MILANO – I tagli al costo del denaro da parte della Bce si fanno sentire. Nel corso del primo semestre, le richieste di mutui sono salite del 20% rispetto al medesimo periodo del 2024. Anche se nei mesi di maggio e giugno vi è stato un deciso rallentamento (rispettivamente +14,0% e +13,6% nel confronto sullo stesso mese dello scorso anno), a indicare che evidentemente una spinta importante è arrivata dalle surroghe, mentre più limitato è stato l’impatto dei nuovi mutui.
Dall’estate dello scorso anno l’Eurotower ha iniziato a ridurre i tassi e questo ha spinto buona parte di coloro che avevano in corso un finanziamento a tassi elevati a sostituirlo con un contratto con interessi più contenuti. È quanto emerge dall’ultima “Bussola Mutui”, curata da Crif e MutuiSupermarket.i…
MILANO – I tagli al costo del denaro da parte della Bce si fanno sentire. Nel corso del primo semestre, le richieste di mutui sono salite del 20% rispetto al medesimo periodo del 2024. Anche se nei mesi di maggio e giugno vi è stato un deciso rallentamento (rispettivamente +14,0% e +13,6% nel confronto sullo stesso mese dello scorso anno), a indicare che evidentemente una spinta importante è arrivata dalle surroghe, mentre più limitato è stato l’impatto dei nuovi mutui.
Dall’estate dello scorso anno l’Eurotower ha iniziato a ridurre i tassi e questo ha spinto buona parte di coloro che avevano in corso un finanziamento a tassi elevati a sostituirlo con un contratto con interessi più contenuti. È quanto emerge dall’ultima “Bussola Mutui”, curata da Crif e MutuiSupermarket.it, che Repubblica ha potuto visionare in anteprima.
Ripresa in corso, ma solo per chi ha contratti stabili e stipendi elevati
A trainare il mercato sono soprattutto i dipendenti a tempo indeterminato (90% dei richiedenti) e le fasce di reddito medio-alte: il 50% delle richieste proviene da chi guadagna oltre 2mila euro netti al mese, mentre solo il 16% da chi si colloca sotto i 1.500 euro. Quanto alla tipologia di tasso, il 98% delle domande si è orientata verso il fisso, considerato che questa modalità ha presentato tassi più contenuti fino a poche settimane fa. “A luglio, primo mese in cui i mutui a tasso variabile sono diventati più convenienti, la domanda del tasso fisso è scesa di quattro punti, al 94%”, spiega Guido Bertolino, responsabile business development di MutuiSupermarket.it. “Tra i mutui green, il fisso è rimasto al 98%, mentre tra gli altri è sceso al 91%, grazie a maggiori sconti per il variabile, in media intorno a mezzo punto percentuale”.
Le durate si allungano, prudenza sugli importi
Sul canale online, la maggior parte delle richieste si concentra su durate oltre i 26 anni (39%), mentre un altro 27% rientra tra i 21 e i 25 anni. Il dato conferma che le famiglie cercano rate più sostenibili, allungando i piani di ammortamento. Gli importi richiesti si mantengono prudenti, a dimostrazione del fatto che gli italiani restano un popolo attento a non fare il passo più lungo della gamba. Il 28% delle domande è sotto i 100mila euro, mentre oltre il 70% delle erogazioni effettive non supera i 150mila euro. L’importo medio richiesto nel trimestre è salito a 155.107 euro (+4,6% su base mensile), mentre quello effettivamente erogato si attesta a 133.910 euro.
La domanda degli under 36 resta debole dopo il taglio agli incentivi
Nel secondo trimestre 2025, il 29% delle richieste di mutuo arriva da under 36, in linea con quanto emerso un anno fa, ma in calo dopo la stretta agli incentivi disposta dal governo. “Un livello sostanzialmente stabile nell’ultimo anno, ben lontano dal 40% medio registrato tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, quando, oltre a godere di tassi bassi e della garanzia Consap, i giovani godevano anche della totale gratuità delle imposte su compravendita e mutuo”, aggiunge Bertolino. Al contempo, il divario di genere resta ampio: due richieste su tre sono presentate da uomini.
Prezzi degli immobili in salita: +3,1% in un anno
Il rimbalzo dei mutui si accompagna alla crescita del mercato immobiliare residenziale, con le compravendite in aumento dell’11,2% nel primo trimestre. Parallelamente, il prezzo medio al metro quadrato degli immobili oggetto di mutuo è salito del +3,1% su base annua. Il valore medio dell’immobile a garanzia si attesta a circa 174mila euro, mentre la superficie media risulta in crescita a 115 metri quadrati, il livello più alto dal primo trimestre 2023. Si torna così alla media del 2019-2021, prima cioè che l’iperinflazione e il rialzo dei mutui spingessero a una maggiore prudenza.
Particolarmente forte è l’apprezzamento per le case nuove (+5,3%) e per quelle in classe energetica A o B, che registrano un differenziale medio di 500 euro/mq rispetto agli immobili meno efficienti. Del resto, con la Direttiva europea Case Green che a breve entrerà in vigore, sono tanti coloro che preferiscono spendere qualcosa in più al momento dell’acquisto, piuttosto che essere obbligati a una radicale ristrutturazione poi.
Dunque, nonostante i segnali positivi, il report evidenzia come l’accesso al mutuo resti sbilanciato verso i profili più solidi, mentre rimane marginale la presenza di lavoratori autonomi, precari o redditi bassi. Questo sebbene il tasso di default si mantenga stabile ai minimi storici (0,5%), grazie alla larga diffusione di mutui a tasso fisso, surroghe e rinegoziazioni.