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Mps batte le attese di utile e alza le stime 2025. “Restiamo determinati sull’Ops Mediobanca”

(reuters)

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La dote semestrale cala del 21% per i benefici fiscali di un anno fa, ma la banca stima 1,5 miliardi di profitti d’esercizio, e di alzare le cedole. L’ad Lovaglio: “No comment su Banca Generali, dai manager di Piazzetta Cuccia strategia erratica”
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MILANO – Trimestre positivo per Mps, chiuso con un utile netto di 479 milioni, in crescita del 15,7% sul primo trimestre e sopra le previsioni degli analisti. Rispetto a un anno prima, tuttavia, i profitti sono quasi dimezzati per i 457 milioni di benefici fiscali goduti nel secondo trimestre 2024.

La banca senese porta così la dote di utili semestrali a 892 milioni, alza le stime di utile lordo “ben sopra gli 1,5 miliardi di euro” per l’esercizio e confida di anticipare di un anno, al 2025 la distribuzione del 100% degli utili contabilizzati.

Gli annunci, uniti alle dichiarazioni grintose dell’ad Luigi Lovaglio sull’operazione Mediobanca, iniziata al 14 luglio in Borsa e che termina l’8 settembre, hanno spinto l’azione Mps in testa alle blue chip italiane in apertura, con un rialzo di oltre il 3,5%.

Lovaglio: “Conti spettacolari, abbiamo costruito una fortezza”

“I risultati sono spettacolari, e dimostrano la nostra capacità tangibile di realizzare crescita, elevata redditività e chi…

MILANO – Trimestre positivo per Mps, chiuso con un utile netto di 479 milioni, in crescita del 15,7% sul primo trimestre e sopra le previsioni degli analisti. Rispetto a un anno prima, tuttavia, i profitti sono quasi dimezzati per i 457 milioni di benefici fiscali goduti nel secondo trimestre 2024.

La banca senese porta così la dote di utili semestrali a 892 milioni, alza le stime di utile lordo “ben sopra gli 1,5 miliardi di euro” per l’esercizio e confida di anticipare di un anno, al 2025 la distribuzione del 100% degli utili contabilizzati.

Gli annunci, uniti alle dichiarazioni grintose dell’ad Luigi Lovaglio sull’operazione Mediobanca, iniziata al 14 luglio in Borsa e che termina l’8 settembre, hanno spinto l’azione Mps in testa alle blue chip italiane in apertura, con un rialzo di oltre il 3,5%.

Lovaglio: “Conti spettacolari, abbiamo costruito una fortezza”

“I risultati sono spettacolari, e dimostrano la nostra capacità tangibile di realizzare crescita, elevata redditività e chiarezza strategica", ha detto l'ad di Mps, Luigi Lovaglio, parlando agli analisti finanziari. "Questa chiarezza di scopo sta pagando: per i nostri clienti, per nostri dipendenti e soprattutto per i nostri azionisti. Abbiamo costruito una fortezza con un robusto bilancio capace di proteggere Mps e creare opportunità nei decenni a venire". Il patrimonio Cet1 della banca è salito al 19,6% degli attivi di rischio, dal 18,3% di giugno 2024, “livello tra i più solidi in Europa come hanno confermato i recenti stress test”, ha aggiunto il banchiere.

A chi chiedeva commenti sulla possibilità che il management di Mediobanca riesca a far partire in Borsa la contromossa costituita dall’acquisizione di Banca Generali, Lovaglio ha detto: "Su questo non mi sento di commentare considerando che oggi si riunisce il cda di Generali e ci si aspetta un comunicato stampa, cruciale per capire gli ulteriori passaggi nell'offerta su Banca Generali". Tuttavia, il leader di Mps ha definito l’approccio di Alberto Nagel, ad di Mediobanca, “una strategia erratica, senza una ratio chiara, un atteggiamento difensivo di protezione più che di creazione di valore".

Lovaglio ha anche rigettato una domanda che ipotizzava un ritiro dei senesi dall’Ops su Mediobanca: "Non sono sicuro di aver capito bene. Siamo un istituto serio e vogliamo creare la terza forza bancaria sul mercato italiano. Siamo molto determinati a farlo e dall'inizio di quest'anno tutta la struttura, il management, il cda si sta focalizzando sul raggiungimento di questo obiettivo. Siamo convinti, motivati e impegnati in pieno per raggiungerlo". A riguardo, Lovaglio ha confermato che l’obiettivo è raccogliere il 66,6% del capitale di Mediobanca nell’Ops, ma “anche al di sotto del 50% di adesioni riusciremo a ottenere delle sinergie, ovviamente ci vorrà un po' più di tempo per realizzarle: noi siamo stati prudenti nel fissare le sinergie a 700 milioni e riteniamo che potremo arrivare a questo importo nei primi tre anni anche con meno del 50%".

Le commissioni compensano il calo degli interessi a giugno

Sul fronte dei ricavi il Monte ha chiuso i sei mesi con 2,054 miliardi di euro (+1,1%), per effetto della spinta delle commissioni (+9,1% a 802,5 milioni) che ha compensato il calo del margine di interesse (-6,7% a 1.094 milioni). I costi operativi sono saliti del 2% a 943 milioni, con un risultato operativo lordo che si attesta a 1.111 milioni (+0,5%). Le perdite su crediti sono scese del 14,2% a 175,1 milioni, con un costo del rischio in calo a 43 punti base, mentre il risultato operativo netto è salito a 936,1 milioni (+4,3%).


A livello patrimoniale migliora la qualità degli attivi, con una riduzione dello stock di crediti deteriorati (Npe) di circa 500 milioni di euro rispetto al 31 marzo di quest'anno, anche grazie alla cessione, recentemente finalizzata, di 0,3 miliardi di euro di bad loans, che fa scendere il totale delle esposizioni deteriorate lorde a 3,1 miliardi e quelle nette a 1,7 miliardi.

Mps sottolinea l' "eccellente performance" del secondo trimestre, con un risultato operativo netto di 488 milioni di euro, in crescita del 9,1% rispetto al trimestre precedente, grazie al buon andamento del margine di interesse (+1,5%) e delle commissioni (+1,7%), accompagnato dalla ottimizzazione dei costi operativi (-0,3%).

Infine sul fronte commerciale il semestre ha visto i volumi degli impieghi performing salire a 65,1 miliardi di euro (+4,9% da inizio anno) con una significativa accelerazione dell'erogazione di mutui ipotecari alle famiglie, più che raddoppiati anno su anno, e del credito al consumo (+20%). La raccolta totale è pari a 171 miliardi, in crescita di oltre 4 miliardi nel secondo trimestre con una positiva dinamica in tutte le componenti.

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