolta in più d’una partita – hanno fatto sì che l'operazione rischiasse di fallire.

“I tempi dell’accordo non li detta Bpce”

“Capisco che un governo presti molta attenzione alla propria sovranità finanziaria, ma sono convinto che il nostro progetto rafforzi la sovranità finanziaria dell'Italia, della Francia e dell'Europa”, ribadisce Namias. Bpce sperava di firmare la partnership entro la fine dell'estate, ma Namias ha segnalato che l'operazione potrebbe slittare a causa di fattori al di fuori del suo controllo. Il completamento della fusione, dice, “dipende dall'attuale contesto italiano” e il calendario non è “nelle mani” di Bpce. Per ora il manager ha preferito non dare dettagli su che cosa farà se il deal dovesse fallire. “Parlare del piano B significa aver abbandonato il piano A”.

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