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Fisco, ok del Senato alla proroga della delega: è legge, scade nel 2026

L'aula del Senato

 

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Via libera del Senato al disegno di legge che posticipa il termine per l’attuazione della riforma fiscale al 2026
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ROMA - Al Fisco amico serve più tempo. Detto, fatto. Il governo proroga la scadenza della delega per l’attuazione della riforma fiscale. Trentasei mesi in tutto invece dei 24 che erano stati messi in conto nel 2023, quando il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge “madre”. Un anno in più, quindi, per i decreti attuativi della delega: il nuovo termine è fissato al 29 agosto 2026.

Scatterà una proroga automatica di 90 giorni se in prossimità della scadenza ci saranno ancora dei provvedimenti in fase di approvazione (già validati almeno in prima lettura). Nello specifico, l’ulteriore allungamento dei termini entrerà in vigore se il termine per l'espressione dei pareri parlamentari sui decreti attuativi dovesse scadere nei trenta giorni che precedono la scadenza della delega o successivamente al 29 agosto 2028.

Il disco verde del Senato

Il veicolo scelto per allungare i tempi di esercizio della delega è un disegno di legge ad hoc. Dopo aver incassato il via libera della C…

ROMA - Al Fisco amico serve più tempo. Detto, fatto. Il governo proroga la scadenza della delega per l’attuazione della riforma fiscale. Trentasei mesi in tutto invece dei 24 che erano stati messi in conto nel 2023, quando il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge “madre”. Un anno in più, quindi, per i decreti attuativi della delega: il nuovo termine è fissato al 29 agosto 2026.

Scatterà una proroga automatica di 90 giorni se in prossimità della scadenza ci saranno ancora dei provvedimenti in fase di approvazione (già validati almeno in prima lettura). Nello specifico, l’ulteriore allungamento dei termini entrerà in vigore se il termine per l'espressione dei pareri parlamentari sui decreti attuativi dovesse scadere nei trenta giorni che precedono la scadenza della delega o successivamente al 29 agosto 2028.

Il disco verde del Senato

Il veicolo scelto per allungare i tempi di esercizio della delega è un disegno di legge ad hoc. Dopo aver incassato il via libera della Camera, il provvedimento è stato approvato stamattina dall’aula del Senato con 92 voti a favore. È legge.

Due anni in più per le correzioni

La proroga del termine per i decreti attuativi della delega fiscale fa slittare anche la scadenza per le integrazioni e le correzioni: gli eventuali decreti legislativi potranno essere predisposti fino al 29 agosto 2028.

La delega fiscale

La riforma fiscale del governo Meloni è nata ufficialmente il 16 marzo 2023, quando il Cdm ha approvato in prima lettura il disegno di legge che contiene la delega fiscale. Dopo il via libera del Parlamento, il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 14 agosto 2023 (legge 9 agosto n. 111).

La delega è composta di 23 articoli suddivisi in cinque titoli. Il Titolo I contiene i principi generali e i tempi di esercizio della delega, oltre ai principi e ai criteri direttivi per la riforma dello statuto del contribuente, con particolare riguardo alla disciplina dell'interpello.

Il Titolo II riguarda i tributi. Rappresenta la parte più ampia della delega. Si va dalle imposte sui redditi, Iva e Irap ai tributi regionali e locali. Dentro anche i giochi. Il Titolo III definisce invece la disciplina delle procedure di definizione dell'imponibile, ma si occupa anche di accertamento, adempimento spontaneo, riscossione, contenziosi e sanzioni.

Il Titolo IV contiene i principi e i criteri relativi al riordino della normativa tributaria e alla codificazione, mentre il Titolo V è quello riservato alle disposizioni finanziarie e finali.

L’attuazione della delega

I decreti attuativi già entrati in vigore sono sedici. Altri tre sono invece in fase di approvazione in Parlamento. I Testi unici che hanno già ricevuto il disco verde definitivo sono cinque, mentre uno è in prima lettura alle Camere.

Tasse a rate per le imprese in crisi

Nell’attuazione della delega, il governo dovrà valutare la possibilità di estendere, anche ai tributi regionali, il pagamento parziale o dilazionato, oltre a introdurre una disciplina analoga per l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Oggi la rateizzazione è concessa solo agli enti locali.

La revisione dei giochi

Nel disegno di legge approvato dal Senato cambia anche la natura dell’intervento sui limiti di giocata e vincita. Si passa dalla “riduzione” alla “revisione”. La modifica consentirà al governo di essere più elastico sui paletti.

Al governo anche il compito di procedere al riordino e alla revisione del sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, “al fine di aumentarne l'efficacia dissuasiva e l'effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco (non solo quello a distanza)”, come si legge in un dossier del Senato sul disegno di legge.

I magistrati contabili

Lo stesso provvedimento introduce un nuovo principio per la revisione della disciplina e dell’organizzazione del contenzioso tributario. Nello specifico, il governo è tenuto a disciplinare l'ordinamento, lo stato giuridico e il ruolo dei magistrati tributari uniformandoli, in quanto compatibili, a quelli della magistratura ordinaria.

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