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Pensioni più alte, età bloccata e 200 miliardi di costi. In Germania indietro tutta sulla previdenza

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Il nuovo pacchetto previdenziale va in controtendenza con tutte le misure messe in campo in Europa in tema di sostenibilità previdenziale. Assegni agganciati all’aumento degli stipendi e di importo almeno pari al 48% dello stipendio medio. Il maxi aumento di spesa allarma gli economisti: “Riforma che guarda all’indietro: un regalo elettorale”
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Il titolo è accattivante, la “Legge per un livello stabile per le pensioni”, e i socialdemocratici affamati di elettori lo hanno scolpito nella pietra: sarà fissato al 48% dello stipendio medio. Ma il pacchetto previdenziale varato ieri dal governo Merz è anche una contro-riforma che graverà sulle nuove generazioni e scaverà entro il 2040 un buco da 200 miliardi di euro nei conti pubblici della Germania.

Quella voluta dalla ministra del Lavoro Baerbel Bas (Spd) è una ridefinizione del sistema previdenziale che va in controtendenza rispetto al resto d’Europa e ignora la drammatica situazione demografica nella maggiore economia del continente. In più, i bavaresi della Csu hanno ottenuto il via libera alla promessa elettorale della “Muetterrente”, un aumento degli assegni per le madri che hanno avuto figli prima del 1992. L’incremento dovrebbe essere di circa 20 euro al mese e adeguerebbe il bonus a quello percepito dalle mamme post-1992 (120 euro al mese).

Aumenti agganciati agli stip…

Il titolo è accattivante, la “Legge per un livello stabile per le pensioni”, e i socialdemocratici affamati di elettori lo hanno scolpito nella pietra: sarà fissato al 48% dello stipendio medio. Ma il pacchetto previdenziale varato ieri dal governo Merz è anche una contro-riforma che graverà sulle nuove generazioni e scaverà entro il 2040 un buco da 200 miliardi di euro nei conti pubblici della Germania.

Quella voluta dalla ministra del Lavoro Baerbel Bas (Spd) è una ridefinizione del sistema previdenziale che va in controtendenza rispetto al resto d’Europa e ignora la drammatica situazione demografica nella maggiore economia del continente. In più, i bavaresi della Csu hanno ottenuto il via libera alla promessa elettorale della “Muetterrente”, un aumento degli assegni per le madri che hanno avuto figli prima del 1992. L’incremento dovrebbe essere di circa 20 euro al mese e adeguerebbe il bonus a quello percepito dalle mamme post-1992 (120 euro al mese).

Aumenti agganciati agli stipendi

La contro-riforma del governo Merz aggancia gli aumenti delle pensioni a quelli degli stipendi - un unicum in Europa - e sospende fino al 2031 il freno che scattava finora in base a fattori demografici ed economici. Questo Nachhaltigkeitsfaktor, “fattore di sostenibilità” che rallentava l’incremento degli assegni in base a fattori oggettivi, viene cancellato per i prossimi sei anni. Una misura che vale 130 miliardi di euro fino al 2040, cui si aggiungono 70 miliardi per la Muetterrente, il bonus per le mamme pre-1992.

L’allarme degli economisti

Scopo del provvedimento, scongiurare la povertà tra gli anziani, evitare che percepiscano un assegno troppo magro per vivere. Sacrosanto, in teoria. Bas ieri ha rivendicato un pacchetto che è ”un chiaro messaggio a tutte le generazioni” perché garantisce una pensione “stabile ed equa”. Ma la presidente del comitato dei “saggi” economici che consiglia il governo, Monika Schnitzer, parla di una riforma “che guarda all’indietro” e rende i problemi della sostenibilità del sistema previdenziale “ancora più grandi”. La professoressa di Economia della Ludwig-Maximilian-Universitaet di Monaco parla nel podcast della Frankfurter Allgemeine Zeitung di “un regalo elettorale”. Durissima anche la sua collega del comitato dei “saggi”, Veronica Grimm: “Il governo non ha capito la gravità della situazione”.


Tasse più alte

Il conto sarà pagato dalla collettività generale, ossia dalle tasse di chi lavora. E non riuscirà comunque a evitare un aumento dei contributi: saliranno dal 2027 dall’attuale 18,6 al 18,8%. Inoltre, quando la ministra dell’Economia, la cristianodemocratica Katherina Reiche, ha suggerito di aumentare l’età pensionabile da 67 a 70 anni per compensare almeno in parte l’enorme aggravio di costi per le casse dello Stato, la levata di scudi della Spd è stata tranchant. Il suggerimento della “saggia” Schnitzer era simile a quello della ministra Reiche: “per ogni anno di aspettativa di vita in più bisognerebbe calcolare otto mesi di lavoro e quattro mesi di pensione in più”.

Il tasso delle nascite in Germania è sceso a 1,35 figli per ogni madre (il tasso di sostituzione per mantenere la popolazione costante è di 2,1 figli). Un tedesco su due ha più di 45 anni, uno su cinque più di 66 anni. E se non fosse per l’immigrazione che ha mitigato nell’ultimo decennio il crollo demografico, l’evoluzione sarebbe ancora più negativa. Secondo i calcoli della Fondazione Bertelsmann, i pensionati saliranno entro il 2035 a 16,2 milioni, dai 12,3 milioni del 2020. Si passerà dal 14,8% al 18,4% della popolazione.

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