Trump e la crociata contro i chip Nvidia: “Rintracciabili e telecomandati”
di Aldo FontanarosaROMA – Alta tensione tra Donald Trump e il colosso statunitense Nvidia, azienda decisiva per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nvidia – che vale in Borsa 4,34 trilioni di dollari, un’enormità – produce microprocessori avanzati.
Sono i “cervelli” elettronici, i preziosi chip che permettono di istruire e allenare gli algoritmi intelligenti come ChatGPT.
Consapevole del ruolo strategico di questi chip, allarmato dal peso crescente della Cina nell’IA, il governo Trump chiede ora ai produttori - soprattutto a Nvidia - di introdurre due funzionalità nei dispositivi.
La porta sul retro
Primo: i chip dovrebbero avere una backdoor, una porta che permetterebbe intanto di sapere in quale angolo del mondo si trovano. Troppo spesso un processore americano - venduto a un Paese amico - finisce poi in Nazioni ostili agli Usa, per oscure triangolazioni commerciali.
Grazie alla backdoor, poi, il produttore sarebbe libero di attivare un kill switch in casi di emergenza. È una specie di interrut…
ROMA – Alta tensione tra Donald Trump e il colosso statunitense Nvidia, azienda decisiva per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nvidia – che vale in Borsa 4,34 trilioni di dollari, un’enormità – produce microprocessori avanzati.
Sono i “cervelli” elettronici, i preziosi chip che permettono di istruire e allenare gli algoritmi intelligenti come ChatGPT.
Consapevole del ruolo strategico di questi chip, allarmato dal peso crescente della Cina nell’IA, il governo Trump chiede ora ai produttori - soprattutto a Nvidia - di introdurre due funzionalità nei dispositivi.
La porta sul retro
Primo: i chip dovrebbero avere una backdoor, una porta che permetterebbe intanto di sapere in quale angolo del mondo si trovano. Troppo spesso un processore americano - venduto a un Paese amico - finisce poi in Nazioni ostili agli Usa, per oscure triangolazioni commerciali.
Grazie alla backdoor, poi, il produttore sarebbe libero di attivare un kill switch in casi di emergenza. È una specie di interruttore che spegne il chip a distanza, da remoto, impedendogli così di funzionare.
Per il momento, Trump si è limitato a una Raccomandazione, che non obbliga i produttori ad obbedirgli. Ma Nvidia pubblica immediatamente una nota stizzita, polemica contro il governo statunitense sul suo blog aziendale. È in pieno allarme rosso.
La paura al Congresso
La paura della Cina, che si impossessa di Trump, contagia ormai entrambi i rami del Congresso americano, la Camera dei Rappresentanti e il Senato. Dove una norma severa sui chip, in funzione anti-cinese, troverebbe una larga maggioranza.
Il fisico Bill Foster, deputato democratico dell’Illinois, e Tom Cotton, senatore repubblicano dell’Arkansas, dicono le stesse cose: vogliono la rintracciabilità dei chip e l’interruttore per spegnerli.
Il treno per piantare questi paletti è già partito. Si chiama Chip Security Act, è stato depositato al Congresso a maggio 2025 e delinea le norme a tutela della sovranità Usa sui microprocessori.
Il freno a mano
Nvidia, dunque, è in allarme rosso. Nella sua nota, pubblicata sul blog aziendale, il gigante dei microprocessori spiega che nessuna persona acquisterebbe una vettura se il concessionario conservasse il potere di tirare il freno a mano (da remoto) mentre lui la guida in autostrada.
Fuori metafora, Nvidia non ha nessuna voglia di scrivere in un contratto che potrà entrare nel chip venduto per localizzarlo e addirittura spegnerlo.
I suoi processori - insiste l’azienda - sono dentro le auto a guida autonoma, i ripetitori televisivi, i radar che regolano il traffico aereo. Se due Boeing si scontrano perché Nvidia ha deciso, un bel giorno, di disattivare i chip del radar, alla fine chi pagherà i danni?
La piscina degli squali
E ancora. Nvidia pensa che installare nei microprocessori la porta di ingresso e l’interruttore sarebbe come calare la carcassa di un toro in una piscina abitata dagli squali.
Gli hacker, i pirati informatici di mezzo mondo si scatenerebbero per penetrare nei chip e determinare le peggiori sciagure della storia.
Trump, dunque, ha davvero torto a immaginare una stretta ulteriore in questo ambito strategico? Il Financial Times pensa di no. Per il quotidiano britannico, le restrizioni americane - imposte già da Joe Biden e in parte rafforzate da Trump - si sono rivelate una diga bassa, fragile.
Non si accontentano
In soli tre mesi, sono sbarcati in Cina chip avanzatissimi per un valore di un miliardo di dollari. Canali clandestini hanno portato in terra cinese finanche il gioiello di casa Nvidia. Parliamo del B200.
È una Gpu - dunque un “cervello” digitale - che si compone di 208 miliardi di transistor: 208 miliardi.
Ora, Pechino non potrebbe comprare i B200, per lo sbarramento degli Usa. Pechino dovrebbe accontentarsi degli Nvidia H20 (meno evoluti) la cui vendita è libera. Invece non si accontenta, ma proprio no.