ROMA – Il Gruppo Tim chiude i primi 6 mesi dell’anno con una perdita di 132 milioni. Il risultato segna un miglioramento visibile rispetto allo stesso periodo del 2024, quando il rosso si era spinto a 646 milioni.
Le perdite limitate, i ricavi a 6,59 miliardi (+2,7% annuo) e la crescita dell’ebitda (+5%) rassicurano gli investitori che premiano il titolo con una progressione dell’1,74% alla Borsa di Milano e un valore di 0,4142 euro ad azione.
I clienti comuni
Una gamba di Tim ha una forza stabile. La spingono i clienti comuni che telefonano, navigano in Rete ad alta o altissima velocità, guardano il calcio, i film, le serie tv grazie all’operatore. In questo ambito del Tim Consumer, i ricavi totali si confermano a 3 miliardi (con una crescita dello 0,1%).
Corre veloce la gamba dell’Enterprise. Nei servizi che aiutano le altre aziende e gli uffici pubblici, i ricavi si spingono a quota 1,6 miliardi (con una progressione del 4,7% anno su anno).
Bene il cloud
Va molto bene il cloud del …
ROMA – Il Gruppo Tim chiude i primi 6 mesi dell’anno con una perdita di 132 milioni. Il risultato segna un miglioramento visibile rispetto allo stesso periodo del 2024, quando il rosso si era spinto a 646 milioni.
Le perdite limitate, i ricavi a 6,59 miliardi (+2,7% annuo) e la crescita dell’ebitda (+5%) rassicurano gli investitori che premiano il titolo con una progressione dell’1,74% alla Borsa di Milano e un valore di 0,4142 euro ad azione.
I clienti comuni
Una gamba di Tim ha una forza stabile. La spingono i clienti comuni che telefonano, navigano in Rete ad alta o altissima velocità, guardano il calcio, i film, le serie tv grazie all’operatore. In questo ambito del Tim Consumer, i ricavi totali si confermano a 3 miliardi (con una crescita dello 0,1%).
Corre veloce la gamba dell’Enterprise. Nei servizi che aiutano le altre aziende e gli uffici pubblici, i ricavi si spingono a quota 1,6 miliardi (con una progressione del 4,7% anno su anno).
Bene il cloud
Va molto bene il cloud del Gruppo Tim - «principale linea di business» - che cresce del 25%, anche grazie al supporto al Polo Strategico Nazionale. È il progetto che trasferisce l’insieme dei dati e servizi della Pubblica Amministrazione in una “nuvola” virtuale, sicura ed efficiente.
La cassa del Gruppo Tim beneficia di una novità. A luglio 2025 sono entrati 995,4 milioni. Versa la somma «un pool di primarie banche» che anticipa l’intero credito del Canone di concessione per il 1998. Soldi che Tim ha versato allo Stato 27 anni fa e che la Corte d’Appello ha stabilito le siano resi.
Le nomine
Intanto Piergiorgio Peluso lascia Autostrade per rientrare a “casa sua”, in Tim, dal primo ottobre 2025 come consigliere (advisor) dell’ad Pietro Labriola.
Peluso sarà promosso chief financial officer (cfo) subito dopo la presentazione dei risultati del terzo trimestre. Prenderà il posto di Adrian Calaza che resterà in azienda fino al Capodanno 2025 per un ordinato passaggio di consegne.
Leonardo de Carvalho Capdeville, invece, viene nominato chief technology officer «a diretto riporto dell’ad» con un ruolo in prima linea come key manager. Dal 31 agosto lascia infine Eugenio Santagata, chief public affairs.